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La vergognosa prima pagina di Libero che confonde i piromani con il popolo napoletano

Le generalizzazioni o le eccessive semplificazioni a volte danno una visione imperfetta o sbagliata della realtà. Soprattutto se spuntano sulla prima pagina di un giornale. È il caso di ricordarlo oggi, nel giorno in cui Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, riassume l’emergenza incendi sul Vesuvio con il titolo «Altro che incolpare lo Stato assente. I napoletani si bruciano da soli». Si tratta di una chiave di lettura vergognosa, perché offende un intero popolo identificandolo con i criminali che hanno appiccato i roghi, sicuramente di natura dolosa, e perché mira a dimostrare una complicità degli abitanti delle zone colpite dal disastro con i piromani. Il tutto condito da qualche frase estremamente ingiuriosa.

VERGOGNOSO TITOLO DI LIBERO: «A NAPOLI SI BRUCIANO DA SOLI»

Secondo Feltri «la gente del mezzogiorno è più portata a collaborare con i delinquenti, temuti e venerati, che non con le Forze dell’ordine, poco rispettate». «Infatti – continua il direttore – i meridionali che vivono a Milano sono diventati più milanesi dei milanesi, si sono perfettamente inseriti e sono i primi a comportarsi osservando le regole. Parecchi di quelli rimasti in Terronia, invece, influenzati dalla comunità storta in cui campano, ne adottano le cattive abitudini e sono guai. I peggiori di essi sono addirittura piromani e danneggiano i compaesani». Per Feltri «non c’entra il razzismo» ma siccome «il disastro del Vesuvio, dove non è sorto un edificio che non sia abusivo, non è stato provocato da calamità naturali», «i napoletani, non tutti per carità, si sono bruciati da sè». Quindi: «Si guardino allo specchio e sputino. Non sbagliano bersaglio».

 

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Ora, al netto dell’invito allo sputo, nell’analisi sociologica di Feltri andrebbe precisato – ad onor di cronaca – che nonostante le sue mille difficoltà anche il Sud, proprio come il Nord, può vantare tanti meridionali «efficienti» e rispettosi di ogni regola, da quelle comuni del buonsenso fino alle norme di legge, e che, di conseguenza, la stragrande maggioranza della popolazione nulla ha da spartire (e nulla vuole avere da spartire) con piccola o grande criminalità. Legare le responsabilità di un disastro causato da mano criminale ad un presunto «condizionamento ambientale» della gente del posto sa tanto di pregiudizio e luogo comune: due cose sempre pericolose, perché confondono le idee. Leggendo questa storia qualcuno potrebbe immaginare perfino un compiacimento dei napoletani per il gesto dei piromani.

 

 

E non vale nemmeno chiamare in causa le «migliaia» di guardie forestali per criticare il grido di aiuto alle istituzioni che si è alzato negli ultimi gironi. Le guardie forestali sul Vesuvio (il Parco Nazionale si estende per oltre 8mila ettari) non sono certamente migliaia come dice Feltri e un piromane prima di appiccare un incendio prova quantomeno ad evitare i controlli. Purtroppo, ad Ottaviano come nella zona di Ercolano e di Torre del Greco, un problema di ritardo di interventi e di insufficienza di mezzi si è visto davvero. In qualche punto si è atteso per ore il ritorno di elicotteri o canadair. Lo hanno segnalato gli amministratori e soprattutto i semplici cittadini. Qualcuno in lacrime. Perché vedeva il fumo minacciare i sacrifici di una vita.

(Immagini: screenshot da Libero)