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pubblicato il 5 maggio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

Tra migliaia di proposte agli atti di Camera e Senato puntualmente spuntano disegni di legge bizzarri o quantomeno evitabili. Per fornire un chiaro esempio di questa degenerazione ne abbiamo elencati alcuni tra quelli che vorrebbero l’istituzione di giornate della memoria.

Celebrare avvenimenti storici per evitare che lentamente vengano dimenticate è uno dei doveri ai quali una società che si ritiene davvero civile deve necessariamente sottostare: il tutto affinché non incorra oggi negli errori già commessi a suo tempo e affinché possa trarre insegnamenti positivi anche dalle esperienze più drammatiche. Le giornate della memoria vanno in questa direzione e ci aiutano a riportare alla luce episodi e testimonianze il cui ricordo è fondamentale per affrontare con lucidità e il necessario senso critico i problemi di oggi: olocausto, mafia, terrorismo, ogni guerra e og14810 dsc 0164 Le 365 giornate di Montecitorio (e Palazzo Madama)ni strage, non meritano di sparire dalla nostra mente, e, insieme a loro, non lo merita nemmeno il sacrificio dei martiri che hanno pagato con la vita il semplice fatto di essersi adoperati per contrastarli.

L’IMPENNATA – Negli ultimi 13 anni (4 legislature, compresa quella in corso) il numero delle proposte che riguardano l’istituzione di giornate della memoria è in costante crescita. Da una decina di proposte del quinquennio ‘96-2001 si è passati ai circa settanta disegni di legge presentati durante l’esperienza di centrodestra 2001-2006, lo stesso numero di proposte raggiunto in soli due anni durante il governo Prodi 2006-2008. Ed oggi la tradizione continua: nel primo anno di lavori della XVI legislatura i progetti di istituzione di giornate nazionali o della memoria agli atti di Camera e Senato sono già quaranta. Purtroppo, però, l’impennata riguarda anche proposte di introdurre ricorrenze di dubbia necessità: al fianco dell’iniziativa di parlamentari di ogni schieramento che propongono l’istituzione di giornate nazionali contro terrorismo, criminalità, pena di morte, guerre, oppure in memoria delle vittime che quei mali hanno mietuto, in altri disegni di legge si chiede che vengano commemorati eventi e uomini di tutt’altro calibro.

IN PRINCIPIO – Nel ‘99, ad esempio, in entrambi i rami del Parlamento, parallelamente alle proposte di istituzione di giornate nazionali contro la pena di morte o in ricordo dei deportati nei campi di concentramento, furono presentati ddl che rendevano onore al nostro Alessandro Volta. Non ce ne voglia la buon anima del nostro illustre fisico, ma se volessimo celebrare tutte le grandi personalità italiche che la storia ci ha consegnato faremmo davvero notte e a stento basterebbe il calendario. Al Senato ci aveva pensato il Sen. Sergio Travaglia (Forza Italia) a presentare il progetto di Istituzione della Giornata della Riconoscenza in memoria di Alessandro Volta come simbolo significativo del contributo italiano alla Rivoluzione Industriale, mentre alla Camera fu l’On. Mario Alberto Tobarelli, anch’egli forzista, a proporre l’Istituzione della giornata dell’innovazione tecnologica in memoria dell’invenzione della Pila di Volta. “La Rivoluzione industriale può essere considerata un punto di arrivo, ma anche di partenza, dell’inarrestabile processo scatenato dalla borghesia per il miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità“, si spiegava in una delle relazioni che accompagnava gli articoli. E nonostante l’esame di questi ddl non iniziò mai, non si scoraggiarono affatto i due firmatari. Sia Travaglia che Tobarelli non esitarono a presentare gli stessi progetti anche nella legislatura successiva, ottenendo lo stesso scarso risultato che avevano raccolto precedentemente.

STRANE IDEE – E in genere tra questo genere di proposte è raro che qualcuna vada in porto. L’unica eccezione di quel periodo fu quella, risalente al 2002, di istituire la Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare, proposta che  Le 365 giornate di Montecitorio (e Palazzo Madama)il governo Berlusconi II fece sua ed approvò dopo che era stata inizialmente avanzata dalla Sen. Rosa Stranisci (Democratici di Sinistra) e dall’On. Giovanni Carbonella (Margherita). Nulla di male, ovviamente, ma è leggendo tutte quelle non esaminate che, a volte, può scappare una risata. Non ebbero, ad esempio, buon fine i progetti di istituzione della Giornata nazionale dei servizi pubblici locali, della Giornata della sicurezza del trasporto aereo (Sen. Luigi Malabarba, gruppo misto), della Giornata della lingua italiana (Sen. Lucio Zappacosta, Alleanza Nazionale) e, dulcis in fundo, di due creature targate Sen. Melchiorre Cirami (Udc): la Giornata celebrativa della ricorrenza storica del settecentesimo anniversario del trattato che sancì la Pace di Caltabelotta e la Giornata nazionale delle comunità di bonifica e delle città di fondazione. Si tratta di idee innovative delle quali i nostri parlamentari sono tenaci sostenitori: sono disposti a destinare ogni sforzo pur di portarle a termine, a volte a distanza di anni le ripresentano in parlamento perfettamente identiche alle precedenti.

