Non so se lo sapevate, ma ieri Eugenio Scalfari nel suo editoriale da “brevi cenni dall’universo” ha anche fatto sapere ai lettori di Repubblica che durante la settimana ha guardato la televisione, e in particolare ha visto il talk show Porta a Porta, in cui è intervenuto Silvio Berlusconi a dare la sua versione sulla
richiesta pubblica di divorzio intentatagli dalla moglie Veronica Lario. Barbapapà ha scritto: “Nella trasmissione di Bruno Vespa dedicata a Berlusconi e alla sua rottura con la moglie il titolo che campeggiava sul telone di fondo era: «Oggi parlo io». Infatti così è stato per oltre due ore, ha parlato soltanto lui anche se, oltre al conduttore come sempre abilissimo, c´erano tre “figuranti” nelle persone del direttore del “Corriere della Sera”, del direttore del “Messaggero” e dell´estroso Sansonetti, già direttore di “Liberazione”. Sono amico di Ferruccio De Bortoli e ho stima di lui sicché uso con disagio la parola “figurante” ma non ne trovo altre più appropriate. La loquela berlusconiana ha letteralmente sommerso i tre colleghi. Il direttore del “Corriere” ha avuto soltanto la possibilità di raccomandare al premier maggior sobrietà nell´esercizio delle sue pubbliche funzioni, ma si è preso un rimbrotto immediato perché il Protagonista ha rivendicato il suo modo d´essere come un irrinunciabile esempio di democrazia popolare. Per il resto i tre colleghi hanno ascoltato silenti il suo lunghissimo monologo. Forse sarebbe stato meglio se avessero rinunciato ad una presenza alquanto umiliante“. E poi ha continuato parlando di Ghedini a Tempo Reale, e ha fatto una tirata delle sue, sulla stampa cane da guardia e via messacantando (con una interessante osservazione sui cattolici nel finale).
Ora, sarebbe interessante sapere invece quali sarebbero state, le domande a Silvio da parte di Scalfari, e quale sarebbe, a parte la notizia del divorzio di Berlusconi, il ruolo della stampa watchdog nell’occasione. Nel senso: qui abbiamo un premier che ha fatto una comparsata “divistica” – quasi fosse uno di quegli artisti da poco che fanno le serate in discoteca – a una festa privata. Il modo in cui è stata presentata la cosa ha dato il via a una stura di voci (amante? figlia illegittima?) evidentemente senza alcun fondamento; ma la moglie si è arrabbiata e ha annunciato tramite i giornali che vuole il divorzio. Berlusconi, come al solito, ha deciso che si sarebbe giocato la partita mediatica, e ha cominciato con la comparsata a Porta a Porta dove, come suo costume, ha fatto fare scena muta a tutti gli interlocutori. Ma anche avendo facoltà illimitata di parola, che avrebbe chiesto Scalfari a Silvio, se per caso la famosa Noemi era sua figlia? E cosa avrebbe ottenuto, in risposta, se non un risolino sdegnato o una reazione fumantina con un “lei non si deve permettere di insinuare” e così via? Ma soprattutto: Scalfari ci fa, o è veramente convinto qualcuno che una domanda del genere avrebbe provocato la caduta immediata del governo? …No, perché nei paesi che si dicono seri, i tormentoni dopo un po’ finiscono, o stufano. Scalfari nell’articolo parla del caso Clinton-Lewinsky, e lo fa a sproposito. Perché mentre in America il punto non era che il presidente avesse avuto rapporti “orali” con la stagista, ma che avesse mentito al Congresso. Scalfari lo sa, eppure chiosa: “Confrontare le normative italiane in proposito con quelle americane sarebbe umiliante“. E quale sarebbe, il reato commesso da Berlusconi, di grazia? Presenzialismo festaiolo? Oppure è una questione sessuale? Ma allora a Largo Fochetti si dovrebbe anche pensare che a scagliare la prima pietra dovrebbe essere quello senza peccato (chi ha orecchie per intendere, intenda). E in ogni caso, ci vorrebbero le prove. Quelle che il giornalismo watchdog che Scalfari sembra amare (o rimpiangere?) tanto dovrebbero trovare, invece