“I talebani sono tutti morti”

A Norwegian soldier aims his rifle towar

Afghanistan, terminato l'attacco agli uffici del governo della capitale

La giornata di fuoco di Kabul, la capitale dell’Afghanistan coinvolta ieri in una serie di attentati ed attacchi terroristici ad opera delle forze talebane, sembra essersi conclusa: il governo annuncia che le forze ribelli sono in rotta e i cecchini e gli altri soldati che minacciavano dagli edifici adiacenti i palazzi del governo dell’Afghanistan sono morti. Così nelle parole di un portavoce della polizia di Kabul.

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GIU’ LE ARMI . “Le ultime informazioni che abbiamo riguardo il parlamento afghano e l’area che lo circonda è che l’attacco è finito e l’unico ribelle che resisteva è stato ucciso”, ha detto Hashmatullah Stanikzai, ultimo di una serie di 17 abbattimenti di truppe paramilitari che sono riuscite a sferrare “il più grave attentato dal rovesciamento del regime dei talebani 11 anni fa”.

 

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Sul campo rimangono anche 8 poliziotti e 44 sono rimasti feriti, scrive Al Jazeera. “La capitale afghana si è svegliata lunedì in una seconda giornata di esplosioni e di spari serrati mentre un’operazione congiunta di forze afghane ed internazionali si adoperava per sconfiggere i combattenti rintanati in un edificio nel cuore della città e un’altro presso il parlamento afghano”. Siamo dunque, come fanno sapere i talebani, all’inizio dell’ormai tradizionale “offensiva di primavera” delle forze ribelli che ancora resistono allo schieramento delle forze occidentali: gli attacchi di domenica hanno preso di mira “ambasciate, edifici del governo, militari e della Nato distaccati nel paese”, scrive ancora il media pan-arabo, e altri attacchi probabilmente arriveranno nei giorni prossimi.

IL CECCHINO - Fino a due ore fa, c’era ancora un cecchino a minacciare direttamente l’edificio del parlamento afghano da una struttura adiacente: la notizia del cessate il fuoco è arrivata proprio quando si è accertata la morte di quest’ultimo assalitore. E se questi attacchi dimostrano la perdurante pericolosità dei ribelli coranici afghani (che sono riusciti a penetrare con relativa facilità i checkpoint militari della capitale, il cosiddetto “anello di ferro”), secondo la Nato dimostra anche la forza e la preparazione delle forze afghane: “Siamo enormemente fieri della rapidità e dell’efficacia della risposta”, ha detto il generale John Allen, comandante delle forze Isaf a Kabul ad Al Arabiya; la Nato avrebbe fornito solo “supporto aereo”. Pare che anche alcuni parlamentari, in risposta al fuoco talebano, abbiano preso armi da fuoco e abbiano iniziato a sparare.

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