Un programma costruito quasi per intero contro qualcuno e in difesa assoluta del legame etico con la legalità. Quella altrui, probabilmente.
L’antiberlusconismo è accecante, così tanto che si rischia di non vedere oltre. Silvio Berlusconi è Satana per molti, ma non sempre il Diavolo veste Prada, ha i capelli
nuovi (e posticci) e risolve la crisi economica con un sorriso. Pensiamo ad esempio ad Antonio Di Pietro. Ha deciso di candidarsi, alle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, come capolista di Italia Dei Valori, nonostante la carica di europarlamentare sia incompatibile con quella di deputato nazionale. C’è stato addirittura il bell’addormentato nel PD, Dario Franceschini, che non ha resistito a intervenire su questo argomento dimostrando anche di avere un suo pensiero. Per lui, la candidatura di Antonino Di Pietro è una truffa per gli elettori e arriva perfino a paragonare Di Pietro a Berlusconi. Una bestemmia per quei molti. Certo il segretario nazionale del sopito PD è stato un po’ impreciso. In realtà, la candidatura di Di Pietro non è incompatibile per via dell’attuale carica politica che ricopre in Italia. Semplicemente, una volta eletto, dovrà fare una scelta su quale ruolo mantenere. Come dice il regolamento dell’UE: non si può essere contemporaneamente membro del parlamento europeo e ricoprire una carica istituzionale nel proprio Paese. E viene naturale quindi domandarsi di quale Parlamento preferirà far parte Antonino Di Pietro.
PREDICARE E RAZZOLARE – Inoltre l’Assemblea dell’Unione Europea, il 22 aprile, ha deciso di non revocare l’immunità parlamentare al sempre caro Di Pietro, nell’ambito di un processo civile per diffamazione mosso dal giudice Filippo Verde. Il pomo della discordia è l’articolo scritto dal leader dell’Italia Dei Valori e pubblicato sul quotidiano “Rinascita” il 26 ottobre 2002. Di Pietro in quel pezzo aveva commentato il processo IMI-SIR e Lodo Mondadori, per intenderci, quella che avrebbe condannato Silvio Berlusconi se non fosse stato derubricato (quando a un reato presente
nell’elenco d’accusa dell’imputato, viene attribuito una qualificazione meno grave) il reato di corruzione, se non ci fossero state delle attenuanti generiche e se non fosse intervenuta la prescrizione. Antonino scriveva che Filippo Verde era stato accusato di corruzione – insieme ad altri giudici – per aver accettato una mazzetta per “aggiustare” una sentenza. La frase incriminata era: “…la vicenda Lodo Mondadori riguarderebbe una sentenza emessa dal Tribunale di Roma – sempre sotto l’influenza diretta o indiretta dei giudici Metta, Verde e Squillante – che annullò un lodo arbitrale“. Filippo Verde dichiara che il suo nome non è mai comparso nella lista degli imputati per la vicenda del Lodo Mondadori, accusa Di Pietro di averlo diffamato e chiede un risarcimento di 210 mila euro. Di Pietro riconosce, parole sue, l’”errore madornale” dell’articolo, causato da un banale gioco di copia-incolla: un errore tecnico-redazionale, perché i mass-media accomunavano il processo “Lodo Mondadori” a quello “IMI-SIR“. E Filippo Verde non è mai stato coinvolto nella vicenda del Lodo Mondadori, ma solo nel processo IMI-SIR, dal quale tra l’altro era stato assolto da tutte le imputazioni. Quindi è chiaro che il leader dell’IDV avrebbe dovuto pagare pegno per il suo “errore madornale” .Un gruzzoletto di 210 mila euro sonanti che evidentemente l’ex PM non è intenzionato a sborsare. E dopo le guerre e le lotte contro il Lodo Alfano, quello che sancisce le immunità parlamentari per alte cariche dello Stato, chiedere l’applicazione dell’articolo 68 primo comma della Costituzione italiana, e non rinunciare alla sua di immunità potrebbe sembrare decisamente poco coerente da parte di Antonino. Un po’ come quelli che predicano bene e però razzolano così così… C’è anche chi chiede spiegazioni, per questa e altre anomalie. Chissà se l’Onorevole si esprimerà.