di star lì a fare a gara a chi insinua la peggiore ipotesi. Le ipotesi non sono fatti, fino a prova contraria. Poi, se anche fosse, bisognerebbe anche ricordarsi di altro. Ovvero, che forse fare giornalismo investigativo non significa tanto scandagliare le mutande del premier – qualcuno, per ipotesi, potrebbe anche pensare che i fatti privati debbano rimanere tali, oppure che non siano tanto rilevanti nel giudizio nei confronti di un uomo pubblico – ma passare ai raggi X gli atti del suo governo. Ad esempio, il decreto sul terremoto in Abruzzo come in realtà non ha fatto Antonello Caporale su Repubblica qualche giorno fa: “La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all’Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall’indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia prima isolati e poi sempre più partecipati“, ci fa sapere Caporale, come se non lo sapessimo. E poi ha aggiunto: “È stato ribattezzato “decreto abracadabra”“. Già. Chissà da chi, eh? In ogni caso, è per gli atti pubblici fatti utilizzando il denaro dei contribuenti che si dovrebbero giudicare positivamente o negativamente i governi. Non certo per le feste a cui va il premier nel tempo libero, che sono giustamente al massimo folklore. E tutta questa attenzione sulle feste non fa altro che distogliere l’attenzione sugli atti pubblici. Poi, se Scalfari vuole andare avanti così fino alle Europee, con questa storia di Papi e Noemi, padronissimo. Non farà altro che confermare il detto di Flaiano: in Italia la situazione è disperata, ma non seria.
In un post molto più serio del suo blog, invece, Leonardo ha invece mosso critiche molto articolate a Ferruccio De Bortoli, per la sua partecipazione alla trasmissione di Vespa. Più intelligente e circostanziata è la critica di Leonardo al comportamento del direttore del Corriere. Tuttavia, le obiezioni su come si sono svolti i fatti (se di fatti dobbiamo parlare: la gente a casa può malignare quanto vuole, fino ad arrivare, se particolarmente incavolata, a definire Silvio in modi anche molto cattivi; ma in assenza di esami del Dna o visite ginecologiche accurate, non è che se ne cavi granché) rimangono. Leonardo scrive che De Bortoli ha dato segno di esistere soltanto in occasione dell’uscita riguardante il premier che non dovrebbe frequentare posti e gente del genere (alla quale Berlusconi in diretta ha dato una risposta molto più di sinistra della domanda, tra l’altro). De Bortoli – per ricordarlo en passant – è il direttore del Corriere che resistette alle pressioni di Cesare Previti, il quale voleva far rimuovere il giornalista Luigi Ferrarella che si occupava dei suoi processi. Nella trasmissione ha esordito dicendo che avrebbe anche lui pubblicato la lettera di Veronica Lario in cui annunciava il divorzio, e che non c’era nessun complotto mediatico contro di lui. E secondo Leonardo “s’è fatto ridurre al silenzio da un settantenne arzillo ma retoricamente non irresistibile. Questa è la stampa italiana, oggi, rappresentata dai suoi professionisti più prestigiosi. Delle interviste scomode ai potenti si è semplicemente persa la memoria storica”. Tutto questo perché non gli ha domandato del regalino che il premier si era portato dietro per la festeggiata, che in questa storia rappresenta un po’ la pistola fumante dei sostenitori del filone complottistico. E’ vero, inutile negarlo: questa domanda De Bortoli doveva fargliela. Dopodiché, quelli di voi che pensano che questo avrebbe fatto cadere il governo, alzino la mano adesso. Oppure tacciano per sempre. Oppure ancora si incazzino invece (o anche) perché De Bortoli a Berlusconi non ha fatto nessuna domanda sul decreto per il terremoto in Abruzzo. Questa è l’unica cosa che nessuno ha notato. Ma si capisce: sono tutti presi dalla questione di pelo. Poi sarebbe Silvio, quello poco serio, vero?