REPETITA IUVANT - Non mancano esempi per dimostrare questa tenacia. La proposta di istituire la Giornata nazionale dei bonificatori, avanzata a fine 2004 e inizio 2005 dai senatori Riccardo Pedrizzi (Alleanza Nazionale) e Piergiorgio Stiffoni (Lega Nord), giunse perfino al tavolo delle commissioni parlamentari, riuscendo così ad arrivare dove altri non erano riusciti: tanto per citare un caso, l’esame del ddl che voleva istituire la Giornata nazionale contro il terrorismo e di quello che chiedeva l’istituzione del Giorno della memoria per le vittime di Hiroshima e Nagasaki non cominciò mai. Ecco cosa si legge in una delle relazioni: “Il ricordo e l’omaggio alla figura del bonificatore assumono un grande valore pedagogico, anche allo scopo di riaffermare che progresso, civiltà, lavoro e solidarietà presuppongono un patrimonio di valori e un bagaglio culturale che non devono mai essere dispersi ma devono essere custoditi gelosamente“. E durante il successivo biennio di governo del centrosinistra ancora una volta Pedrizzi, che intanto fu rieletto alla Camera, e Stiffoni riproposero tale e quali i loro ddl. Questa volta, però, non ci fu tempo per lavorarci su. E non erano i soli al contrattacco: anche altri parlamentari non si tirarono indietro nel riproporre progetti antecedenti. Tra il 2006 e il 2007 furono riproposti le già menzionate istituzioni della Giornata della sicurezza del trasporto aereo, della Giornata nazionale dei servizi pubblici locali e della Giornata nazionale delle comunità di bonifica e delle città di fondazione (questa volta proposta però dall’On. Giovanni Marras di Forza Italia). New entry interessanti tra gli atti parlamentari furono la Giornata nazionale della concordia (proposta manco a farla apposta bipartizan, avanzata parallelamente dall’On. Simonetta Licastro Scardino di Forza Italia e dal Sen. Lorenzo Emilio Ria dell’Ulivo), la Giornata nazionale del sole (On. Grazia Francescato dei Verdi) e la Giornata nazionale in memoria delle vittime di tragedie causate dall’incuria dell’uomo e dalle calamità naturali (dell’On. Bruno Murgia di Alleanza Nazionale, poi ripresentata anche un anno fa). Da segnalare la proposta di istituire la Giornata nazionale della famiglia italiana (firmata dal sen. Mauro Cutrufo, poParlamentari1 Le 365 giornate di Montecitorio (e Palazzo Madama)i avanzata ancora nel 2008), da non confondersi dalla più classica e semplicistica proposta di istituzione della Giornata della famiglia, portata avanti qua e là da più parlamentari, e dalla Giornata del figlio.

BONIFICATORI AGAIN – E giungiamo, finalmente, ai giorni nostri. A parte incuria dell’uomo, calamità naturali e famiglia prettamente made in italy, durante il governo Berlusconi IV, in vita da dodici mesi, è rispuntata per la terza volta consecutiva la Giornata nazionale dei bonificatori, grazie all’inesauribile Piergiorgio Stiffoni della Lega. Ma tra le novità più esilaranti di quest’ultima legislatura merita senz’altro una citazione anche la proposta di istituzione della Giornata nazionale in memoria del centenario del conferimento del premio Nobel per la fisica a Guglielmo Marconi (On. Giancarlo Mazzuca, Popolo della Libertà), alla quale (per la serie “possiamo anche farne a meno”) possiamo poi affiancare due differenti idee partorite dalla medesima mente, quella del senatore pidiellino Cosimo Izzo: la Giornata nazionale del lavoro pubblico e il Giorno delle radici . L’On. Angela Napoli (Pdl) vorrebbe, invece, istituire il Giorno del ricordo delle vittime del dovere, mentre il Sen. Cesare Cursi (Pdl) vorrebbe celebrare la Giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili dai vaccini, il Sen. Stefano De Lillo (Pdl) parla di Giornata nazionale della vita, l’On. Elio Vittorio Belcastro (Mpa) vorrebbe la Giornata nazionale dello studente, l’On. Pino Pisicchio (Idv) propone la Giornata del rifiuto della povertà . Non ci resta che augurarci che le energie spese per mettere a punto questi disegni di legge, qualcuno ridicolo perché insignificante, qualcuno evitabile perché inutile, in un prossimo futuro vengano risparmiate per poi essere messe a disposizione di provvedimenti ben più importanti per i cittadini italiani.

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