Nelle more del Papi Silvio che sembra ormai l’unico argomento che appassiona l’intera penisola – ha ragione Ivanmez: si sono divisi male i compiti; lei avrebbe dovuto dedicarsi alla politica, lui allo spettacolo – ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha quasi aperto ufficialmente la crisi di governo. Il motivo: l’annuncio di Silvio, il quale ha dichiarato che voterà sì al referendum sulla legge elettorale. “Non mi sorprende Berlusconi, il suo sì lo capisco. Capisco quando
dice ‘non sono un masochista’ - ha detto Bobo – A questo punto bisognera’ vedere se masochisti sono Franceschini e il Pd che, per motivi tattici, per prendere qualche voto in piu’ alle europee, continuano ad appoggiarlo“. Secondo Maroni, al contrario, “bisogna evitare il danno, far si’ che non si raggiunga il quorum, perche’ una volta che il danno c’e', bisognera’ trarne le conseguenze. E tanti saluti“. Per il ministro, infatti, “è difficile se non impossibile per un Parlamento fare una nuova legge elettorale sotto la spinta di un esito referendario a quel punto carico di motivi politici“. Bisogna evitare che si arrivi al danno: ”Dare il potere assoluto ad un solo partito, quello di Berlusconi. Per questo dico che, dal suo punto di vista, lo capisco. Noi non siamo d’accordo, pensiamo che si debba mantenere un’articolazione di forze politiche. Il sì di Berlusconi ci preoccupa, per questo cercheremo di fargli correggere posizione“. Maroni si aspetta che “la sinistra, il Pd” a questo punto capiscano l’errore di appoggiare questo referendum che nei fatti li danneggia e che aiutino a non far raggiungere il quorum“. Per quanto riguarda una possibile vittoria del sì, a quel punto, per Maroni cambierebbe tutto: “Non si riuscirebbe a garantire governabilita’, se cambia la legge elettorale per volonta’ popolare, si puo’ non essere d’accordo, ma a quel punto bisognerebbe trarne le conseguenze… e tanti saluti“.
Berlusconi, pover’uomo, in questo momento dev’essere in tutt’altre faccende affaccendato. Quando però avrà finito di schivare i piatti virtuali che la moglie gli sta lanciando, potrebbe magari concentrarsi un pochino a spiegare perché dice che voterà sì a un referendum che modificherà una legge voluta da lui stesso. Non che sia reato cambiare idea, per carità; però sarebbe indicativo per capire in che grado di rapporto siamo rimasti con la logica e il principio di non contraddizione. Da parte sua, Maroni è il solito coniglio mannaro di forlaniana memoria. “Ne trarremo le conseguenze“, “Ne prendiamo atto“, e bla bla bla. Il repertorio della Lega si conosce. La si spara sempre più grossa, si porta la situazione al livello di crisi di governo, e poi d’un tratto arriva Umberto Bossi a ordinare la retromarcia. Anche se vincesse il sì al referendum, che interesse avrebbe la Lega a togliere la fiducia al governo? Per ritrovarsi alle elezioni anticipate con quel sistema elettorale che la penalizza, e quindi perdere sonoramente abbandonando poi anche le poltrone oggi occupate (compreso il ministero dell’interno)? Ma siamo seri. Analizzando la situazione e le forze in campo, è Maroni che dovrà dire tra poco “Stavo a scherza’, ahò. Scherzavo“. Di più: ad essere precisi, se davvero dovesse vincere il sì – è comunque difficile, ad oggi, che raggiunga il quorum – Berlusconi la Lega la potrebbe tenere, come si suol dire, per le palle (mi si scusi il termine). Mi metti i bastoni tra le ruote? Ok, torniamo a votare. Con la Lega che corre da sola, e rischia di finire come l’Udc. Un’ipotesi terrorizzante per chi si è appena seduto a tavola, e la crisi economica gli ha anche tolto parzialmente l’appetito. Se invece Bossi e gli altri rimangono al governo, dovranno fare una politica di forte distinzione rispetto al PdL, per farsi notare. Ma non la potranno fare contro il PdL, perché altrimenti scatterebbe il rischio-elezioni. Insomma, vada come vada: la situazione promette di diventare così divertente che ne vale davvero la pena, di andare a votare per il sì al referendum.
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Fantastico siparietto ieri sera sulla Rai nella trasmissione dedicata alla Champions League e alla semifinale Manchester-Arsenal. Fabrizio Failla (mi pare) chiede la linea allo studio dall’Inghilterra perché ha Var der Sar al microfono. Perché il portiere dei Red Devils è così importante? Ma perché è l’unico tra quelli in campo che ha giocato in Italia, e quindi parla la nostra lingua. L’intervistatore gli fa la solita domanda, l’ex Juve la capisce benissimo, ma comincia a rispondere in inglese. Parla una quindicina di secondi, quando l’inviato Rai lo blocca: “Può parlare in italiano, per favore?“, gli dice. L’olandese sbuffa, e, stufatissimo, alla fine si piega alle leggi dello show business. Se avesse continuato come aveva iniziato, ci saremmo tolti lo sfizio di sapere se l’inviato Rai a Londra sapesse l’inglese, oppure no. Così rimaniamo con la curiosità. Peccato.
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A proposito di Silvio e Noemi: “Domenica ho telefonato al padre della ragazza e gli ho detto che in poche ore mi sarei trovato a Napoli. Lui mi ha detto della festa e del compleanno. Questo signore io lo conosco da anni, e’ un vecchio socialista, era l’autista di Craxi” rivela il premier, che ribadisce di essere stato presente alla festa non per molto tempo. Lettera a Dagospia: “Ciao dago, volevo solo dire al presidente del Consiglio che l’autista di Craxi si chiamava Nicola Manzi, scomparso lo scorso giugno. Fu così fedele a Bettino da stargli accanto anche ad Hammamet. Solo per la precisione, eh“. Eh.
