Woodcock interrogatorio
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Consip, Woodcock davanti ai pm: quel giorno non era con Federica Sciarelli

Non ha solo respinto l’accusa di aver passato a Il Fatto Quotidiano notizie sull’inchiesta Consip, ma il pubblico ministero Henry John Woodcock ha dato ai colleghi romani, che lo hanno interrogato, qualche altro spunto sulla violazione del segreto. Nella conversazione con i pm, descritta da Bianconi sul Corriere della Sera, ci sono elementi interessanti.

La possibile fonte del giornalista Marco Lillo va cercata altrove, sostiene Woodcock, e in qualche modo le sue indicazioni potrebbero portare ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che, all’epoca, erano stati delegati alle indagini proprio da lui.
Quanto all’iscrizione sul registro degli indagati dei generali dell’Arma Tullio Del Settee del ministro Luca Lotti, svelata dal Fatto in prima pagina il giorno dopo a quello in cui è materialmente avvenuta, ne erano a conoscenza anche alcuni investigatori, i cancellieri del suo ufficio, l’altra pm napoletana titolare del fascicolo Celeste Carrano e l’ex procuratore Giovanni Colangelo.

 

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E Federica Sciarelli, indagata con lui per violazione? Il magistrato indica un prelievo bancomat per dimostrare che era
lontano dalla giornalista, sostenendo che nei momenti in cui Lillo parlò con la Sciarelli, lui non si trovava con
lei:

Woodcock ha risposto a tutte le domande, comprese quelle sui messaggi scambiati via WhatsApp fra i carabinieri del Noe Giampaolo Scafarto e Alessandro Sessa (rispettivamente indagati per falso e depistaggio). I due ufficiali, a settembre scorso, parlando del pm, si dicevano che aveva riferito loro «cose brutte», ma non hanno voluto spiegare a che cosa si riferissero. Woodcock invece sì.

(Foto: ANSA / CIRO FUSCO)