(la bellissima vignetta su Peppino Impastato è di Mauro Biani)
























Beh, lo si poteva marcare stretto mettendolo di fronte a tutta la sequenza di menzogne malcostruite che ha tirato su per giustificare la partecipazione ad una festa privata (offendendo l’intelligenza media dell’opinione pubblica italiana):sottolineare, fortemente, che ha mentito con la storiella risibile dell’autista; il regalo di compleanno già predisposto; domandargli se avesse conosciuto la figlia tramite il padre oppure viceversa; domande sugli incontri che avvenivano da qualche anno al riparo di Palazzo Grazioli già da quando ’sta ragazza aveva quindici anni.Insomma: inchiodarlo a queste incongruenze palesi. Io penso che tutto questo insieme di cose abbia una dimensione fortemente pubblica ed etica, che le due sfere si tengano insieme, sarò pure idealista! Sicuramente il premier avrebbe risposto con il suo consueto stile fumantino, ma almeno l’insistenza dei giornalisti su tale aspetto avrebbe suscitato dubbi e riflessioni più significative, nel pubblico televisivo, rispetto all’anodino richiamo a generiche virtù di sobrietà.
Parli di etica, della morale, ma in personaggi come Vespa trovi il contrario.
e sarebbe caduto il governo, quindi?
no! ma sarebbe stata una salutare lezione di giornalismo e di dignità, l’occasione di chiamare le cose col loro nome: e non è poco di questi tempi! O vogliamo credere davvero, come lamentava Calabresi ieri sera da Fazio che, oddio, noi giornalisti, come facciamo? non abbiamo più luoghi per poter fare le domande!
Il Presidente del Consiglio racconta apertamente frottole agli italiani, sarebbe riuscito a farlo notare anche un paramecio. Chissà perché quando succede all’estero è ggravissimo, qui invece è normale. Il Presidente del Consiglio si erge a difensore dei valori morali della Nazione con il pisello altrui e legifera appositamente. Poi però si fa fotografare circondato da dozzine di tope (la moglie ha pazientato fin troppo), le mette in posti altolocati per ragioni apparentemente imprecisate dato che non sembrano queste grandi menti, esalta pubblicamente le sue doti di cuccador (se Veronica altrettanto pubblicamente si mostra risentita è una stronza), fa battute sessiste un giorno sì e l’altro pure animando perfino la vita politica di altri Paesi, si lascia intercettare al telefono con Saccà dicendo le robe che sappiamo (ma non succede nulla perché con il controllo dei media che ha potrebbe dimostrare anche che Franceschini è un leader carismatico e Di Pietro un accademico della Crusca), propugna un rinnovamento della classe dirigente che caso strano, con tutte le mansioni e i lavori che le donne fanno, pare passare principalmente per la gnocca, i suoi sgherri utilizzano i numerosi giornali e TV a disposizione per gettare cacca in maniera abbastanza vomitevole su chiunque osi attaccarlo sulla questione (la moglie, la Guerritore…) e dice esplicitamente che le donne è meglio che siano gradevoli esteticamente, non come quel cesso di Rosy Bindi.
L’episodio della minorenne frequentata (anche in nella villa in Sardegna, senza la presenza dell’irreprensibile padre, mi pare… indubbiamente per cantarci le canzoni), cosa che chissà perché nessun altro leader politico al mondo si sognerebbe, è solo l’ultimo tassello di una serie che vanno nella direzione dell’oggettizzazione della donna, di un uso spregiudicato del potere e del puttanaggio più indefesso.
