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Ius soli, Renzi e Gentiloni abbandonano la legge

Renzi ha incassato il rinvio dello ius soli chiesto dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per evitare una possibile caduta del suo governo. La legge sulla nuova cittadinanza non sarà votata prima della pausa estiva del Parlamento, e sarà calendarizzata per l’autunno. Benché Gentiloni, come il PD, abbiano ribadito il loro auspicio di approvare lo ius soli, le chance dell’introduzione delle nuove regole per l’ottenimento della cittadinanza per gli stranieri appaiono ormai minime. La maggioranza che sostiene il Governo Gentiloni si è ormai esaurita dal punto di vista politico, visto che buona parte dei gruppi parlamentari di Alleanza popolare tifano per un ritorno col centrodestra. Lo dimostra anche l’intervista al Mattino di oggi del ministro Enrico Costa, che aveva minacciato le dimissioni dall’esecutivo in caso di voto di fiducia sullo ius soli. Il provvedimento, ostracizzato in modo aspro dalla Lega Nord come da Forza Italia e Fratelli d’Italia, rappresenta un ostacolo per i parlamentari ora in maggioranza con il PD che sperano di allearsi o essere ospitati nelle liste del centrodestra.

RENZI E GENTILONI DANNO L’ADDIO ALLO IUS SOLI

Il PD non è mai sembrato troppo convinto di questa legge, impopolare secondo i sondaggi, e che appariva come uno scambio progressista con la linea ben più muscolare sull’immigrazione assunta in questi mesi tanto dal Governo Gentiloni, in particolare dal ministro Marco Minniti, quanto da Matteo Renzi. Un voto di fiducia avrebbe rischiato di far cadere l’esecutivo, e il Partito Democratico ha preferito non far saltare decreti importanti come il salva banche per gli istituti veneti. Senza contare che le dimissioni di Gentiloni avrebbero quasi sicuramente portato alle elezioni anticipate: a pochi mesi dalla scadenza della legislatura è ormai evidente come in Parlamento manchi la frenesia verso il voto, che si terrà comunque nei primi mesi del 2018.

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI