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Il cardinale promosso da Papa Francesco coprì un prete pedofilo

Un cardinale appena promosso da Papa Francesco nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’arcivescovo Luis Ladaria Ferrer, nel 2012 ha coperto ed evitato di denunciare un prete pedofilo ridotto allo stato laicale per abusi sessuali, don Gianni Trotta, consentendo alla condanna canonica di passare sotto silenzio. È quanto racconta oggi un’inchiesta di Repubblica ed Espresso a firma di Emiliano Fittipaldi e Giuliano Foschini che ricostruisce le responsabilità di Ladaria:

È lui che il 16 marzo 2016 firma il decreto in latino, nel quale invitava i superiori del pedofilo a stare zitti e muti per non «generare scandalo tra i fedeli». Una nuova spina per papa Francesco, che – dopo l’incriminazione formale del suo (ormai ex) braccio destro George Pell per presunti abusi su alcuni adolescenti australiani – ha deciso di nominare Ladaria come successore di Gerhard Ludwig Muller, il cardinale tedesco licenziato in tronco anche perché giudicato poco incisivo nella lotta alla pedofilia. Un paradosso.

 

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PAPA FRANCESCO HA PROMOSSO UN CARDINALE CHE COPRÌ UN PRETE PEDOFILO

Come spiegano Repubblica ed Espresso, don Trotta venne messo sotto processo in Vaticano nel 2009. Del caso non trapelò nulla e Ladaria, segretario della Congregazione dal 2008 fino a pochi giorni fa, e il suo superiore William Levada, firmarono un decreto che condannò don Trotta alla messa in stato laicale, la pena massima, per abusi sessuali su minori. Il documento venne probabilmente inviato ai superiori di Trotta, che apparteneva alla congregazione della Piccola Opera della divina provvidenza, e risiedeva nel vescovato di Lucera, vicino Foggia. Dunque, per il Vaticano Trotta era ufficialmente un pedofilo, ma nessuno lo denunciò alle autorità italiane. Ladaria e Levada scelsero un’altra via. Comunicarono dei delitti commessi ma invitarono all’omertà, affinché «la nuova condizione del sacerdote dismesso non dia scandalo».

Ma Trotta è stato anche accusato di nuove molestie minori compiute tra il 2012 e il 2014, dopo essersi riciclato a Lucera come allenatore di calcio di ragazzini. Avrebbe oltraggiato decine di bambini dei pulcini e perseguitato bimbe in chat. Nel 2015, dopo la denuncia di un genitore di un 12enne, l’ex sacerdote è stato arrestato. Nel luglio 2016 è stato poi condannato a 8 anni di carcere. Presto inizierà un nuovo processo su altri abusi.

(Foto: ANSA / OSSERVATORE ROMANO)