Mettiamoci l’intervista a costea che, con una sfacciataggine che molti alla sua età si sognavano, lascia intendere per l’ennesima volta come avvenga la selezione della classe dirigente (canto le canzoni col Papi -> lui mi candida al Parlamento europeo, anzi, no, preferisco la Camera… ormai sembra un meccanismo quasi ovvio!).
La storia “ma questo non sposta voti e non fa cadere il Governo” o “si parla di questo per non far parlare di quest’altro ben più importante” va bene fino a un certo punto.
Anche le questioni esposte sopra non mi sembrano proprio irrilevanti, qualcuno le nota. E sono tutte questioni che poi, accumulandosi, fanno la fortuna dei beppigrilli, visto che i grandi giornalisti non qualunquisti il massimo che sanno fare è offrire rigori a porta vuota mostrandosi infastiditi per l’estetica (“eh, Silvio, ma come, ti fai fotografare con la ggente comune, così malvestita?”).
Più che gli italiani dal pelo, a me sembra che tu sia ossessionato dal mito di De Bortoli
(che in TV ha fatto appunto la figura da peracottaro di quarta divisione ben descritta da Scalfari: di Travaglio e dei suoi deliranti fanboy non mi esaltano una serie di aspetti, ma un po’ di obiettività non guasterebbe: è evidente che lui il premier se lo sarebbe divorato a colazione – ecco che domande avrebbero dovuto fargli, per esempio le incongruenze fatte notare ad AnnoZero -, mentre così ha fatto un figurone… chissà perché invitano il Ferruccio nazionale e non lui) ^^.
Secondo me questo post vale più di tutte le analisi fatte finora in 100 trasmissioni. L’opposizione, come il giornalismo di inchiesta, dovrebbero solo chiedere: sono calate le tasse? Dove sono i soldi? Quanto è costata ad ogni italiano l’operazione Alitalia e via discorrendo.
beh, allora auguriamoci che le sue nefandezze, almeno quelle private, il premier riesca a tenerle ben nascoste come avrebbe dovuto insegnargli il suo compare Craxi.
ma infatti anche secondo me più che continuare a dargli spago sulla faccenda della ragazzetta bisognava approfittare della sua presenza per fargli domande “serie” e assolutamente “off topic” con il tema della serata. Il problema è che se non erro porta a porta è registrato, dunque non penso che quelle domande avrebbero avuto vita facile in fase di montaggio :S
beh l’ipotesi di Loska sul montaggio è interessante.
De Bortoli, come molti giornalisti della stampa scritta, non è uomo dai riflessi pronti. Dal confronto ad improvvisazione e senza limiti di tempo, in cui è fortissimo Berlusconi, è destinato ad uscire sopraffatto, come infatti è successo.
Anche Travaglio nel testa a testa a copione libero dal Cavaliere le buscherebbe, magari venendo schiacciato da subito nel ruolo del fazioso. Con quelli che teme di non poter mettere alle corde Berlusconi non si confronta o, quando se ne rende conto troppo tardi (vedi il caso Annunziata), fa la vittima e se ne va.
Dunque mi chiedo solo chi glielo ha fatto fare a De Bortoli di accettare l’invito di Vespa a fare la vittima del caimano? Il campo in cui deve mostrare e far valere la sua indipendenza (se ancora ce l’ha, come sostiene) è quello della conduzione del quotidiano.
Quanto a Scalfari, spesso nel pezzo domenicale è ostaggio del ruolo a cui si è autocondannato, quello di autore del sermone settimanale per quello che considera il popolo dei suoi lettori.
Forse perfino Ezio Mauro qualche volta ne farebbe volentieri a meno, ma come fa a dirglielo a Barbapapà, al fondatore in persona?
ah quindi se una certa cosa non serve a far cadere il governo, meglio non farla.
bravi giornalisti italiani, avete capito il berlusconi pensiero e lo avete assimilato.
anzi siete stati assimilati.
possibile che bisogna inseguire le bugie di uno che va alle feste delle minorenni con 8 (OTTO!!!) auto pagate da noi per regalare una collana d’oro e diamanti e lo fa pubblicamente, da primo ministro?
ma chiediamogli conto di tutte le bugie che dice, dei giri di parole, delle sue alzate di testa da zar di borgata.parafrasando “mica può licenziare tutti”…
non farà cadere il governo
ma almeno farà sentire metà degli italiani meno presi per culo
.
