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EasyJet reagisce alla Brexit e apre una divisione europea

EasyJet si prepara alla Brexit e si sdoppia: nascerà la nuova costola easyJet Europe, con sede principale a Vienna, in territorio comunitario. Lo fa sapere il quotidiano The Indipendent, che spiega che a spaventare la più ricca compagnia aerea britannica è il «futuro ancora incerto dell’accordo aereo tra Regno Unito e Unione Europea». L’apertura della nuova sede prevede il trasferimento nella capitale austriaca di 100 aerei. È questo l’escamotage trovato dalla compagnia per continuare a offrire ai suoi clienti lo stesso numero di voli di adesso.

Nessuno degli Airbus sarà spostato in Austria, dove ad oggi easyJet serve diverse città, ma non copre nessuna tratta interna al paese. La nuova divisione europea sarà posseduta da easyJet plc, già proprietaria della compagnia britannica e di easyJet Switzerland, la costola elvetica della società. La maggioranza della nuova compagnia sarà del gruppo britannico, ma le regole comunitarie prevedono che si trovino anche dei soci europei. Ad oggi la maggioranza di easyJet plc è posseduta da Stelios Haji-Ioannou – imprenditore greco naturalizzato britannico che ha fondato la compagnia aerea – e da membri della sua famiglia, anche loro di nazionalità britannica. L’obiettivo è quello di portare le loro quote appena al di sotto della soglia del 50%. «La compagnia – assicura comunque il The Indipendent – non ravvisa nessun ostacolo a raggiungere la soglia in tempo per la Brexit».

I nuovi posti di lavoro in Austria saranno circa 100, mentre nessuno verrà licenziato nella sede principale di Londra, all’aeroporto di Luton. Nessuna differenza sensibile neanche per i passeggeri che viaggeranno con easyJet dopo la divisione. Nel frattempo anche Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, il più grande competitor di compagnia low cost, sta facendo i conti con Brexit. Proprio questa settimana ha attaccato duramente il governo della May, definendo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea «uno dei più grandi suicidi noti della nostra storia».

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