Alemanno, il Libanese e gli assassini che diventano eroi

6 maggio 2009

La fiction su Romanzo Criminale invita i ragazzini a portarsi i coltelli a scuola“. A parlare a sproposito, come spesso gli capita di fare, è il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il quale, non sapendo che dire a proposito degli ultimi episodi di accoltellamento tra alunni, ha dichiarato che “Anche operazioni culturali come la serie Tv “Romanzo criminale” o altre simili non hanno aiutato, ma hanno lanciato atteggiamenti e modi di fare sbagliati. I giovani non vanno lasciati soli e faremo di tutto per stare nelle periferie“. Insomma, la fiction tv, secondo l’inquilino del Campidoglio, sarebbe colpevole di invelenire il clima lì dove i contesti sociali sono già difficili. Anche se, a sentire Tom Mockridge, la maggior parte dei clienti di Sky - la televisione che trasmette l’opera – appartengono a ceti sociali medio-alti, e quindi pare difficile che i bambini del Prenestino passino la serata a vedere le repliche della fiction mentre magari fanno il bagno nella Jacuzzi a tre posti, prima di scendere dal tabaccaio a comprare il temperino con cui “puncicheranno” l’avversario scolastico. E anche se da Alemanno una severa reprimenda nei confronti della storia della Banda della Magliana pare un tantinello fuori luogo. Se non altro perché molti dei “fiancheggiatori” – se così si possono chiamare – della batteria fondata secondo la leggenda da Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino ed Enrico “Renatino” De Pedis erano, all’epoca dei fatti, abituali frequentatori di luoghi pubblici e privati, e di personalità che anche lui e la sua attuale moglie Isabella Rauti (la figlia di Pino) frequentavano. Vogliamo ad esempio parlare del “Nero” del romanzo di De Cataldo e della fiction, che assomiglia terribilmente a Massimo Carminati ma anche a Giusva Fioravanti, di suo fratello Cristiano e di Alessandro Alibrandi, quelli che all’Eur i maglianici gonfiarono di botte a causa di una rapina a mano armata di cui loro erano responsabili e per la quale finì invece in galera qualcuno della Banda, prima di diventare amici e compagni d’armi, e prenderli “a servizio“? Forza, sindaco, diciamocelo chiaramente: lei e sua moglie qualcuno di coloro che ruotavano intorno all’universo della banda Kawasaki (Aldo Semerari, Carminati stesso, Massimo Sparti ad esempio) li avrete anche conosciuti di persona, e magari gli davate del tu mentre insieme lottavate per fermare l’avanzata del comunismo in Italia. O no?

In secondo luogo, bisognerebbe notare anche altro, anche se non è politicamente corretto. Ovvero, che quelli che fecero all’epoca carriera con l’organizzazione criminale di Franchino er Negro – il cui vincolo associativo, c’è da ricordarlo, non venne mai considerato provato in tribunale – erano ragazzi che venivano proprio da quelle periferie in cui si sono svolti i fatti che lei oggi critica. E che, dal vivere in una roulotte, si sono ritrovati in cinque o sei anni a possedere meravigliose ville all’Olgiata, a guidare automobili che si vedevano soltanto nei fumetti di Zio Paperone, e a frequentare donne che si ammirano soltanto nei film. Diciamocelo chiaramente, sindaco: tutto quello che oggi desidera un bambino che vive al Tiburtino. Quelli erano gente che “s’è fatta da sola“, come recita un ritornello in voga ultimamente.  E non è che abbiano scelto la via della criminalità perché era la più breve, influenzati dalla tv e dai videogiochi violenti, come spiegherebbe un Alberoni qualsiasi in un pensoso editoriale del Corriere; hanno scelto quella perché era l’unica. E quindi sarebbe bello se tra un refrain e l’altro sui 40 milioni destinati ad opere pubbliche nelle periferie (come se bastassero due giardinetti con giostre e scivoli a far restituire i coltelli all’armeria), ci si rendesse anche conto di questo, e si facesse anche in modo di fornire a qualcuno, oltre ai giocattoli più o meno affilati, anche la possibilità di scegliere (ben sapendo che c’è chi comunque la chance non la sfrutterà). E questo, pensate un po’, dovrebbe farlo la politica. Magari in una pausa dalla campagna elettorale permanente sui rumeni stupratori e un’assunzione in massa di quadri e impiegati all’Atac e a Met.ro. Che ne dice, sindaco? Se’ po’ ffa’?

***

Per Alitalia le cose non vanno malissimo. Atterra in ritardo appena il 30% dei voli; i suoi azionisti hanno letto sul Corriere della Sera che il primo bilancio certificherà una perdita di appena 300 milioni, che su un paio di miliardozzi investiti – ne converrete – non è poi tantissimo, mentre la manutenzione degli aerei rischia di segnare il passo in estate e l’Enac costituirà un comitato sui suoi disservizi. Va quasi bene, su. 

***

Luca Sofri sull’Huffington Post fa il punto sulla querelle Veronica-Silvio e sulle foto “truccate” pubblicate da Chi, e intanto, sul suo Friendfeed, scrive un meraviglioso liveblogging sul Porta a Porta di ieri.

11 commenti a Alemanno, il Libanese e gli assassini che diventano eroi

  1. maria teresa

    Ispiratissimo, come sempre quando c’è qualcosa che ti sta davvero a cuore: molto bello, davvero.

