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	<title>Commenti a: &#8220;&#8230;e l&#8217;Italia è questa qua!&#8221;</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: enzo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-902</link>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 20:29:30 +0000</pubDate>
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		<description>vorrei sapere una cosa ma tutti gli italiani prima criticano berlusconi, ma poi nella cabina elettorale lo votano tutti......</description>
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		<title>Di: enzo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-901</link>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 20:26:14 +0000</pubDate>
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		<description>ddhhhd</description>
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		<title>Di: wobblog.com</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-659</link>
		<dc:creator>wobblog.com</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 20:57:54 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;e l’Italia è questa qua!” @ Giornalettismo...&lt;/strong&gt;

E&#039; finita la Seconda Repubblica, è cominciato l&#039;Impero. Berlusconi vince, e con un margine importante anche al Senato, dove pure era descritto come in difficoltà non solo dagli exit poll ma anche dai sondaggi. Silvio si commuove per l&#039;esito eletto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>e l’Italia è questa qua!” @ Giornalettismo&#8230;</strong></p>
<p>E&#8217; finita la Seconda Repubblica, è cominciato l&#8217;Impero. Berlusconi vince, e con un margine importante anche al Senato, dove pure era descritto come in difficoltà non solo dagli exit poll ma anche dai sondaggi. Silvio si commuove per l&#8217;esito eletto&#8230;</p>
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		<title>Di: notizieflash.com</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-658</link>
		<dc:creator>notizieflash.com</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 20:57:19 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;“…e l’Italia è questa qua!” @ Giornalettismo...&lt;/strong&gt;

E&#039; finita la Seconda Repubblica, è cominciato l&#039;Impero. Berlusconi vince, e con un margine importante anche al Senato, dove pure era descritto come in difficoltà non solo dagli exit poll ma anche dai sondaggi. Silvio si commuove per l&#039;esito eletto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“…e l’Italia è questa qua!” @ Giornalettismo&#8230;</strong></p>
<p>E&#8217; finita la Seconda Repubblica, è cominciato l&#8217;Impero. Berlusconi vince, e con un margine importante anche al Senato, dove pure era descritto come in difficoltà non solo dagli exit poll ma anche dai sondaggi. Silvio si commuove per l&#8217;esito eletto&#8230;</p>
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		<title>Di: loska</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-656</link>
		<dc:creator>loska</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 19:50:25 +0000</pubDate>
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		<description>Mauro, io ho detto una cosa diversa. Io non voglio far materializzare l&#039;incubo di tutti i liberali (ovvero lo stato che ne limiti le sacre libertà individuali) anzi.Dico soltanto che la libertà individuale dovrebbe porsi su basi comuni. Dove per comuni intendo fruibili da tutti con la stessa qualità, poichè - per me - in questo modo si migliorerebbe peraltro la meritocrazia come discriminante fra le posizioni sociali (il che trovo sia giusto, alla fin fine). Quello che intendo io per bene comune è che quando uno va a votare non deve pensare &quot;voto questo perchè così io guadagno a schifio e degli altri chisseneincula&quot; pechè questo è un voto irresponsabile che aumentando la zavorra su una parte dell&#039;Italia aumenta la zavorra su tutta l&#039;Italia (non per niente tema di campagna elettorale era la crescita del sud, perchè il nord da solo non può supportare le velleità di grande potenza economica europea dell&#039;italia. Ma anche solo di crescita, mi verrebbe da dire).
Così io penso che un voto respnsabile è un voto dato pensando che &quot;il bene di tutti&quot; equivale ad una base su cui aumentare il proprio bene.

Questione lega: chi ciancia è chi predica che il voto alla Lega è un voto alla territorialità (e un voto responsabile proprio per questo) quando poi il sindaco che citi, che avrà detto finocchi mentre gli altri &quot;facevano&quot;, ha però anche - per esempio - proposto di far togliere le panchine per evitare che gli immigrati ci si sedessero (Vabbeh, uno la civiltà non se la può inventare). Azioni simili denotano non solo uno scarso senso umano (evidentemente non è importante in queste questioni e ne prendo atto) ma una gestione politica infantile, dissennata, che guarda alla pancia che tanto vi piace senza pensare ai reali problemi gestionali di un paese che mentre i rutti leghisti trionfano si avvia mestamente alla deriva più completa. Weber docet.
