Economia

Ministro Sacconi, sulla cassa integrazione ci vuole attenzione

8 maggio 2009

La crisi morde e, per non lasciare indietro nessuno, in assenza di una organica riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, il governo ha esteso l’utilizzo della Cig in deroga. Ma chi controlla se tutto va bene?

In Italia, quando c’è una crisi si fa ricorso alla cassa integrazione guadagni. La Cassa Integrazione è un intervento di sostegno per lavoratori di aziende in difficoltà, e consiste  in una prestazione economica (erogata dall’Inps) in favore dei lavoratori sospesi dall’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorano a orario ridotto. Si distingue in ordinaria, attivabile a fronte di eventi transitori, come una crisi temporanea di mercato, e in straordinaria, nei casi di ristrutturazione o di crisi aziendale di particolare rilevanza settoriale o territoriale. Quindi, la CIGO interviene per difficoltà temporanee e a carattere transitorio dell’industria (escluso l’artigianato), a prescindere dal numero di dipendenti, del settore edile e dell’agricoltura (per eventi metereologici). Può essere concessa per 52 settimane nel biennio mobile e per13 settimane consecutive prorogabili ad ulteriori 13, ed è pari all’80% della retribuzione oraria con un massimale. La CIGS invece è concessa nei casi di crisi, ristrutturazione, riorganizzazione, conversione produttiva, privatizzazioni, fallimento, ecc. Ad essa possono accedere solo le imprese industriali con più di 15 dipendenti e del commercio con più di 50, e alle aziende dell’editoria.

NON LASCEREMO NESSUNO INDIETRO – L’attuale crisi economica, per dimensioni e durata, è una classica crisi strutturale, che colpisce tutte le imprese. Ma, come abbiamo visto, la CIGS può essere utilizzata solo dalle imprese con più di 15 addetti (50 per le imprese commerciali), per chi conosce la struttura del sistema delle imprese italiane, significa che la stragrande maggioranza delle imprese (che in Italia è piccola quando non addirittura microscopica) non avrebbe potuto accedere, lasciando scoperti secondo le stime di molti istituti, potenzialmente 7 milioni di lavoratori. Ma il Governo ha detto “Non lasceremo nessuno indietro“. E  per poter garantire a tutti di poter sopravvivere, con l’ultima legge finanziaria (n. 203/’08) ha previsto la possibilità di concedere, in deroga alla normativa vigente, trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga e di mobilità a lavoratori dipendenti da imprese escluse dalla normativa generale sugli ammortizzatori sociali (quelli disciplinati legge 223/1991 e successive modificazioni). Il governo ha  ulteriormente potenziato e disciplinato la materia con l’art.19 della Legge 2/09 (la seconda anticrisi).

AMMORTIZZATORI IN DEROGA – Ma per gli ammortizzatori sociali in deroga e la montante marea di richieste attese non c’erano risorse sufficienti. Per questo il governo ha sottoscritto un Accordo quadro con le regioni,  che prevede 8 miliardi di euro complessivi nel biennio 2009-2010, di cui 5,35 a carico dello Stato (1, 4 miliardi dalla Legge Finanziaria 2009 e 3,95 miliardi dal FAS per la quota nazionale ) mentre i restanti 2,65 miliardi di euro peseranno sulle dotazioni del Fondo Sociale Europeo (FSE) delle Regioni. A parte il rischio che Bruxelles non dia il suo Ok all’utilizzo del FSE per il sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione, come Giornalettismo aveva già  segnalato qui, vediamo come funziona il meccanismo. I trattamenti sono concessi sulla base di accordi regionali, successivamente recepiti in sede governativa, tra Regione, organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali dei lavoratori. Gli accordi determinano i potenziali beneficiari dei trattamenti e prevedono limiti e vincoli relativi alla concessione dei trattamenti. Su tale base, e dopo aver acquisito la dichiarazione di immediata disponibilità dei lavoratori presso i servizi competenti, l’INPS  erogherà il sostegno al reddito per la parte imputata ai fondi nazionali con accantonamento della contribuzione figurativa. L’elenco dei lavoratori percettori dell’ammortizzatore in deroga verrà poi trasmesso alle Regioni per via telematica, per procedere alla liquidazione del resto della somma.

4 commenti a Ministro Sacconi, sulla cassa integrazione ci vuole attenzione

  1. Ti posso assicurare che in Campania non è ancora arrivato un solo euro per la cigs pur avendo già firmato gli accordi regionali.L’ Inps è paralizzato e ci sono lavoratori che non vengono retribuiti da 5 mesi.
    Per quanto riguarda l’utilizzo del FSE, le regioni si stanno attrezzando con l’istituzione di corsi regionali per cassintegrati ( questo per aggirare le normative europee e poter utilizzare i fondi ).
    La solita ” presa per i fondelli comunitaria”, insomma

  2. a te la cig nun te la damo, tess. E’ inutile che ti lamenti.

  3. Tess

    molto umani grazie :D

  4. Altobelli Mauro

    bha francamente mi pare un articolo molto teorico e poco pratico. L’ipotesi è realistica (conosco qualche azienda artigiana che fa quanto descritto).E con la cigo invece come la mettiamo? Nessuno ci marcia sopra? Certo che si. Nonostante le commissioni inps territoriali ovviamente. Alla fine se la domanda compilata dall’impiegata del commercialista è corretta e il verbale è scritto decentemente chi controlla cosa? Eppure ci sono aziende industriali che hanno fatto prima la mobilità poi la straordinaria e infine l’ordinaria. Quando l’ordine dovrebbe essere l’inverso. Anzi chi ci stà marciando più sopra, a mio avviso, sono proprio le aziende industriali. I soldi delle sospensioni in Veneto stanno arrivando forse grazie al ministro trevigiano. Il 18 si firma la cigs in deroga ma temo che i soldi non bastino.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>