DUE PESI E UNA DOMANDA – E ancora, Marco Travaglio condannato per diffamazione nei confronti dell’ex direttore Rai Fabrizio Del Noce per un articolo dal titolo “La prevalenza del Cretino“, pubblicato su L’Unità il 6 marzo 2007 (e non l’11 maggio, come erroneamente riportano i lanci di Agenzia). I rischi del mestiere, certo. Travaglio da Berlino (era lì per ricevere il premio per il giornalismo indipendente) annuncia un ricorso. Ma diciamo che, com’è nel suo stile, non c’è certo andato leggero nei confronti di Del Noce. Probabilmente Del Noce ha preteso amara vendetta già solo leggendo l’incipit del pezzo: “C’è chi pensa che Fabrizio Del Noce, facendo la guerra a Pippo Baudo durante e dopo Sanremo, voglia favorire Mediaset dell’amico Bellachioma. Ma è un’infame calunnia che, fra l’altro, presuppone l’esistenza di un complotto, che a sua volta presuppone l’esistenza di un cervello. Basta vedere Del Noce, o sentirlo parlare per cinque secondi, per escludere l’ipotesi a priori“. Poi infine, Luigi De Magistris è stato prosciolto dalle accuse nell’ambito del processo “Toghe Lucane“. Le imputazioni erano abuso d’ufficio e rivelazione di segreti di stato. Suona un po’ strano però il nome del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il verdetto: Maria Teresa Belmonte che, a quanto pare, è la moglie dell’avvocato Giocondo Santoro, fratello del più noto Michele. Le decisioni del GIP non si discutono – per carità! – se un giudice dichiara che De Magistris è innocente sarà per forza così. Ma sorge spontanea una domanda: se, per esempio, fosse stata la moglie di Ghedini a dichiarare che Berlusconi non ha commesso un reato, come avrebbero reagito i molti che vedono Silvio come Satana?
da Bad




torno a leggere con calma in serata.
Intanto benvenuta
(e complimenti a chi ha fotomontato Dipietro)
Azzardo io una risposta: avrebbero gridato all’emergenza democratica e tuonato per un paio di giorni contro il caimano che ha le televisioni del conflitto di interessi e il lodo alfano ad personam pieno di veline….. yawn
oh per carità tutto giusto. tranne che ha. sbagliato.
“Questi sostiene che De Magistris non ha mai chiuso un’inchiesta (già, gliele scippavano prima) e tenta di sminuire la sentenza spiegando che la gip che l’ha emessa è nientemeno che la moglie del fratello di Michele Santoro. Senza contare che «un cognato di De Magistris è pm a Catanzaro e una zia di sua moglie lavora al Quotidiano, schieratissimo a suo favore». Roba grossa. Il fatto che l’archiviazione l’abbiano chiesta tre pm di Salerno che non risultano parenti di De Magistris né di Santoro, è ininfluente (un deputato di An insinuò in un’interrogazione che la pm fosse l’amante di De Magistris; ma anche i due pm maschi erano pazzi di lui).” non bisogna legger il giornale fa male alla vista…
Dopo aver letto Voi, Galullo, Travaglio, Beha,ed anche qualcun altro, mi viene voglia di smettere di leggere.
L’impotenza, è totale, lo sconforto, non lo è meno. Continuiamo a scrivere solo per soddisfare la nostra vanità. A cosa serve? Continuate a denunciare, magari qualcuno Vi prende sul serio e diventate dei Martiri. Speriamo in un copo di stato. Ma con la GENTE che GIRA, sarebbero migliori?
Non capisco l’accenno a Travaglio.
Se l’obiettivo e’ quello di dimostrare che alcuni dei presunti cavalieri bianchi della democrazia sono in realta’ un po’ beige, non capisco dove sia il “per contro” relativo a Travaglio.
Ha espresso, in un articolo di OPINIONE, la sua idea (che peraltro condivido) che Del Noce non abbia un cervello (ma una lingua molto lunga si’, aggiungo io). Ha annunciato un ricorso, come e’ legittimamente previsto dal nostro ordinamento giudiziario, contro una sentenza.
E?
Davvero, se non ho colto (mal di testa impera), ti prego di spiegarmi meglio.
P.S.: e come fonte attendibile citi il giornale? C’mon…
Grazie a Gloria per avermi dato il benvenuto!
Per Giul: Mai detto che l’archiviazione di De Magistris non fosse giusta. La mia domanda infatti era un’altra. Che poi non si debba leggere il Giornale perché fa male alla retina…Sottoscrivo: hai detto cosa buona e giusta.
Per nirnaeth: L’accenno a Travaglio era solo informazione. Lui ha offeso una persona (condivisibile per carità), e un tribunale ha riconosciuto l’offesa subita. Tutto qui, il tuo mal di testa non c’entra.