(IMHO, ovviamente)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro, io ho detto una cosa diversa. Io non voglio far materializzare l&#8217;incubo di tutti i liberali (ovvero lo stato che ne limiti le sacre libertà individuali) anzi.Dico soltanto che la libertà individuale dovrebbe porsi su basi comuni. Dove per comuni intendo fruibili da tutti con la stessa qualità, poichè &#8211; per me &#8211; in questo modo si migliorerebbe peraltro la meritocrazia come discriminante fra le posizioni sociali (il che trovo sia giusto, alla fin fine). Quello che intendo io per bene comune è che quando uno va a votare non deve pensare &#8220;voto questo perchè così io guadagno a schifio e degli altri chisseneincula&#8221; pechè questo è un voto irresponsabile che aumentando la zavorra su una parte dell&#8217;Italia aumenta la zavorra su tutta l&#8217;Italia (non per niente tema di campagna elettorale era la crescita del sud, perchè il nord da solo non può supportare le velleità di grande potenza economica europea dell&#8217;italia. Ma anche solo di crescita, mi verrebbe da dire).<br />
Così io penso che un voto respnsabile è un voto dato pensando che &#8220;il bene di tutti&#8221; equivale ad una base su cui aumentare il proprio bene.</p>
<p>Questione lega: chi ciancia è chi predica che il voto alla Lega è un voto alla territorialità (e un voto responsabile proprio per questo) quando poi il sindaco che citi, che avrà detto finocchi mentre gli altri &#8220;facevano&#8221;, ha però anche &#8211; per esempio &#8211; proposto di far togliere le panchine per evitare che gli immigrati ci si sedessero (Vabbeh, uno la civiltà non se la può inventare). Azioni simili denotano non solo uno scarso senso umano (evidentemente non è importante in queste questioni e ne prendo atto) ma una gestione politica infantile, dissennata, che guarda alla pancia che tanto vi piace senza pensare ai reali problemi gestionali di un paese che mentre i rutti leghisti trionfano si avvia mestamente alla deriva più completa. Weber docet.<br />
(IMHO, ovviamente)</p>
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	<item>
		<title>Di: Mthrandir</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-653</link>
		<dc:creator>Mthrandir</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 19:17:58 +0000</pubDate>
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		<description>Letto tutto e mi scuso se evito di dare risposte &quot;ad personam&quot;. Mi limito a qualche considerazione generale. Io sono un libertarian e credo che il bene comune massimo sia la sommatoria di tutti i singoli &quot;bene&quot; individuali. In questi termini, non è definibile a priori indipercui non è eleggibile nè può farsi programma elettorale, se non in una dichiarazione di principio che pone la libertà dell&#039;individuo (economica, morale, religiosa, ecc., ecc.) a capo di ogni cosa. Sistema decisamente tendente all&#039;anarchico che, in teoria, prevede poco meno di 47 milioni di partiti. Questo spiega perchè on riuscirò mai a votare valido senza nausee. Allora, la &quot;politica&quot; si riduce da sè ad amministrazione light della cassa comune sostenuta dal minor versamento possibile in cambio del minimo servizio indispensabile reso nel misura più efficiente possibile. Ora, se questo è il &quot;mio&quot; bene comune,  è evidente che non c&#039;è spazio di compromesso con quello di Corrini o di Loska i quali, mi pare, stabiliscano che esso preveda criteri generali la cui validità debba essere estesa a tutti. In che senso, se esistesse un folle con un tale indeterminato programma alle elezioni, votandolo tradirei detta generalità di bene? E&#039; un gioco dell&#039;oca che dimostra che, quando si ciancia di collettivo, è inevitabile presupporre una limitazione della libertà individuale. La quale può essere più o meno vincolante, ma sempre limitazione è e viene da un&#039;impostazione ideologica che somiglia a un atto di fede.
Ciò valga per i vincoli posti dalla &quot;destra&quot; e per quelli posti dalla &quot;sinistra&quot;.
