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Boom di vergini e astinenza: i giapponesi non fanno (quasi) più sesso

Cresce il numero di vergini quasi quarantenni. Cresce l’astinenza nelle coppie sposate. Mentre spopolano le waifu, mogli virtuali degli otaku, reclusi digitali che vivono incollati al monitor del pc. E aumenta la vendita di bambole e manichini. Il Giappone non ha quasi più voglia di fare sesso e vive una vera e propria «sindrome del celibato», problema che si lega al crollo del prodotto interno lordo e al rischio di un crollo del sistema pensionistico, a sua volta conseguenza di un tasso di crescita demografica pressoché nullo.

 

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I GIAPPONESI NON FANNO QUASI PIÚ SESSO: LE STATISTICHE

A raccontarlo è oggi La Stampa in un articolo a firma Carlo Pizzati, che elenca alcune significative quanto singolari statistiche:

Le statistiche dell’Istituto per la ricerca su Società e Popolazione confermano che il 70% dei celibi e il 60 delle nubili tra i 18 e i 34 anni non ha relazioni. E il 42% dei maschi e il 44,2 delle femmine ammettono di essere ancora vergini.
Tra gli adulti non va molto meglio. Solo un terzo delle coppie sposate ha un rapporto sessuale una volta la settimana. Infatti, secondo uno sondaggio dell’associazione per la pianificazione familiare, la metà degli intervistati tra i 16 e i 49 anni non ha fatto l’amore nell’ultimo mese, con un aumento del 5 per cento in confronto a due anni fa.

Tra le cause del ridotto numero di rapporti sessuali gli interessati indicano soprattutto lo sfinimento dopo il lavoro. Ma circa un quarto delle donne sposate indica che il sesso «è una scocciatura». Per un quinto degli uomini, invece, il sesso con una donna è da «poco» o «davvero molto poco».

(Foto da archivio Ansa. Credit: Rodrigo Reyes Marin / AFLO)

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