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Economiadi Leonardo Daverio Patrizi (IHC)
pubblicato il 13 maggio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

Che la Banca centrale Europea abbia tagliato i tassi lo sapete già. Che abbia anche deciso di cominciare ad acquistare titoli, immettendo liquidità nei circuiti finanziari per rianimare il mercato del credito e per dare una mano al gigante malato dell’economia tedesca forse non ancora. Seguendo (che novità!) le scelte della Fed

Con un po’ di ritardo rispetto a quanto atteso (si dia un occhio qui), la BCE si sta unendo al fronte del Quantitative Easing (allentamento quantitativo: siccome i tassi non possono andare sotto-zero, si passa a semplicemente inondare di moneta il globo terracqueo). Con bce01g Monsieur Trichet, che sorpresa! La BCE si allinea alla Fedquest’ulteriore ridicolo taglio del Refi (dall’1,25% all’1,00%) [[Trichet]] ha annunciato che la durata massima dei finanziamenti BCE passerà da 6 a 12 mesi (questo raddoppia i problemi di rientro della politica monetaria in caso di veloce ripresa dell’[[inflazione]]) ma soprattutto che comincerà ad acquistare titoli! Per ora si partirà con i Covered Bond (obbligazioni garantite dallo Stato e originate da particolari cartolarizzazioni), ma niente vieta che  l’operatività si allarghi ad altri strumenti tra cui chiaramente i titoli di Stato, anche perché finora è tutto un po’ vago, dato che sarà alla prossima riunione della BCE che verranno decisi i dettagli.

TAPPARE IL BUCO DI LIQUIDITA’ – Insomma, il francese di Francoforte l’ha un po’ buttata lì, rimandando di un mese dettagli e applicazione. Ha senso? Sì, perché la [[BCE]] per propria politica non dovrebbe tirare a sorprendere i mercati (a parte quell’episodio concertato dell’anno scorso), quindi ha senso far capire al mercato le future mosse evitando traumi. Ma perché proprio i Covered Bond? Ci sono alcuni ordini di considerazioni per rispondere. Anzitutto la BCE sta semplicemente “tappando un buco” in un più ampio circuito del credito, più precisamente un “buco di liquidità” formatosi nel mercato dei derivati del credito, anello di trasmissione del meccanismo di moltiplicazione del credito stesso (qui i dettagli). Altre considerazioni discendono dal fatto che i Covered Bond sono strumenti utilizzati per il finanziamento delle infrastrutture di 22 paesi europei, coprendone circa il 90%; d’altra parte si ceTrichet scolaretto Monsieur Trichet, che sorpresa! La BCE si allinea alla Fedrca di spingere l’economia a riprendersi, e tra tutti i modi possibili il sostegno alle infrastrutture (quelle necessarie, non cose come il ponte sullo stretto tra Marte e Giove) pare avere maggior senso. Inoltre questo segmento del mercato finanziario ha subito, pare, un particolare inaridimento a seguito della congiuntura, ed anche visto il “ruolo” che ricopre ha un particolare senso cominciare da qui a “rilassare quantitativamente” il mercato.

RIANIMARE LA GERMANIA MALATA – Esiste poi un altro ordine di considerazioni, che riguardano il paese principale per questo mercato: la Germania. Attualmente è la Germania a destare le maggiori preoccupazioni nella UEM per le fosche attese di PIL (la prossima rilevazione è vista sotto al -6%); in quanto maggior economia dell’area, la ripresa europea dipende assolutamente dalla ripresa tedesca. L’intervento sui Covered Bond sicuramente avrà un qualche effetto direttamente su questa economia, per poi diffondersi tramite la spesa per infrastrutture attraverso tutta l’Europa. Si può discutere poi sul fatto che il Quantitative Easing europeo parta con più di sei mesi di ritardo rispetto alle politiche monetarie anglosassoni: ma questo riflette il normale “ritardo” del ciclo europeo rispetto a quello USA, e il fatto che, secondo le teorie che io condivido, l’origine del ciclo sta nella politica monetaria USA e la politica monetaria ha bisogno di un po’ di tempo per esplicare i propri effetti soprattutto verso aree monetarie diverse. Insomma, come anticipato tempo fa, la BCE si va allineando sia sui tassi sia su soluzioni meno convenzionali per sostenere direttamente il credito ai privati.

IL SOLITO TRICHET – Si badi infine che al ribasso del Refi si accompagna il mantenimento del tasso sui depositi BCE allo 0,25%, il che rappresenta un pur piccolo incentivo per le banche private a ridepositare presso la BCE i fondi presso la stessa presi a prestito, con il rischio che ulteriori emissioni di moneta “ritornino” indietro senza “moltiplicarsi” in credito sul mercato. Solo a fine mese potremo verificare questa eventualità. Intanto ricordo che a marzo (vedi qui), proprio in relazione a questo giochino di tassi, risultavano “liberati” per il mercato circa 100 miliardi di euro; l’ultima manovra potrebbe aver messo questa “nuova” moneta a “rischio rientro”, il che darebbe un senso anche all’entità dell’intervento previsto sui Covered Bond (60 miliardi di euro). Nel complesso questo “interventino” su forse un 4% del mercato dei Covered Bond europeo è un haiku di tutto ciò che da Trichet ci si può aspettare: creazione di moneta, assorbimento di titoli, riattivazione di segmenti di mercato, sostegno alla spesa pubblica…e allineamento alle politiche di Papà Bernanke. Business as usual.

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