Non c’era nulla di particolare da cogliere.
Saluti bed
Sinceramente non vedo il punto dell’articolo, o meglio non mi risulta chiaro quali conclusioni se ne debbano trarre.
Travaglio, Di Pietro, De Magistris e Berlusconi sono tutti uguali perché hanno pendenze con la legge?
Chi di spada ferisce di spada perisce?
Sono una chierichetta della chiesa delle libertà e devo riuscire a screditare le poche persone che, nonostante i possibili errori, riescono a mantenere un minimo di decoro nel panorama politico/informativo/istituzionale italiano?
A me, nonostante tutto, risulta chiara la differenza tra un Travaglio e un Giordano, tra un De Magistris e un Ghedini, tra un Di Pietro e un Berlusconi.
Ma se l’evidenza fosse chiara a tutti non vivremmo in Italia e non mi troverei nemmeno a dover difendere personaggi che, idealmente, appartengono ad un’area di pensiero molto distante dalla mia.
“Per Giul: Mai detto che l’archiviazione di De Magistris non fosse giusta. La mia domanda infatti era un’altra.”
Infatti non l’hai detto, l’hai solo insinuato.
La domanda che hai posto, sinceramente, è un insulto all’intelligenza del lettore.
Chi è stato trasferito? Chi è stato pubblicamente lapidato per mesi sulla base del nulla più totale? Chi ha promosso leggi per salvarsi dai processi che aveva in corso e per favorire la propria azienda? Chi ha fatto eleggere in parlamento tutti i propri avvocati difensori? In sostanza chi detiene il potere in questo paese?
Trova una risposta a queste domande (se ne potrebbero porre molte altre, ma sarebbe noioso) e, forse, noterai l’inconsistenza della tua.
Ripeto, non entro in merito all’esito della vicenda di De Magistris,e non insinuo che non sia una giusta conclusione. Io mi sono solo chiesta se fosse successo a Ilvio una cosa simile che cosa avremmo pensato tutti…
Che berlusconi sia una persona, nelle migliori delle ipotesi “poco onesta” è noto a tutti, e guarda, conosco bene le vicende che hanno portato Ilvio a restare alla presidenza del consiglio anziché finire in carcere, tutte le domande che hai formulato, me le sono già poste e hanno già trovato una risposta.
Se, da elettrice consapevole e informata, vedo cose che mi fanno storcere il naso da chi si oppone all’illegalità di Ilvio e le faccio notare, credi che io sia una pidiellina chirichetta che tenta di screditare chi non sta dalla mia parte? Non potrei semplicemete essere una persona che vede le cose e le critica se non le stanno bene?
Io non sono né una chirichetta di Ilvio, né di nessuna altro schieramento politico. Tendo a pensare con la mia testa (pensiero discutibile per carità) e se uno porta avanti un’idea che ritengo giusta la appoggio, ma questo non significa che non debba notare gli scivoloni o le cose che non mi vanno, solo perché fino a quel momento ha fatto cose “buone”.
Il mio intento era solo quello di notare anomalie anche in chi non è berlusconi. Anomalie che a me hanno fatto pensare e mi hanno allarmato. Tutto qui.
Mi spiace che tu abbia trovato inconsistente il mio pensiero.
bed
Nirnaeth:
Forse non mi sono spiegato (non è la prima volta)
Lo sconforto viene dall’impotenza di poter fare un qualcosa che aiuti i Travaglio ecc. nella loro lotta alla CRIMINALITA’ POLITICA.
La dittatura politica che CI soffoca, non impedisce che “” Alcuni “” possano parlare, così facendo, fanno credere (e ci sono molti cretini che lo fanno) che vi sia libertà, quando invece nella realtà, la massa dell’informazione è schierata compatta a ridicolizzare e minimizzare gli sforzi di coloro che rischiano in proprio nell’interesse di tutti. Basta leggere Libero, il giornale del “”famoso BETULLA infiltrato nei servizi segreti al servizio del Padrone) e di Feltri, forse il più viscido dei giornalisti del “” Padrone “” per rendersi conto della meschinità, faziosità e indecenza a cui si può arrivare in difesa di interessi inconfessabili. La DEGENERAZIONE morale di un vecchio che, facendosi forte del proprio denaro e POTERE acquista sulla piazza POLITICI, e “” Donnette disposte a tutto), fa del nostro Paese un esempio di Governo inqualificabile dal punto di vista morale e inaffidabile dal punto di vista Politico.