Roma squadra aperta
30/04/2009 - LE TRATTATIVE – Intanto la società ha un altro aspirante acquirente; anche stavolta si tratta di un gruppo straniero, e come nelle altre occasioni l’affare viene dato per fatto dagli osservatori e finisce per essere smentito a stretto giro
LE TRATTATIVE – Intanto la società ha un altro aspirante acquirente; anche stavolta si tratta di un gruppo straniero, e come nelle altre occasioni l’affare viene dato per fatto dagli osservatori e finisce per essere smentito a stretto giro di posta dalla proprietà. La versione ufficiosa comincia a circolare qualche giorno fa. Gli interessati sono il finanziere tedesco Volker Flick, già azionista della Daimler
(il gruppo ex proprietario del marchio Mercedes), e l’italiano Vinicio Fioranelli, il quale – sono pronte a giurare le voci – si è incontrato con l’avvocato Gianroberto de Giovanni, legale di fiducia della famiglia Sensi, per definire i dettagli dell’accordo. Voci di giubilo soprattutto nell’etere romano, dove tramite le radio la voce dei tifosi si fa sentire sempre più forte come in occasione delle precedenti trattative, Nafta Mosca e Tacopina-Soros, poi finite in una bolla di sapone; soprattutto, comincia il solito avvincente “Chi l’ha visto?”: “E’ tutto fatto“, giurano i radioascoltatori sicuri come non mai, mentre i protagonisti delle trattative vengono via via avvistati in dieci alberghi diversi e sempre con la penna in mano già bagnata d’inchiostro e lo champagne già versato nelle coppe. E nel frattempo circolano voci ancor più entusiaste, secondo le quali le intenzioni della cordata sono quelle di depositare un’offerta totalitaria di acquisto, come prescrive la legge per le società quotate in Borsa. Un caso unico nella storia del mercato italiano: arriva un padrone che potrebbe tranquillamente portarsi a casa meno della soglia del 30%, ma decide di diventare un benefattore per i piccoli azionisti. Ovviamente il titolo, in tempi di magra come questi, guadagna un sontuoso 24% a Piazza Affari, dove molti hanno comprato e – come sempre accade – qualcuno ha venduto, come ai bei tempi di George Soros. Se non che, a freddo, arriva il comunicato guastafeste dell’Italpetroli: “Non è noto l’interesse della famiglia Flick come riportato dalla stampa. I contatti attualmente in corso con i soggetti che hanno manifestato il proprio interesse sono, allo stato attuale, in una fase di verifica dell’esistenza dei presupposti per poter valutare eventuali operazioni”. Ma la smentita non smentisce, secondo molti, e due ipotesi cominciano a farsi strada. La prima addirittura regala la data per la firma dell’accordo: prima il 28 aprile, poi il 2 maggio a Borsa chiusa (per fortuna). La seconda dipinge uno scenario nel quale entrerebbero nuovi soci a portare denaro fresco, ma il controllo rimarrebbe alla famiglia Sensi. Che
stavolta, rispetto all’epoca dello sbarco di Soros, avrebbe maggior potere contrattuale visto che ha ottenuto l’autorizzazione a costruire lo stadio dal Comune e potrebbe quindi voler rimanere al timone, nonostante si sia sempre detto che Rosella vuole lasciare il prima possibile. Un nuovo socio, o un gruppo di soci, che prenda il posto di Unicredit e gestisca insieme alla famiglia Sensi la società. Oppure un cambio radicale di proprietà e, con esso, di obiettivi sportivi – come sperano i tifosi. Oppure ancora l’ennesima bolla di sapone. Ai posteri l’ardua sentenza.
AH! LOOK AT ALL THE LONELY PEOPLE… - Questa società e questa guida tecnica hanno fatto il loro tempo. Hanno dato tutto quello che potevano dare, e arrivare per tre anni secondi è stato un grandissimo risultato viste le difficoltà economiche e ambientali nelle quali hanno lavorato. Grazie, è stato bellissimo, arrivederci. Sarebbe bello poterlo dire senza scoprirsi calcisticamente terrorizzati a pensare cosa potrebbe esserci nel futuro prossimo. Anni di “silenzio” e di vivacchiate più o meno deprimenti dalle parti delle zone medio alte, ben sapendo che le vette sono off limits. Con il pensiero pazzo che se quest’anno si fosse cominciato con il piede giusto – il rigore di Totti nella Supercoppa - tutto, come in Sliding Doors, sarebbe potuto cambiare. Fantasie da limbo, intanto che i Flick comprano tutto e arriva Baldini, oppure Caltagirone rilancia ed entra nell’affare. Affare?













prostata, non c’è più l’Intertoto (almeno gestito dall’UEFA). Se arrivi sesto ti fai l’Europa League (ex- Coppa UEFA)ma devi partire dal penultimo preliminare, ovvero giocare la prima gara il 30 luglio.
Ricchiuti: vale quanto detto a Prostata. Colla riforma delle Coppe arrivare sesti da quest’anno in Italia è come se si disputasse l’Intertoto.
Fra l’altro per la Juventus di Ancelotti quell’edizione di Intertoto fu anche peggio di quella del Napoli, giacché dovette disputare 6 gare per arrivare al primo turno di UEFA, e non 4 come il Napoli (finale più secondo preliminare). Comunque la Sampdoria l’anno scorso più di tanto non ne fu colpita (arrivò a piazzarsi comunque in Coppa UEFA).