Berlusgate: scacco a Veronica in tre mosse

06/05/2009 - E ORA COSA FACCIO - La stampa teoricamente meno schierata si è limitata a non parlarne, ovvero a estromettere dal cicaleccio i fatti più compromettenti per il premier, cercando di far scemare a tutti i costi l’interesse nato intorno alla

     
 

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E ORA COSA FACCIO - La stampa teoricamente meno schierata si è limitata a non parlarne, ovvero a estromettere dal cicaleccio i fatti più compromettenti per il premier, cercando di far scemare a tutti i costi l’interesse nato intorno alla vicenda o, quantomeno, di derubricarla a gossip puro, come se fosse possibile per un premier di rilevanza mondiale avere una vita privata distinta totalmente da quella pubblica. Bill Clinton docet ma non troppo nel nostro paese. Sfortunatamente l’interesse nato intorno alle esternazioni della Lario non è scemato e Veronica ha proseguito la sua opera chiedendo il divorzio. Quindi il contrattacco è diventato micidiale. Anche qui manca la raffinatezza e l’alta strategia pretesa da molti, ma in fondo Berlusconi sa di avere a disposizione un esercito dalla potenza di fuoco illimitata e lo usa nel modo più spregiudicato possibile. Rinunciato al tentativo di insabbiare la storia facendola confluire nell’ambito degli affari privati, che forse è leggibile come un semplice modo per prendere tempo in attesa di decidere come muoversi con la massima efficacia, si è scelta la via più semplice: la vittima è diventata lui. La trasformazione avviene in una prima fase più sobria, in cui si dichiara offeso ai giornali e ordina che la sua quasi ex-moglie gli chieda scusa. Dice che soffre, ma l’attacca senza troppe remore. L’importante è far dimenticare che la moglie l’ha accusato di andare con delle minorenni e che a farla infuriare sono state le candidature delle veline alle elezioni europee prossime venture.

CHI E’ STATO – Verificare che quelle candidature c’erano, nonostante le poco credibili smentite di Berlusconi, è piuttosto facile: basta leggere questo articolo di Mario Ajello sul Messaggero, giornale decisamente al di sopra di ogni sospetto nei riguardi del premier, dove il giornalista scrive: “è filtrata dal quartier generale del partitone berlusconiano una notizia triste“, escludendo di fatto che siano stati dei comunisti a spargerla. Ma qual è la notizia triste? Continuiamo: “soltanto un piccolo gruppo di video-divette, e non quella falange di stangone, belle, bionde, boccolute e intelligenti che ci saremmo aspettati, sarà in corsa per Strasburgo“. Quindi Ajello fa il nome di alcune bocciate al famoso corso di formazione per il parlamento europeo, ovvero Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello famosa per essersi fatta fotografare insieme al premier e ad altre ragazze nella sua villa in Sardegna, ed Eleonora Gaggioli, che annovera nel suo curriculum fiction come Don Matteo ed Elisa di Rivombrosa. Insomma, pare proprio che le voci sulle candidature delle veline (mai smentite fino a questo momento e, anzi, oggetto di battute pubbliche da parte del premier) siano partite dalla sede del PDL, non certo da qualche scantinato di Via delle Botteghe Oscure. Al massimo i giornali di sinistra si sono limitati a riportarle, ma non le hanno certo inventate di sana pianta come si vorrebbe far credere.