(vignetta di Artefatti. No, non parlava anche di noi)























“è comunque difficile, ad oggi, che raggiunga il quorum”
perchè?
Magari sarà stato il cameriere di Craxi. Mi risulta che ne avesse parecchi e dunque ci si può confondere
spero che il quorum si raggiunga, ad ogni modo ha ragione anche Parisi quando ipotizza che Silvio ha dichiarato il Sì per “spingere” gli antiberlusconiani a fare il bastian contrario.
Comunque la cosa divertente è vedere chi gioca più alto ’sto bluff in sostanza, con Berlusconi che è l’unico -come al solito- nella situazione di poter vincere qualcosa.
Il tizio di napoli muah. Leggevo oggi su La Stampa che è stato impicciato in una storia di tangenti nel 93…
Secondo me Berlusconi vota si di proposito. Si creano i presupposti per
a) una crisi di governo
b) elezione di un parlamento di fedelissimi in seguito alla crisi di governo
c) Quirinale
Ecco perché vota si, a mio avviso eh …
se le donne capissero che gran fortuna hanno ad aver un uomo accanto a loro che le coccola e le vezzeggia
se le donne capissero che l’ uomo è cacciator di papere
che per tenerlo buono devi saper essere moglie ed amante
che devi a tua volta meritare le sue attenzioni, carezzarlo e valorizzarlo
che non puoi presentarti al suo cospetto in bigodini e vestaglione
che non puoi rispondergli in modo sgarbato, come non accetteresti mai che lui facesse con te
che non puoi rompergli i maroni mentre guardi 90 minuto
Alla fin fine, questa storiella delle candidate, di veronica, del “Papy” pare inventata apposta da Berlusconi per distogliere l’attenzione dai contrasti tra PdL e Lega e anche dalla INCREDIBILE vicenda della copertura finanziaria del decreto terremoto, di cui infatti (quasi) nessuno sta parlando.
C.
Comicomix ora mi metto il tuo commento come status
@paolo
sei guzzanti?
http://www.paologuzzanti.it/?p=989
http://www.paologuzzanti.it/?p=992
L’analisi sta in piedi.
@Enrico,
No, ho la barba ma non sono Guzzanti.
Suppongo di dovere delle scuse a Guzzanti: se è plagio, è stato del tutto involontario. E’ un po’ di giorni che ci pensavo, tutto qui.
Se lo dice lui, potrebbe davvero essere un’opzione contemplata dal “papi”.
“Berlusconi, pover’uomo, in questo momento dev’essere in tutt’altre faccende affaccendato. Quando però avrà finito di schivare i piatti virtuali che la moglie gli sta lanciando,”
…e chi lo dice che il lancio dei piatti sia solo virtuale?…aspetta che torni a casa il Berlusca!
@ Penelope:
“che per tenerlo buono devi saper essere moglie ed amante
che devi a tua volta meritare le sue attenzioni, carezzarlo e valorizzarlo”
…per tenerlo buono…meritare le sue attenzioni!!?? scusa ma c’è un pò di schiavismo antico e sottomissione nelle tue parole!
secondo me a Berlusconi conviene che vinca il si’ al referendum e che cada il governo: in caso di elezioni politiche con la legge bipartitica vincerebbe fino al 2030 anche senza fare le campagne elettorali. Tutti i leghisti voterano pdl in virtu’ del voto utile. L’elettorato padano, infatti, per quanto possa avere in simpatia Bossi and company, non permetterebbe mai che la guida del paese vada al pd… E il pd quando ci arriva al 40/45%?
…..giusto un pizzichino
Penso che non sia chiarissimo che se passa il referendum al Senato la coalizione che prende più voti si becca il 60% su base regionale.
Ora prefiguriamo uno scenario Lega – PdL divisi.
In Lombardia e Veneto già oggi la Lega tiene testa al PdL, se fosse sola non sarebbe difficile il sorpasso (tenendo conto che verrebbe anche aiutata dal voto utile avversario)e comunque sarebbe tutto possibile, anche una vittoria del Pd se si riprendesse.
In Piemonte, Friuli e Liguria il Pdl senza Lega viene battuto dal Pd.
In trentino, valle d’aosta, marche, emilia, toscana e umbria vincerebbe il pd.
Al sud oggi il Pdl vince ma sappiamo bene come l’elettorato locale si sposti salendo velocemente sul carro del vincitore. E’ probabile comunque che si rischino due maggioranze diverse, e comunque il senato rischia sempre di essere in bilico. Per finire: non si può comunque ragionare con i numeri attuali in cui si stravince, perchè alle elezioni politiche il vantaggio si assottiglierà e il tempo cambia le situazioni.
Donato, per me far cadere governi “per sport” non è quasi mai una buona idea, la tenuta degli esecutivi è una delle tre/quattro cose a cui sono sensibili gli elettori (sarà un caso, ma chi non è riuscito a portare a termine la legislatura senza rimpastoni, ribaltoni, cadute, cambi di alleanze, ecc.)(praticamente tutti) è stato poi bastonato al giro successivo al grido di “vabbè, vediamo che fanno questi altri”. Gli scenari in politica fanno presto a essere stravolti (lo stesso PdL era dato alla frutta… e poi Veltroni fu). E non si è ancora mai visto cosa potrebbe fare e dove potrebbe arrivare il PD con in sella un leader.