“Più che gli italiani dal pelo, a me sembra che tu sia ossessionato dal mito di De Bortoli ”
Conosci qualcun altro in Italia che ha dato in culo a Previti avendo qualcosa da perdere?
(che poi, ’sta cosa che quando si parla bene di qualcuno se ne ha il mito, boh… io lascerei perdere; tra l’altro, nell’articolo critico DB per non avergli fatto due domande, mica una)
“Ma soprattutto: Scalfari ci fa, o è veramente convinto qualcuno che una domanda del genere avrebbe provocato la caduta immediata del governo? …No, perché nei paesi che si dicono seri, i tormentoni dopo un po’ finiscono, o stufano.”
Non solo: ognuno ha diritto ad una propria privacy, anche se si tratta di un personaggio pubblico; certo le “performance” del premier possono essere “criticabili” da chiunque…ma la vita privata e le mascalzonate di cattivo gusto non influenzano di certo la politica!
Ottima analisi Gregorj
Beh l’argomento “inutile fare domande che non provochino la caduta del governo” (ammesso che ne esistano di domande simili, stante il consenso oggi aggreggato da BS qualunque cosa faccia, dica o scopi) presenta più di una grinza.
Senza dimenticare che in una trasmissione interamente dedicata alla vicenda divorzio e affini nessun’altra domanda avrebbe avuto cittadinanza, a maggior ragione. Quindi tanto vale fargli quelle, essendo lì, o non presentarsi nemmeno.
Bah.
“Beh l’argomento “inutile fare domande che non provochino la caduta del governo” (ammesso che ne esistano di domande simili, stante il consenso oggi aggreggato da BS qualunque cosa faccia, dica o scopi) presenta più di una grinza.”
ma l’argomento non è quello.
“Senza dimenticare che in una trasmissione interamente dedicata alla vicenda divorzio e affini nessun’altra domanda avrebbe avuto cittadinanza, a maggior ragione.”
è evidente che non hai visto la trasmissione, nella quale sono stati invece toccati anche altri temi. Uno a caso: l’Abruzzo.
beh.
ma come si possono sostenre cose come “il premiere ha diritto alla privacy”.
Certo che ce lo ha.
Quando fa le cose privatamente.
Quando si muove con auto pubbliche, smuovendo l’apparato di sicurezza predisposto agli spostamenti pubblici del primo ministro, agisce da primo ministro.
Quanti di voi hanno fatto l’autiere durante la leva, per accompaganre il generale di turno dall’amante di turno??
ecco, questa è l’Italia.
E a quanto pare va bene a tutti, se nessuno si sente derubato se un presidente del consiglio va a regalare una collana d’oro a una ragazzina figlia di un messo comunale, quando il 60% delle famiglie non arriva più a fine mese con serenità.
Cazzo se questi non sono argomenti da trattare in pubblico!!!
poi il governo non cade perché la dignità i politici non ce l’hanno più
e nessuno può rimuoverli, neanche la magistratura
dimostrazione del fatto che non c’è nessuna dittatura dei magistrati in italia, come qualche bugiardo molto ricco, con evidenti problemi psichiatrici, propritario di quasi tutta l’informazione italiana vuol far credere.
walter, io sono d’accordo sul fatto che questi siano argomenti da trattare in pubblico: non potrei fare il mestiere che faccio, altrimenti, non trovi? Ho soltanto fatto presente che qualcuno potrebbe anche pensarla in maniera differente. E che, a mio parere, è più deflagrante scoprire che il governo usa i soldi dei cittadini (miliardi) per salvare il culo alle aziende private, rispetto al fatto che il premier si fa portare a spasso dagli “autieri”.