Sulla Lega e sul suo atteggiamento razzista. Faccio solo una considerazione assai banale. Il signor Veltroni, per citare un caso eclatante, ha fatto il diavolo a quattro per criminalizzare i ROM dopo l&#039;omicidio della Reggiani. Senza citare fucili, senza portare i maiali sui terreni dedicati alla costruzione di moschee, ma spingendo il governo al giro di vite legislativo immediato, ivi incluse le paventate espulsioni facili. Il sindaco di Firenze, sui lavavetri, ha emanato un&#039;ordinanza che avrebbe fatto invidia al sindaco di Treviso. Però il razzista è il prosindaco di Treviso perchè dice &quot;finocchi&quot;. Io ci penserei :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letto tutto e mi scuso se evito di dare risposte &#8220;ad personam&#8221;. Mi limito a qualche considerazione generale. Io sono un libertarian e credo che il bene comune massimo sia la sommatoria di tutti i singoli &#8220;bene&#8221; individuali. In questi termini, non è definibile a priori indipercui non è eleggibile nè può farsi programma elettorale, se non in una dichiarazione di principio che pone la libertà dell&#8217;individuo (economica, morale, religiosa, ecc., ecc.) a capo di ogni cosa. Sistema decisamente tendente all&#8217;anarchico che, in teoria, prevede poco meno di 47 milioni di partiti. Questo spiega perchè on riuscirò mai a votare valido senza nausee. Allora, la &#8220;politica&#8221; si riduce da sè ad amministrazione light della cassa comune sostenuta dal minor versamento possibile in cambio del minimo servizio indispensabile reso nel misura più efficiente possibile. Ora, se questo è il &#8220;mio&#8221; bene comune,  è evidente che non c&#8217;è spazio di compromesso con quello di Corrini o di Loska i quali, mi pare, stabiliscano che esso preveda criteri generali la cui validità debba essere estesa a tutti. In che senso, se esistesse un folle con un tale indeterminato programma alle elezioni, votandolo tradirei detta generalità di bene? E&#8217; un gioco dell&#8217;oca che dimostra che, quando si ciancia di collettivo, è inevitabile presupporre una limitazione della libertà individuale. La quale può essere più o meno vincolante, ma sempre limitazione è e viene da un&#8217;impostazione ideologica che somiglia a un atto di fede.<br />
Ciò valga per i vincoli posti dalla &#8220;destra&#8221; e per quelli posti dalla &#8220;sinistra&#8221;.<br />
Sulla Lega e sul suo atteggiamento razzista. Faccio solo una considerazione assai banale. Il signor Veltroni, per citare un caso eclatante, ha fatto il diavolo a quattro per criminalizzare i ROM dopo l&#8217;omicidio della Reggiani. Senza citare fucili, senza portare i maiali sui terreni dedicati alla costruzione di moschee, ma spingendo il governo al giro di vite legislativo immediato, ivi incluse le paventate espulsioni facili. Il sindaco di Firenze, sui lavavetri, ha emanato un&#8217;ordinanza che avrebbe fatto invidia al sindaco di Treviso. Però il razzista è il prosindaco di Treviso perchè dice &#8220;finocchi&#8221;. Io ci penserei <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: gloriademo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-645</link>
		<dc:creator>gloriademo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:34:57 +0000</pubDate>
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		<description>se solo la politica sapesse dare voce al quotidiano far bene di una piccola nicchia ...( che è piccola solo perchè pare quasi essere una cosa cattiva essere persone buone)
La bontà dovrebbe essere di interesse comune</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se solo la politica sapesse dare voce al quotidiano far bene di una piccola nicchia &#8230;( che è piccola solo perchè pare quasi essere una cosa cattiva essere persone buone)<br />
La bontà dovrebbe essere di interesse comune</p>
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		<title>Di: Corrini</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-644</link>
		<dc:creator>Corrini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:30:58 +0000</pubDate>
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		<description>il bene comune, o interesse comune, secondo me deve prescindere da una impostazione meramente ideologica, o morale di &quot;bene&quot;, questo non significa che la nostra impostazione ideologica e culturale non debba avere un ruolo nell&#039;identificare un nostro concetto personale di bene comune. La discussione sull&#039;utilitarismo di Bentham la lascerei stare, visto che noi abbiamo un nostro &quot;recinto&quot;, una nostra &quot;casa comune&quot; come la chiamava La Pira, e cioè la costituzione. Nella costituzione ci sono dei principi fondamentali: l&#039;art.2 che tutela e garntisce i diritti inviolabili dell&#039;uomo, l&#039;art. 3 che tutela il principio di eguaglianza:
&quot;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#039;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#039;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#039;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&quot;.
e via dicendo..il diritto alla salute, la libertà di professare liberamente la propria religione (art. 8 Cost. &quot; Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#039;ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.&quot;), il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie itnernazionali, la libertà di ognuno di noi di formare un partito (art. 49 Cost. &quot;Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.&quot;).
