L’azienda guidata da Bernabé vuole rinnovare la rete fissa. A carico nostro, suggerisce un rapporto commissionato dal governo. Ma forse una strada migliore per garantire gli investimenti necessari a rinnovarla c’è
Per anni si è parlato di innovazione in Italia. In tutte le salse e da parte di tutti gli schieramenti politici, associazioni sindacali e imprenditoriali: persino nelle campagne elettorali dei candidati sindaco per il comune di Quartuggiaro Inferiore (con i cui abitanti ci scusiamo se esiste davvero) ci sono imponenti accenni all’[[innovazione]] come strumento per uscire dalla crisi globale. E ça va sans dire che innovazione vuol
dire anche e soprattutto fornire su tutto il territorio nazionale una rete di [[telecomunicazioni]] che permetta a tutti un accesso ad internet veloce e affidabile. E’ completamente inutile progettare campi da golf per manager in Sicilia se non c’è un wi-fi che funzioni, o spingere sulla promozione di prodotti alimentari locali se il sito dell’azienda agricola uno se lo deve far gestire in Germania.



spesa proletaria! Alé
O anche aprire ad aziende straniere…
vodafone, wind e h3g sono aziende straniere
Questo caio, deve essere un bel tizio…
Scherzi a parte, se almeno alla fine di queste filibusitierate avessimo delle infrastrutture degne di un paese che si dice “grande” riuscirei persino ad accontentarmi.
C.
Nazionalizzare? Come no.
Funziona sempre: così i burocrati pubblici gestiranno in maniera perfettamente trasparente , senza favoritismi politici o a seguito di elargizioni; in Italia abbiamo già avuto fulgidi esempi.
Questo, senza considerare il problema della pessima allocazione delle risorse da parte di un pianificatore centrale, che non si elimina neppure in assenza di corruzione.
Quello che serve è una vera privatizzazione – ed il coraggio di fare rispettare i contratti, anche a costo di lasciar fallire chi sbaglia.
@ falkenberg
“Altrimenti, se proprio si vuole essere liberisti perché non una bella public company da quotare in Borsa che sia in grado, magari con la garanzia pubblica, di raccogliere capitali freschi? ”
Ma la rete non è di nessuno dei tre, è dell’ex (e a conti fatti anche attuale) monopolista.
appunto. Gliela leviamo e la diamo a una public company; chi vuole partecipare, partecipa e tutti partono dallo stesso punto, senza i vantaggi di scala del monopolio
Basta pubblicare pezzi strumentali alla propaganda politica statalista e illibberale! Siete andati a pescare l’unico caso in cui nel nostro Paese non c’è concorrenza, produttività ed efficienza del settore! Maliziosi… soprattutto ora che ci sono tutti quei liberal liberisti strenui difensori del mercato, credete davvero che si ricorra al finanziamento pubblico?
Scherzi a parte, grazie all’autore del pezzo.
“Illiberale”
@Falkenberg
Nel paese dei libberali libberisti con 4bbbb cioè gli USA, se non c’era il Pentagono coi soldini dei contribuenti a stelle e strisce la buona cara Bell colca che avrebbe mai costruito una rete decente.
No giusto per mettere i puntini sulle i.
Bene o male il “pubblico” ha costruito dal Colosseo a Versailles persino quel pataccone dell’EUR, il privato solo dei debiti da farci pagare.
Come espropriamo? Di nuovo? Ogni governo deve metterci le mani? L’ha appena fatto Prodi o sbaglio? Di solito, quando uno è il maggior azionista di una compagnia, per mandarlo via bisogna spendere soldi. Prodi ha speso Rovati, ha cacciato Tronchetti e non ha cacciato fuori un soldo.
Sbaglio di molto?
Quando parliamo di Metastasi, significa solamente una cosa, Metastasi.
Ricapitoliamo. La nostra (si fa per ridere)imprenditoria, è oramai, abituata a guadagnare cifre enormi senza rischio, (il rischio lo lascia allo Stato). E’ abituata a guadagnare, contando sulla COMPLICITA’ della classe Dirigente (politica) che, affamata e preoccupata di mantenere i propri standard di “” VITA “”, concede TUTTO in cambio di quattro croste di pane. Dai telefoni ai treni, dagli aerei alle autostrade passando per i “”poveri”" petrolieri, non c’è niente che soddisfi le esigenze di un PAESE MODERNO. NOI, siamo dietro a tutti, inutile tirare in ballo le statistiche, NIENTE ci potrà risollevare fino a che i GOVERNI SARANNO COMPOSTI DAI COGNOMI che tutti conosciamo.
Cerchiamo di sopravvivere alla meno/peggio. Non dico di evadere il più possibile, quello lo facciamo benissimo.
Raccomamderei la lettura a tutti di L’AFFARE TELECOM, di ODDO e PONS.
Telecom Italia ha subito di tutto, partemndo dalla privatizzazione con i cosidetti capitani coraggiosi ) che l’hanno riepita di debiti e hanno cominciato a vendere le sue società estere
ai loro degni successori provenienti da Pirelli.
Comunque il grsso del debito + finito a rinpinguare le casse del nostro stato in un momento storico alquanto critico.
ObSe vogliamo essere onesti, Telecom Italia dovrebbe ricevere un congruo indennizzo, altroche’ vevedersi espropriata della rete.
E La mossa di una fusione con Telefonica potrebbe essere forse il mezzo per evitare questo auspicato esproprio.
Prima di inveire, leggere L’AFFARE TELECOM e capirete (Sperling e Kupfer 2002)
Cordialmente
Chiedo scusa per gli innumerevoli errori di stampa. Ho scritto d’un fiato temendo di perdere la linea