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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 7 maggio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Abbiamo scherzato. La legge sulla class action, ormai in discussione da ben due legislature e con limiti e regolamentazioni che la rendono molto diversa da quella americana, potrebbe anche essere introdotta senza valore retroattivo. “C’è un emendamento in questo senso del senatore Alberto Balboni” del Pdl: ha riferito il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (anch’egli del Pdl) a margine dei lavori in Senato. Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione industria sono possibili azioni di classi contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008, e con l’emendamento della maggioranza – contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo Madama – si cancellerebbe anche jh3ech La class action non sarà retroattiva? questa breve retroattività. L’emendamento firmato dal senatore Balboni (Pdl) è stato presentato in Aula al Senato insieme ad un pacchetto di circa 30 emendamenti, molti dei quali del relatore, destinati correggere le misure segnalate dalla commissione Bilancio per mancanza di copertura finanziaria che saranno stralciate dal testo. Quello del Pdl sulla class action, che se approvato consentirà le azioni collettive risarcitorie per gli «illeciti compiuti successivamente alla data in vigore della legge» avrà il parere positivo del relatore, mentre il governo dovrebbe rimettersi all’Aula. In mattinata si era persino diffusa la voce che fosse pronto un emendamento simile, ma a firma Pd, del senatore Filippo Bubbico. Un altro, di Anna Rita Fioroni (Pd), invece, secondo le indiscrezioni avrebbe riscritto l’articolo eliminando la retroattività parziale della norma (illeciti commessi a partire dal 30 giugno 2008). In questo modo, secondo la senatrice sarebbe possibile l’azione risarcitoria anche per gli illeciti commessi fino a 5 anni prima, ovvero secondo le norme sulla prescrizione previste dal codice civile.

In attesa della discussione e del voto in aula, e tenendo presente che sono secoli che le associazioni dei consumatori attendono il varo di questa norma, la quale ormai langue da più di due anni nelle aule di Palazzo Madama (e chissà quando arriverà in forma compiuta alla Camera), si può già tracciare un bilancio sulla “class action all’italiana“, come era stata ribattezzata all’epoca, oppure “all’amatriciana“, come la chiamò l’allora presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, ma criticandola per motivi opposti a quelli di Lannutti & company. Innanzitutto, i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni. Secondo il Codacons, infatti, sono almeno tre i giudizi, con almeno tre gradi l’uno, per un totale di nove processi, per chiudere un procedimento. “Evidentemente il Parlamento è in mano alle lobby economiche, alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie telefoniche. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori“, disse Lannutti all’epoca. Già che ci siamo, i danneggiati non possono ricorrere in quanto tali, ma “ci si dovrà rivolgere alle associazioni di consumatori che devono essere riconosciute dal governo e ne prendono le sovvenzioni, e quei nuovi soggetti che il governo riterrà degni di promuovere l’azione. Insomma più che una azione giudiziaria collettiva avremo una azione giudiziaria controllata“, come disse all’epoca il segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni. Poi, il diritto al risarcimento è riconosciuto solo ai singoli cittadini che abbiano denunciato l’illecito e non a tutti coloro che hanno subito il danno. Il testo governativo non fa riferimento agli atti illeciti extracontrattuali, cioè esclude i danni non prevedibili al momento in cui è sorta l’obbligazione.

In più, come ciliegina sulla torta, se passasse la norma sull’irretroattività ecco che le decine di migliaia di risparmiatori che avevano pagato i vari crack italiani – Cirio, bond argentini e Parmalat su tutti – non potranno nemmeno provare ad accedere ai tribunali. “È estremamente grave che la maggioranza di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del mondo, l’azione collettiva di risarcimento“, ha dichiarato il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. “Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra – ha concluso Zanda – vuol far calare definitivamente il sipario“. Vero, anche se le voci sull’emendamento simile presentato dal Pd fanno pensare. Per il resto, aziende, banche e assicurazioni possono continuare in tutta tranquillità le loro attività. Niente Erin Brockovich all’italiana, per loro fortuna. L’America è distante molto più di un oceano.

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