Economia

Nuovi cali in arrivo, come resistere

30 aprile 2009

Le borse in altalena possono essere una discreta opportunità, ma come investire? Qualche idea per chi, nonostante tutto, ci vuole provare.

(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore)

Siamo pronti a scendere di nuovo. Dal 20 novembre a natale il Dow Jones ha recuperato il 20%, da inizio gennaio al 10 marzo ha perso il 28% e da allora è risalito del 23%. I listini europei, come il Dax tedesco o il Cac 40 francese hanno andamenti simili. Milano ha “mancato” il rimbalzo di fine anno perdendo quasi il 50% da novembre a marzo, con i quattro quinti del calo concentrati dopo l’epifania. La ripresa marzo-aprile invece è stata più forte (+47%) aggravando i rischi di una pesante correzione. Per quelli che hanno rimesso il naso sulle azioni forse è il caso di incassare i guadagni e rimettersi alla finestra, oppure rimanere sul mercato seguendo le strategie più conservative. Ne illustrerò 4-5, sono una versione adattata di quelle usate dai gestori di fondi comuni americani che meglio sono sopravvissuti ai crolli degli ultimi 16 mesi. Prima però vorrei chiarire perché mi iscrivo tra i “bearish“, cioè tra coloro convinti che il segno meno sarà una costante da qui all’inizio dell’estate. Nell’azzardo inevitabile in ogni previsione rimetto in gioco quel minimo di credibilità che mi viene dall’aver azzeccato la tempistica degli ultimi due rally (rialzi prolungati) e di averli segnalati proprio qui e qui

LA CARICA DEGLI OTTIMISTI - La mia posizione è tutt’altro che maggioritaria: ogni giorno gli ottimisti vedono crescere le loro fila. Alla base del loro ragionamento tre assunti: il punto più basso della recessione è stato superato, non ci saranno altri fallimenti tra le banche americane e storicamente il rialzo degli indici anticipa di due-tre mesi la vera ripresa, specie perché solo in questi periodi di incertezza le valutazioni delle imprese quotate (su tutti il rapporto prezzo/profitti) è veramente conveniente. Tutto vero: tanto che se si ha un orizzonte di investimento di almeno un anno e si è entrati nel mercato a marzo, si hanno buone probabilità di realizzare dei guadagni. Mentre gettarsi sul mercato già ora per raccogliere i frutti della ripresa appare prematuro. Infatti non esiste nessun potere anticipatorio da parte dei listini, che si susseguono in una serie di tentati rialzi (e successive correzioni) finché l’economia reale non da ragione alle loro scommesse. Non che gli indicatori macroeconomici siano particolarmente affidabili: difficile distinguere tra quelli che “predicono” la ripresa da quelli che semplicemente certificano le difficoltà dei mesi precedenti. Ognuno può trovare conferma nei numeri alle proprie ipotesi. Gli ottimisti sottolineano come le richieste di sussidio dei disoccupati americani si siano ridotte o che il calo dei profitti delle grandi aziende è stato “solo” del 37% contro oltre il 60% del trimestre precedente. I pessimisti si concentrano sul continuo calo dei consumi, l’alto debito delle famiglie americane e i dubbi risultati dello stress test imposto dalla Federal Reserve alle banche statunitensi.

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