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Vaccini, distribuì volantini contro il presidente Iss Ricciardi: a giudizio il leader Codacons Rienzi

Si complica la battaglia di Carlo Rienzi sui vaccini. Il sostituto procuratore di Roma Paolo D’Ovidio ha chiesto per lo storico leader del Codacons e un’altra persona il rinvio a giudizio per diffamazione in concorso per aver distribuito nei pressi del Ministero della Salute volantini che offendevano l’onore e la reputazione del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi.

VACCINI, VOLANTINI DI RIENZI CONTRO IL PRESIDENTE ISS RICCIARDI

I fatti risalgono al 3 novembre 2016. Rienzi e l’altro accusato, a quanto pare, «redigevano o comunque facevano distribuire» nei pressi del Ministero «alcune centinaia di copie di un volantino dal titolo ‘Comitato vaccini Covasi’, con il quale si offendeva l’onore e la reputazione di Ricciardi che veniva falsamente indicato in conflitto di interessi con la carica ricoperta per essere lo stesso sponsorizzato da quattro aziende produttrici di vaccini». Poco prima di quella iniziativa contro Ricciardi, Rienzi aveva già annunciato, ad ottobre 2016, una class action, un ricorso al Tar e un esposto nei confronti di Ricciardi per procurato allarme. Secondo il presidente del Codacons il monito dello scienziato a capo dell’Iss sul calo delle vaccinazioni contro il morbillo avrebbe provocato, come sosteneva l’esperto, un numero «elevato di casi, alcuni di questi complicati e potenzialmente letali per i bambini non vaccinati».

 

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Dopo l’attacco ricevuto, Ricciardi aveva scritto una lettera aperta al procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone per sottolineare l’importanza di una «magistratura al fianco dei medici e degli scienziati, per contrastare chi per diversi e spesso turpi motivi abusa della credulità popolare». Il presidente dell’Iss, dunque, si appellava alla magistratura, ricordando l’andamento dei casi di morbillo in Italia. Dopo la querela, poi sono arrivate le indagini e quindi la richiesta di rinvio a giudizio. Ora Ricciardi evita di commentare e si limita a definire la vicenda «francamente sconcertante».

(Foto: ANSA / FABIO CAMPANA)

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