Siria, cessa il fuoco ma non i morti
13/04/2012 - Moderata soddisfazione da parte della comunità internazionale nonostante le ultime scaramucce tra ribelli ed esercito regolare
Le forze dell’esercito e della sicurezza fedeli al regime del presidente siriano Bashar al-Assad “hanno commesso” decine di violazioni del cessate il fuoco entrato in vigore ieri mattina, che solo oggi hanno provocato la morte di 11 persone.
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LE MANIFESTAZIONI - Lo riferiscono gli attivisti e gli oppositori siriani, i quali hanno annunciato manifestazioni e proteste nei prossimi giorni tali da “far cadere” il regime stesso. I Comitati di coordinamento locale, all’opposizione in Siria, hanno riferito che in 31 punti su tutto il territorio siriano si è verificata almeno una violazione del piano di pace promosso dall’inviato comune di Onu e Lega araba, Kofi Annan, che prevedeva il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe siriane dalle città e dai villaggi. Invece, gli attivisti riferiscono di spari sui manifestanti che marciavano pacificamente.
CESSATE IL FUOCO VIOLATO? - Alcuni siti di opposizione hanno diffuso dei video che mostrano i carri armati e i mezzi corazzati dell’esercito in azione per le strade, in violazione di quanto richiesto da Annan e da gran parte della comunità internazionale. Secondo i Comitati, le città dove si sono concentrate queste violazioni sono soprattutto Daraa, Hama, Aleppo, Homs, Lattakia, Damasco e il Rif di Damasco. Nonostante la massiccia presenza delle forze di sicurezza in tutte le regioni della Siria, oggi si e’ assistito a centinaia di manifestazioni per chiedere la caduta del regime e il processo dei suoi esponenti.



































dopo la tunisia, il congo, il sudan, la libia, l’azawadd, il berein, la siria: il quadro, ancora, non è tondo.
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