  2. Comunque ho visto la versione ad alta risoluzione della foto qui sopra e non mi pare taroccata: quella roba bianca intorno alla testa in realtà è una specie di velo.
    Niente trucco quindi: è proprio la ragazzina ad avere l’espressione da cartonato.

    EDIT: però Silvio ce l’hanno clamorosamente appiccicato sopra… XD

  3. Er Catena

    La Banda regna!!!! E CHE SE VOLEMO PRENDE TUTTI?

    ROMAAAAAA!!!!

  4. ricchiuti

    In un dibattito, a Poro Alemanno gli avresti fatto perdere un bel po’ di voti.
    Io credo che il vuoto di memoria del sindaco sia dovuto al fatto che all’epoca era molto giovane e veniva da fuori Roma. Un pischello burino con la faccia da pesce lesso, messo in un contesto simile: non saranno bellissimi ricordi. Tanto più che non era neanche un ministeriale alla Fini/Gasparri. Era pure uno che doveva fare la sinistra dei fascisti, la terza via, le case popolari, la ggente, la riduzione delle bollette, l’ambiente. Quindi in mezzo ai movimentisti ci doveva stare per forza. Ma come, lo si può immaginare. Di sicuro si sarà innamorato della Mambro e al primo timido prendere la parola in assemblea con quell’accento pugliese e quella maglietta della salute e quell’orgoglio terronico da figlio di militare, figurarsi. Sai le pernacchie.
    Il suocero invece di armi, ma mica i temperini, le bombe, potrebbe fare conferenze a pagamento.

    Ps Ma non ho capito. Mantellini ora è pure costretto a ospitare i live blogging di Sofri e Neri ? Che vita di merda.

  5. La puntata di Porta a Porta di ieri è stata alquanto divertente, come quei film comici da rivedere con amici tra pop-corn e coca cola!…il Cavalier, è riuscito a farmi ridere per la prima volta: CHE SGOMENTO!! :)

  6. gloria

    a proposito del liveblogging: forse Sofri si sbaglia: io avevo capito che a trovare il vero papi è andato in elicottero, non in aereo A Linate sarebbe dovuto andare se avesse aspettato ancora di gongolarsi tra i canti dei fan al Salone del Mobile. E’ partito prima a bordo del velivolo proprio perché stava arrivando brutto tempo. Per questo, a suo dire, ha avuto tempo per passare dal party:)
    (che io dico poi: possibile che il padre della ragazza avesse fissato una riunione politica a un’ora dall’inizio della festa? che poi il Berlusco era addirittura arrivato prima di Noemi da quello che ricordo di aver letto)

  7. Di tutto ciò che scrive Sofri all’indomani del suo ritorno a casa ,è corretto diffidare almeno quanto di tutte le prese di posizione di Silvio Pellico successive alla sua katabasi dallo Spielberk

  8. rebyjaco

    Cerchiamo sempre di volgarizzare le espressioni di esponenti di Centrodestra, è una strategia pure quella, è come chiamare fuori una palla buona a tennis perchè pensiamo che l’avversario ci rubi qualche palla.
    Credo che non sia il comportamento giusto, ma di politica “”fina “” non me ne capisco.
    Rimane il fatto che molte, troppe, serie televisive, sono di una ferocia e violenza al di sopra del ragionevole. Qual’è il ragionevole? A VOI la risposta, VOI che sapete tutto, che giustificate tutto nel nome della libertà, qual’è la libertà? Coloro che producono quelle schifezze, si nascondono dietro la libertà, non hanno limiti, NON si pongono limiti, sangue e sesso, quanto basta per catturare gli spettatori. Ma questi LIBERI produttori, lo fanno per istruire? (come sostengono molti di loro?) o per arricchirsi sfruttando la NOSTRA debolezza su determinati argomenti? Quello che mi sento di dire, è che, se queste violenze non si vedessero così esplicitamente e in così grande quantità, sicuramente vi sarebbero moltissimi meno “”delinquenti di strada”" vi sarebbe minore spirito d’imitazione. Ma tutto questo è superfluo dirlo, lo sappiamo tutti, chi difende questo prodotto volgare, vive e si arricchisce di questo e di tutto il resto, droga compresa.

  9. Rainbow

    Premettendo che non tutti posseggono Sky, non tutti, in ogni caso scelgono di seguire la serie di Romanzo criminale, ma se anche fosse non penso che i colpevoli siano da ricercare tra gli autori della serie…oltre alla politica che dovrebbe cercare di dare a tutti la possibilità di scegliere una pluralità di mezzi per raggiungere fini, non dimentichiamoci che questi ragazzi hanno anche dei genitori a casa, che ogni tanto potrebbero anche sedersi vicino a loro e spiegar loro qualcosa al riguardo:quanta storia vera c’è nella fiction e cercare di capire il perchè di certe azioni, non sempre giustificabili…è raro che questo accada, magari non basterebbe ad evitare che alcuni fatti continuino comunque ad accadere, ma ci si potrebbe provare a comunicare davvero con i nostri figli e non delegare anche questo compito alla politica o solo alla scuola.

  10. il fascista

    @rebyjaco:

    Qual è si scrive senza apostrofo!BESTIA!

    Meglio vedere mille morti ammazzati in tv se non sanno l’italiano che lo scempio del moralista ignorante!

    Ah! le vecchie amate purghe…
    Ah! il confino…

  11. rebyjaco

    Non c’è niente di peggio di un Fascista che un fascista bestia e analfabeta, o forse si. NO, penso proprio di NO!

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