Vediamo un po\’: abbiamo un pres del cons notoriamente attizzato dalle tope, al punto che qualcosa di più di un gossip lo vede nominare ministri in base a condizioni e meriti di solito riservati a casting cinematografici di settore (diciamo così). Lo stesso pres del cons lo vediamo arrivare ad un festa di compleanno per celebrare una diciottenne in circostanze misteriose e che autorizza chiunque a ipotizzare le peggio cose. Infatti la moglie del pres del cons le ipotizza (anzi ne è certa) e lo sfancula pubblicamente. Dice gregory: e cosa bisognava chiedere al pres del cons?
Direi che oltre a quelle già scritte da Curzio Maltese su Repubblica, chez vespa si poteva aggiungere: Come ha conosciuto Letizia? In una campagna elettorale? Quale? Come mai Letizia ha la bocca cucita su quando e dove vi siete conosciuti? In quali occasione la Noemi è venuta a deliziarsi le orecchie sentendola cantare? Chi era presente, oltre al padre? Intrattiene altre minorenni? Quante maggiorenni intrattiene? Cosa bisogna fare per essere intrattenuti dal premier? C\’è un ufficio intrattenimento a palazzo chigi? Se non aveva in programma di andare a Casoria, da dove è uscito il collier da 6mila euro? Gira abitualmente con collier da 6mila euro in tasca? Ha fatto aprire apposta una gioielleria? Quale?
Volendo se ne potrebbero fare altre.
Sarebbe caduto il governo? Certo che no. Si sarebbe fatta informazione, però.
“Sarebbe caduto il governo? Certo che no. Si sarebbe fatta informazione, però”.
Giusto. Basta con questi stronzi che si leggono i decreti legge e le relazioni trimestrali.E’ tempo che andiamo tutti IN DISCOTECA!
“ma l’argomento non è quello”
“Dopodiché, quelli di voi che pensano che questo avrebbe fatto cadere il governo, alzino la mano adesso. Oppure tacciano per sempre” —-> scusa se mi sono permesso una semplificazione, eh.
Sulla seconda parte, ritiro l’obiezione perché non ho effettivamente visto la puntata [ringrazia dio], ed evidentemente quello che ho letto era parziale.
Boh.
Entrambe le cose, Greg, entrambe le cose.
Assolutamente in disaccordo con l’articolo!!!
Berlusconi ha mentito spudoratamente, e se ha mentito lo ha fatto per nascondere una verità! Questo HA UNA RILEVANZA PUBBLICA!
Ecco le domande che i giornalisti avrebbero dovuto rivolgere a Berlusconi :
1) Lei sostiene che la partecipazione alla festa è stata una comparsata decisa all’ultimo minuto. Lei è solito quindi girare con dei collier in oro da regalare alla prima occasione?
2) E come mai la mattina precedente alla festa il ristorante era stato “bonificato” dal suo servizio di sicurezza?
3) Perché ha affermato che il padre della ragazza era un autista di Craxi (notizia smentita dal figlio Bobo)?
4) Come mai tanto mistero sull’origine dei rapporti tra lei e la famiglia della ragazza?
5) Noemi ha dichiarato di frequentarla già da qualche anno. Addirittura sarebbe venuta a Roma a trovarla, e lei sarebbe sceso in Campania a trovare lei. Per quale ragione il Presidente del Consiglio ha una frequentazione così stretta con una minorenne?! Del resto è sua moglie ad affermare che lei frequenta le minorenni! Vuole chiarirci la natura di questa frequentazione?