ECCO FATTO - Il colpo finale arriva con la puntata di Porta a Porta di ieri sera (con tanto di filmato vintage per raccontare la storia d’amore di Veronica e Berlusconi). Il Presidente del Consiglio, forte della compiacenza di tutti i giornalisti presenti, smentisce gli addebiti mossi dalla Lario, senza che nessuno apra bocca per replicare o fare domande scomode, a parte qualche piccola reprimenda generica e di poco peso di De Bortoli che riprende la polemica piuttosto sterile dell’Avvenire sulla maggiore sobrietà richiesta a un capo di stato. In effetti guardando la trasmissione di Vespa in modo critico, la mediocrità della comunicazione berlusconiana appare piuttosto evidente eappare altrettanto lapalissiano il motivo per cui nonostante la loro debolezza complessiva, riesca a portare a segno i suoi colpi. Sentendo il premier affermare: “Chi è incaricato di una funzione pubblica come il presidente del Consiglio può accettare la continuazione del rapporto soltanto se si capisce che due situazioni false hanno provocato un certo comportamento e se si dichiara di essere caduti in errore” vengono naturali delle domande, coe che i giornalisti non si pongono minimamente il problema di accennare, pur rappresentando la creme della stampa nostrana. Come verrebbe naturale opporgli, quando ricostruisce come è finito a quella festa, che il suo è un racconto surreale e che, in realtà, non spiega poi molto, a meno di voler credere che sia finito a quella festa per ammazzare il tempo: “Ero alla Fiera del mobile vicino Milano. Dal mio comando dell’elicottero mi dicono che si stava avvicinando un forte temporale e per questo ho deciso di partire prima. Avevo un’ora di anticipo, sono arrivato presto a Napoli e mi è stato riferito che c’era una riunione familiare per il compleanno di Noemi in un ristorante a tre minuti dall’aeroporto di Capodichino. Sono arrivato con otto auto al seguito, sembrava un funerale. Poi ci sono stati applausi a non finire e io ho fatto foto con il papà, la mamma, i nonni, gli zii e i parenti della ragazzi e con tutta l’equipe di cuochi e camerieri. Era una cosa molto segreta” Non c’è nulla di geniale o di profondo da commentare, semplicemente lui è il padrone e loro, i giornalisti, si limitano ad ammirare a bocca spalancata la luce che irradia, anche se è soltanto quella di una lampadina fulminata. Quello che fa Berlusconi non è dimostrare la sua innocenza; vuole solo affermarla e raccontarla ad uso e consumo di quelli che già gli credono a prescindere. Non ha prove, ma non è importnate. In realtà non spiega nulla, ma fornisce pretesti ottimi per tenere a posto la coscienza o, meglio, per poter continuare a mantenere un certo ruolo senza essere costretti a subire troppi colpi. Ha trasformato una squallida storia di sesso in una storia d’amore, l’ha spostata su un piano puramente umorale in cui non viene più chiesto di esaminare la situazione in modo razionale, ma di schierarsi e tifare, a prescindere da quello che emergerà, contro i comunisti, contro i critici e, perché no, anche contro la moglie; tanto si può essere sicuri che il giorno dopo a ogni attacco lui e i suoi riusciranno comunque a produrre un contrattacco valido per difendersi dalla verità.

     
 

26 Commenti

  1. redmail x ipazia scrive:

    D’accordo su tutto.A parte l’ultima considerazione che pure condivido nella sua soggettività ma non fa massa. Per il resto Banfield docet! :) Buena Noche

  2. Disgustato scrive:

    Articolo interessante, ma secondo me trascura un fatto estremamente evidente: qual è l’alternativa a B.?
    Quando il popolo italiano ha cercato altrove, si è trovato con la spazzatura di Napoli e il paese nella confusione! Altro che storie.
    A B. piacciono le sedicenni? E chi se ne frega.
    Meglio questo della spazzatura.
    Certo, era disgustoso vedere i massimi giornalisti italiani fare da lacchè (indimenticabile la faccia di Ferruccio De Bortoli, sembrava gli stesse per venire un infarto).
    Nessuno di loro ha fatto l’obiezione più ovvia: ma se la partecipazione di B. alla festa di compleanno era stata decisa lì per lì, come si spiega il ciondolo d’oro con brillanti donato alla festeggiata?
    Guardate su Google in Inglese, Spagnolo, ecc. ecc.: tutto il mondo parla di questo piccolo particolare, che, guarda caso, è sfuggito ai nostri più eminenti giornalisti.

  3. la bi scrive:

    Personalmente mi è sembrata tutta una mossa programmata, l\\\’incongruenze sono troppe dal ciondolo in regalo alle giustificazioni passando per le esternazioni di tutti i protagonisti, però tutti ne abbiamo parlato. Gran bella mossa pubblicitaria: \\\”che se ne parli anche male purchè se ne parli\\\”.

    Chi gli credeva continuerà a credergli, a quelli come me che si guardano intorno e non vedono una seria alternativa all\\\’emerito non resta che piangere.

  4. Lucia scrive:

    “ma se la partecipazione di B. alla festa di compleanno era stata decisa lì per lì, come si spiega il ciondolo d’oro con brillanti donato alla festeggiata?”

    Disgustato, ti sfugge un particolare…il Cavalier appartiene alla categoria dei “Paperon de Paperoni”…e decidere di comprare un brillante lì per lì sarà stato come prendersi un caffè in un bar… :)

  5. vertigoz scrive:

    bell’articolo, ottimamente scritto.

  6. Disgustato scrive:

    @ Lucia

    Guarda, nella situazione attuale, come dicevo prima, è meglio B. della spazzatura di Napoli, però essere preso in giro no.
    Se tu vuoi esserlo, e ti vuoi illudere, accomodati.
    Per chi sa ragionare, un gioiello come quello non si può comprare di notte e poi lo avrebbe detto, ci sarebbero stati testimoni.
    E poi ci sono le dichiarazioni di Noemi Letizia alla stampa, che andava a trovare B. a Roma e a Milano, perché, poverino, lui non aveva il tempo di viaggiare.
    Anche queste parole sono riportate su tutti i siti del mondo, controlla pure.
    Ormai c’è internet e bugie non si possono più dire.

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