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La lettera di un padre a Zaia: «Mia figlia rischia la vita, ma i vaccini obbligatori la salveranno»

«Finché l’obbligo vaccinale non verrà ripristinato , la mia bambina immunodepressa continuerà a rischiare la vita ogni giorno. Come lei, molti altri bambini». È uno dei passaggi di una commovente lettera inviata al governatore del Veneto Luca Zaia da Nicola Pomaro, 52 anni, ingegnere, ricercatore al Cnr di Padova, padre di una piccola di 5 anni che dal 2015 lotta contro una gravissima malattia del midollo. Dopo aver subito un trapianto la bimba non ha più difese.

LETTERA DI UN PAPÀ A ZAIA: «I VACCINI OBBLIGATORI SALVERANNO MIA FIGLIA»

Il messaggio del genitore è una risposta all’annuncio del presidente della Regione di un ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto del governo che introduce l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Un invito a compiere un passo indietro. «Nel Luglio 2015, mia figlia, che aveva tre anni ed era stata perfettamente sana – è il racconto di Nicola – fino ad allora, si ammalò improvvisamente di una gravissima e mortale malattia del midollo osseo. Nel giro di pochi giorni, il suo sangue si svuotò completamente da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Poteva sopravvivere solo grazie a continue trasfusioni. Dopo vani tentativi di cura, fu messa in lista per un trapianto di midollo. Dopo alcuni mesi, passati per lo più in ospedale per le continue infezioni, fu possibile reperire negli USA un donatore compatibile. Mia figlia, e noi con lei, passò tre mesi chiusa in camera sterile. Fu sottoposta a chemioterapia massiccia, perse tutti i capelli e molti chili di peso, più volte fu a rischio di vita a causa di infezioni opportunistiche. Alla fine uscì, ma per molti mesi ancora poté essere avvicinata solo indossando mascherine, lei stessa poteva uscire di casa, con mille precauzioni, solo indossando una mascherina».

 

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Nella lettera il papà ricorda al governatore che da quando l’obbligo vaccinale è stato eliminato, nel 2007, in Veneto la copertura è scesa in maniera allarmante. Ciò rappresenta un pericolo per la bambina e altre migliaia di piccoli che hanno sofferto. La figlia di Nicola ha dovuto già rinunciare all’asilo. A settembre invece inizierà le elementari. Per il momento è iscritta. Ma il papà spera che Zaia ascolti i medici. «Io – conclude – frequento gli ospedali, parlo con decine di medici (quelli veri, che salvano la vita), la propaganda e la disinformazione da lei diffuse in questi giorni non ingannano me né le migliaia di genitori di bambini malati di linfoma, leucemia ecc, che vivono in Veneto e sanno bene l’importanza delle vaccinazioni obbligatorie. Vede, governatore, non vi è nulla di più imparziale della malattia: colpisce tutti, indistintamente, senza riguardo a stato sociale, conto in banca, credo politico o religioso. Oggi è toccato a mia figlia, domani può toccare a lei o qualcuno a lei vicino. Non glielo auguro, naturalmente, ma in quel caso capirebbe molte cose. Venga, la prego, a parlare con i medici che hanno curato mia figlia, che curano ogni giorno bambini con malattie terribili. Chieda a loro se è necessario l’obbligo vaccinale».

(Foto da archivio Ansa)