Siamo un Paese dove un Senatore a Vita si fa portare la droga in Parlamento. Dove un Sottosegretario, (credo che fosse Micci..)se la faceva portare al PALAZZO, Dove un Politico “”Rappresentativo, lo sapete Voi di cosa)e n fa eleggere Senatore un condannato per Mafia (in primo grado) e non vale la pena di proseguire,. Leggete se avete tempo GUARDIE O LADRI, o i Blog di Oliviero Beha, non c’è niente di male, se pensate che LORO mentono, LI DENUNCIATE. I Mascalzoni, preferiscono chiamarli GIUSTIZIALISTI e chiudere gli occhi.
con tutti i loro limiti di esseri umani Grillo, Travaglio, Gabanelli & Co sono rimasti gli unici che danno notizie … notizie nel senso NON:
1) “che ha detto questo” …
mandaci un registratore e fattelo rimandare con il “pezzo” registrato ,,, che mi rappresenti tu che reggi il microfono ?
2) “cosa ne penso io di questo”
ma chi sei ? ma chi mi dice che sei capace ed obiettivo ? solo perche’ hai fatto l’esamino all’ordine ?
3) “io so cosa vuoi sentirti dire
”
ma chitelohadettoate !! solo perche’ l’auditel registra che quando ha parlato capezzone lo share e’ salito, non vuol dire che “piace” e allora lo invito nel mio talk show …
3/bis) “e’ la legge di mercato”
ma questo vale per la gara di ballo, il reality, unoinfamiglia o come c***o si chiama …
tu dammi delle informazioni, che sarebbe il tuo mestiere, e poi ci penso io sopra e decido … se ti interessa, poi ti faccio sapere che ne penso !
alla fine leggo “City”, “Leggo”, “il Napoli” che danno notizie brevi e concise senza “editoriali” dell’esperto di turno …
o vado su internet
saluti
P.S.
stamattina mi so’ svegliato storto, vabbe’ ?!?!
@grano: “Anche Travaglio nel testa a testa a copione libero dal Cavaliere le buscherebbe, magari venendo schiacciato da subito nel ruolo del fazioso”.
Pfff… Ma se “dal vivo” le beccava pure dalla buonanima di Prodi.
@marblestone: “Secondo me questo post vale più di tutte le analisi fatte finora in 100 trasmissioni. L’opposizione, come il giornalismo di inchiesta, dovrebbero solo chiedere: sono calate le tasse? Dove sono i soldi? Quanto è costata ad ogni italiano l’operazione Alitalia e via discorrendo”.
A parte che ridurre la realtà all’economia è abbastanza avvilente e limitante, e non è vero che elettoralmente la gente sia interessata solo ai soldi e alla sicurezza. Se si vuole che Di Pietro arrivi al 30% è questa la strada da seguire.
Ma poi hai voglia a parlare di economia e alitalie se la classe dirigente viene selezionata al Billionaire o in base alle amicizie (basti guardare l’ultimo, osceno Governo composto in buona parte da maggiordomi, impensabile all’inizio dell’era berlusconiana).
Se le questioni poste all’attenzione del pubblico da La Casta vengono evase e irrise così (perché se dal punto di vista pratico otto macchine e personale vario che si mobilitano perché il premier deve andare a festeggiare la sua minorenne del cuore sono irrilevanti, dal punto di vista simbolico sono un macigno, visto che Lui è fonte d’imitazione per mezza Italia… come fare a rimproverare il consigliere comunale cazzaro e sprecone se il Presidente del Consiglio mente apertamente e dà fulgidi esempi di questo tipo?).
Se l’enorme patrimonio umano che le donne costituiscono (e l’Italia non è che abbia moltissime altre risorse a parte quelle umane per tirarsi fuori dal tunnellellellel) viene mortificato e sottoutilizzato con tanta sfrontatezza al grido di Rosy Bindi (cioè una delle poche donne decenti in politica) non è esteticamente gradevole, quindi non va bene.
È evidente che non si possa far finta che non esista tutto un contorno molto polposo che la questione Noemi (solo un episodio di una lunga saga) ha fatto esplodere; che, se avessimo giornalisti meno pavidi, potesse rappresentare un forte spunto da cogliere per porre con forza certe questioni; e che vada ben oltre il semplice pelo pubico della ragazzina, il “hanno trombato?”, “è il padre? è un aereo? è il nonno? è il bisnonno?”.
la tesi che un giornalista debba fare domande spigolose a un presidente del consiglio (per accertare la verità, non per essere maliziosi) solo se queste avessero la diretta e inequivocabile conseguenza di far cadere il governo, fa ribrezzo.
