Stupro Pimonte
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Stupro Pimonte, le scuse del sindaco che aveva parlato di «bambinata»

«Ho usato una espressione infelice». Il sindaco di Pimonte Michele Palummo si scusa dopo che le sue parole, riportate dal servizio del programma di La7 L’aria che tira, erano state sottolineate da tutti i principali quotidiani nazionali. Il primo cittadino aveva definito «una bambinata» uno stupro di gruppo verificatosi l’anno scorso nel suo paese ai danni di una ragazzina e che aveva visto come protagonisti dodici minorenni.

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Palumbo ha inviato una lettera al quotidiano La Repubblica, in cui cerca di ovviare alle espressioni utilizzate per descrivere la vicenda: «Vorrei porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e alla cittadinanza tutta per aver utilizzato una espressione infelice – scrive il sindaco -. L’espressione impropria non era assolutamente riferito a quanto le è capitato. Non rispecchia affatto il mio pensiero perché condanno qualsiasi tipo di violenza e sopruso, specialmente se perpetrata ai danni di una giovane donna».

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Inoltre, il primo cittadino di Pimonte ha sottolineato di essere nonno di tre nipoti e di essere stato insegnante per oltre 40 anni: «La mia vita e la mia carriera – continua – sono una chiara ed evidente testimonianza dei valori in cui credo e per i quali ho vissuto e continuo a vivere. Intendo, inoltre, ribadire che Pimonte è un paese pulito, sano, fatto di persone perbene, di onesti lavoratori».

La famiglia della ragazza, dopo il tragico episodio, si è trasferita in Germania, lasciando – forse per sempre – il suo luogo di origine. Le scuse del sindaco, con ogni probabilità, non saranno sufficienti a farli tornare indietro né a mettere la parola fine sulla vicenda.

(FOTO: frame del servizio di L’aria che tira su La7)