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Il vergognoso stop alla legge che protegge gli orfani dei femminicidi

È una decisione molto difficile da comprendere e giustificare quella assunta ieri da una gruppo di senatori del centrodestra che in Commissione Giustizia ha stoppato una legge che protegge gli orfani dei femminicidi. I rappresentanti di Forza Italia, Lega Nord e Gal hanno detto no all’esame delle norme in sede deliberante (cioè senza passare dall’Aula), di fatto rallentando e mettendo a rischio la loro approvazione entro la legislatura.

 

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FEMMINICIDI, STOP ALLE NORME CHE PROTEGGONO GLI ORFANI

La mossa ha scatenato un’ondata di critiche e perfino il passo indietro del capogruppo di Forza Italia. Alcuni dei parlamentari che hanno posto il veto hanno spiegato la loro scelta con il «riferimento ai figli delle unioni civili» e di tentativo «di far entrare dalla finestra» un tema «già affrontato in altra sede». «Stupore e dispiacere – ha commentato la sottosegretaria Maria Elena Boschi, che ha la delega alle Pari Opportunità – per la scelta del gruppo di Forza Italia al Senato di stoppare la legge in favore degli Orfani vittime di crimini domestici approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati. Forza Italia, negando l’assenso alla sede deliberante per la legge, allunga i tempi per approvarla e mette a rischio il risultato finale». «Mi auguro – è l’invito rivolto all’opposizione – che i deputati e le deputate di Forza Italia, a cominciare dalle ex ministre Carfagna e Prestigiacomo, facciano cambiare idea ai loro colleghi del Senato. Perché rimandare una legge che si può approvare subito? Gli Orfani delle vittime hanno bisogno di riposte e di averle il prima possibile». Ma duro è stato anche il giudizio della ministra dei rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, che ha dichiarato: «Faccio fatica a comprendere. Ritardare l’approvazione di un provvedimento così importante è una scelta priva di senso. Mi auguro ci siano ancora margini per un ripensamento, da parte delle donne di centrodestra».

A ritirare il consenso sono stati i senatori Palma, Di Maggio, Caliendo, Giovanardi, Stefani e Cardiello. Le loro firme hanno colpito minori che nella maggior parte dei casi hanno perso la madre e hanno il padre in carcere. Proprio perché si tratta di una materia delicata il presidente del Senato Pietro Grasso aveva assegnato al disegno di legge un iter agevolato. Per fortuna Paolo Romani, presidente dei senatori di FI ha chiarito: «Siamo indiscutibilmente a favore del rapido varo. Nessun rallentamento in commissione Giustizia, la mancata assegnazione in deliberante non dipende da contrasti sui contenuti e obiettivi della norma, quanto dalla necessità di superare e correggere alcuni errori materiali del testo proprio al fine di una rapida approvazione». Non ci resta che attendere. E sperare.

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)