Che i giornalisti Italiani hanno il vizietto di essere molto servili con il potere è cosa vecchia,in particolare chi lavora nelle grandi testate,per dirla all’Italiana “teniamo famiglia”…ma chi mi ha fatto veramente tristezza è stato Sansonetti ex Direttore di Liberazione…ma come si fa a non fare domante libere e sacrosante su le tante cose tenute nascoste dal signor Berlusconi…come si fa ?la risposta è la solita “teniamo famiglia”…che tristezza.
Avevo in mente un commento più lungo, ma l’ho cancellato quando mi sono reso conto che non avrebbe fatto cadere il governo.
@ rip
se ti risparmiavi anche questo non ci saremmo accorti della differenza.
Wow, me le hai cantate.
Io credo che ognuno debba ricordarsi qual è il suo mestiere e farlo.
Non è mestiere del giornalista fare cadere un governo, ma fare domande vere ogni volta che se ne ha la possibilità.
Quella sera De Bortoli aveva una storia vera, che suscitava l’interesse del pubblico, e non ha fatto una sola domanda. Si è limitato a una critica di costume: ma anche qui: il giornalista non è un arbiter elegantiae; è uno che fa domande.
Insomma, se il senso di questo pezzo era difendere De Bortoli, credo che l’argomento non funzioni. Non funziona molto nemmeno citare il glorioso passato di De Bortoli: è vero, ha cercato di essere autonomo da certi poteri; è vero, ha perso il posto al Corriere; ma poi è tornato, e ora Berlusconi lo ringrazia pubblicamente, Vespa gli dà del “gentiluomo”, e lui non fa una domanda una. Potrebbe anche aver scoperto il Watergate da solo, ma quello che ha fatto l’altra sera è stato un brutto colpo.
Chissà se un commento più lungo fa la differenza. Se così non fosse, si potrebbe provare con qualche immagine, boh.
@ leo (scusa il ritardo, leggo solo ora):
“Non è mestiere del giornalista fare cadere un governo”
su, che hai capito benissimo il senso dell’obiezione
“Quella sera De Bortoli aveva una storia vera, che suscitava l’interesse del pubblico, e non ha fatto una sola domanda.”
A me risulta diversamente. Ha difeso la “concorrenza” dal premier che urlava al complotto comunista, nonostante dal difenderli non è che gliene venisse in tasca nulla.
” se il senso di questo pezzo era difendere De Bortoli, credo che l’argomento non funzioni.”
No, non può esserlo anche perché critico anche io De Bortoli, e l’obiezione sulla domanda la accolgo anche io. Il senso di questo pezzo è far notare che la questione Papi-Noemi è francamente irrilevante rispetto alle decine di decisioni prese da questo governo, che però, nonostante riguardino più da vicino i cittadini, come i privati salvati con i soldi pubblici, la sparizione dei fondi per gli investimenti dalla spesa pubblica o i decreti abracadabra (copyright riservato), che pur essendo molto più dannosi per noi, non hanno stranamente suscitato la stessa indignazione.
In una parola, mi sembra che si critichi il governo perché a capo c’è Berlusconi, non perché fa atti cretini, sbagliati o semplicemente criminali: “Dopodiché, quelli di voi che pensano che questo avrebbe fatto cadere il governo, alzino la mano adesso. Oppure tacciano per sempre. Oppure ancora si incazzino invece (o anche) perché De Bortoli a Berlusconi non ha fatto nessuna domanda sul decreto per il terremoto in Abruzzo. Questa è l’unica cosa che nessuno ha notato. Ma si capisce: sono tutti presi dalla questione di pelo. Poi sarebbe Silvio, quello poco serio, vero?”