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Migranti, le Ong potrebbero usare i porti nel Nord Italia

Oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera parla di una ipotesi non tanto impossibile: quella di imporre alle Ong l’uso di porti nel Nord Italia.

La trattativa sarà comunque portata avanti, almeno con alcuni Paesi che si sono mostrati più disponibili. In attesa dell’approvazione del «Codice di comportamento» delle Ong proposto dal ministro Marco Minniti che ha ottenuto il via libera dei partner europei, l’ipotesi è quella di escludere dalla «rosa» dei porti disponibili quelli siciliani. Vuol dire che le navi delle Organizzazioni non governative che attualmente approdano nello scalo più vicino alla Libia, saranno invece «dirottate» nei porti del nord, ad esempio Livorno, Genova, Trieste «per motivi di ordine pubblico». Un modo per scoraggiare la modalità finora utilizzata di prendere a bordo anche i migranti che si trovano su imbarcazioni che non sono in difficoltà e portarli più velocemente in Italia. Le autorità dovranno comunque garantire lo svolgimento delle procedure di «fotosegnalamento», dunque l’accertamento dell’identità attraverso le impronte digitali e l’accoglimento delle richieste di asilo politico.

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Secondo quanto riporta il Corriere il Codice di comportamento delle Ong dovrebbe entrare in vigore nel più breve tempo possibile. Entro la fine della prossima settimana le regole dovrebbero essere operative. Il 13 luglio c’è una riunione tra i vertici della Guardia Costiera e i responsabili delle Ong. Chi non avrà i requisiti e chi non seguirà le lineee del Viminale avrà il divieto di approdo.

 

(in copertina foto Ansa / DA RG SQUADRAMOBILE)