Come sono nate le emoticons

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Quattro chiacchere con Scott Fahlman, informatico statunitense, il primo a inserire le faccine in un documento nel lontano 1982

Buzzfeed ha intervistato un pezzo di storia, ovvero l’inventore delle emoticons.

LE FACCINE SONO FIGLIE DI QUALCUNO - Se voi siete convinti che le faccine siano figlie della consuetudine sappiate che vi sbagliate di grosso. Si tratta del frutto dell’intuizione di un individuo che le usò per la prima volta quando i telefoni cellulari erano ancora delle cabine telefoniche portatili, quando i computer funzionavano con DOS e quando la Apple iniziò la sua crescita e Steve Jobs aveva ancora i capelli.

IL CONTESTO STORICO - Con il passare degli anni si arrivò all’abuso delle faccine, piazzate in ogni dove: nelle mail, negli sms, nei forum, nei commenti di autorevoli editoriali, sulle lavagnette degli uffici, sui parabrezza impolverati. Una diffusione quasi asfissiante, che ha portato questo simbolo a perdere di significato. Cosa mi costa mettere una faccina simile – :) – a seguito di una e-mail polemica? Un’ipocrisia, corretto, ma ditemi voi chi non ha vissuto un’esperienza simile. E non solo a lavoro, anche in una chattata con la vostra fidanzata.

LA NASCITA DI :-) - Dopo questo preambolo ecco a voi Scott Fahlman, di mestiere informatico. La sua intuizione è datata 1982 ed ha usato l’emoticon per la prima volta l’emoticon in un messaggio inviato ad una bacheca elettronica della Carnegie Mellon proponendo di usare le “faccine” per distinguere post seri da messaggi più scherzosi. :-) serviva per indicare un commento scherzoso. :-( invece voleva dire “argomento serio”, ma come si accorse lo stesso Scott in breve tempo divenne sinonimo di “dispiacere, frustrazione, rabbia”.

I PENSIERI DI SCOTT FAHLMAN - “Non ho mai rivendicato l’invenzione dell’emoticon -ha spiegato Fahlman-. Io sono solo il primo, o uno dei primi, che ha avuto l’intuizione di usare queste faccine per indicare o gioia e felicità o tristezza e serietà. Secondo me il primo emoticon della storia, almeno in inglese, è il punto esclamativo, vecchio di anni”. Fahlman condivide l’idea che oggi gli emoticon sono sopravesposti. “Un nuovo utente si diverte a postare faccine nella stessa maniera in cui si sollazza a provare dieci font diversi su un file di testo. Penso sia una deriva incontrollabile. Anche io ne abuso, ma mi chiamo Scott Fahlman e quindi mi sopportano”.

FACCINE SENZA NASO? SEMBRANO RANE - Anche se non riconosce la paternità delle emoticons, Fahlman ammette che le due che ha “creato” sono le faccine che apprezza di più, assieme a quella che fa l’occhiolino – ;-) – . Purtroppo, e ce lo metto visto che sono un appassionato del genere, l’inventore delle faccine non apprezza la versione priva di naso – :) – in quanto secondo lui ricordano i volti di una rana. Altra versione odiata dall’informatico statunitense è la palleta gialla modello MSN: “sono brutte ed eliminano la fantasia e la creatività che si nasconde dietro dei caratteri ASCII, come ad esempio la faccina dell’omino sorridente con gli occhiali – 8-)- o la linguaccia – :-P - “. Ricordate, stiamo parlando di un informatico.

CROLLO DI FANTASIA - E a proposito di fantasia, Fahlman cade proprio sull’ultima domanda, quella relativa alla faccina – = -) -. L’uguale non riesce a dargli d’idea di un occhio umano. Forse di un leone, Ma secondo lui si tratta di un’emoticon inutile, priva di significato. Si, è vero. Un uguale a posto degli occhi è quanto di meno naturale esista al mondo. Quante persone conoscete con le pupille verticali? Ma visto che si parla di fantasia, spensieratezza, gioco, quest’ultimo appunto così netto e tranchant lascia delusi. Le faccine vanno misurate, non amplificate senza senso, ma ricordiamoci che rappresentano un moto di fantasia e tenerezza, e se ne accettiamo una, accettiamole tutte. E poi in verità, come fa Fahlman a vedere in questa – :-P- Abramo Lincoln o il Papa?

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