Quindi, a prescindere dalla nostra idea soggettiva di bene comune, dovremmo necessariamente agire all&#039;interno di questi e altri principi. E poi chiederci chi li rispetta, chi si avvicina di più, chi li calpesta, chi li ignora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il bene comune, o interesse comune, secondo me deve prescindere da una impostazione meramente ideologica, o morale di &#8220;bene&#8221;, questo non significa che la nostra impostazione ideologica e culturale non debba avere un ruolo nell&#8217;identificare un nostro concetto personale di bene comune. La discussione sull&#8217;utilitarismo di Bentham la lascerei stare, visto che noi abbiamo un nostro &#8220;recinto&#8221;, una nostra &#8220;casa comune&#8221; come la chiamava La Pira, e cioè la costituzione. Nella costituzione ci sono dei principi fondamentali: l&#8217;art.2 che tutela e garntisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, l&#8217;art. 3 che tutela il principio di eguaglianza:<br />
&#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<br />
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;.<br />
e via dicendo..il diritto alla salute, la libertà di professare liberamente la propria religione (art. 8 Cost. &#8221; Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.<br />
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#8217;ordinamento giuridico italiano.<br />
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.&#8221;), il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie itnernazionali, la libertà di ognuno di noi di formare un partito (art. 49 Cost. &#8220;Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.&#8221;).<br />
Quindi, a prescindere dalla nostra idea soggettiva di bene comune, dovremmo necessariamente agire all&#8217;interno di questi e altri principi. E poi chiederci chi li rispetta, chi si avvicina di più, chi li calpesta, chi li ignora.</p>
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		<title>Di: gloriademo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-643</link>
		<dc:creator>gloriademo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:30:04 +0000</pubDate>
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		<description>quello che voglio dire è che forse l&#039; interesse comune andrebbe cercato nel rispetto delle reciproche diversità, nel coraggio, nell&#039; ascolto e nella libera espressione argomentata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quello che voglio dire è che forse l&#8217; interesse comune andrebbe cercato nel rispetto delle reciproche diversità, nel coraggio, nell&#8217; ascolto e nella libera espressione argomentata.</p>
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		<title>Di: gloriademo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/258/e-litalia-e-questa-qua/#comment-642</link>
		<dc:creator>gloriademo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:27:33 +0000</pubDate>
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		<description>Esistono delle regole scritte e non scritte di convivenza sociale, di rispetto umano, mi pare.
In Italia però, non so bene come sia fuori di qui, vige sottobanco una  omertosa ed altrettando condivisa norma del facemoseidrittieifattaccinostri. Spesso e volentieri chi agisce nello spirito puro dell&#039; ideale comune del benessere e, soprattutto, del rispetto, viene silenziosamente deriso dalla massa che sa come si vive davvero.Questa nicchia(?)di eletti ,disposti a passare per folli e per fessi, pur di rispettare quelle norme, il che poi significa dopotutto rispettare se stessi, state tranquilli, è ben felice di sottomettere i propri bisogni personali più prossimi nell&#039; interesse comunque, perchè non c&#039;è    tragedia o povertà che possa intaccare la loro consapevolezza e la loro serenità di essere così.

Quello che è triste è l&#039; incapacità dei media, blog compresi, di dare luce a questa nicchia e di portarla ogni giorno sulle prime pagine, nella pubblicità etc
Il male fa sempre audience, il pettegolezzo pure, le brave persone si preferisce non ascoltarle, perchè forse danno fastidio a chi ha smesso di ascoltarsi per uniformarsi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono delle regole scritte e non scritte di convivenza sociale, di rispetto umano, mi pare.<br />
In Italia però, non so bene come sia fuori di qui, vige sottobanco una  omertosa ed altrettando condivisa norma del facemoseidrittieifattaccinostri. Spesso e volentieri chi agisce nello spirito puro dell&#8217; ideale comune del benessere e, soprattutto, del rispetto, viene silenziosamente deriso dalla massa che sa come si vive davvero.Questa nicchia(?)di eletti ,disposti a passare per folli e per fessi, pur di rispettare quelle norme, il che poi significa dopotutto rispettare se stessi, state tranquilli, è ben felice di sottomettere i propri bisogni personali più prossimi nell&#8217; interesse comunque, perchè non c&#8217;è    tragedia o povertà che possa intaccare la loro consapevolezza e la loro serenità di essere così.</p>
<p>Quello che è triste è l&#8217; incapacità dei media, blog compresi, di dare luce a questa nicchia e di portarla ogni giorno sulle prime pagine, nella pubblicità etc<br />
Il male fa sempre audience, il pettegolezzo pure, le brave persone si preferisce non ascoltarle, perchè forse danno fastidio a chi ha smesso di ascoltarsi per uniformarsi</p>
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