Roma squadra aperta

30 aprile 2009

La società giallorossa al redde rationem: dalle ultime deluldenti prestazioni alle voci d’acquisto in borsa, presente e futuro per la squadra della capitale

“Roma-Inter 0-4, Roma-Juve 1-4, Lazio-Roma 4-2, Fiorentina-Roma 4-1. Basta!“. In questa scritta comparsa sui muri di Trigoria l’altroieri, e subito rimossa – dicono – dagli addetti, vi è una perfetta sintesi della stagione che sta vivendo il tifoso giallorosso. Una stagione che dovrà definirsi disastrosa anche in caso di miracoli come la qualificazione in Champions League - giusto la matematica rimane a crederci – e che andrà in ogni caso ricordata per quelle partite, perché rappresentano nel loro “dramma” una perfetta rappresentazione della situazione odierna. Nonostante il prologo di  infinite chiacchiere sull’allenatore che ha incontrato la “concorrenza” in estate, e i soliti mugugni su una società che non investe mai abbastanza, a quanto sembra, le prospettive non sembravano malaccio. 

CHI MAL COMINCIA…- E la stagione non era cominciata sotto i peggiori auspici. Aver dato Amantino Mancini all’Inter, dove il giocatore ha dimostrato tutti i suoi limiti tecnici e psicologici, era stata una soddisfazione. L’acquisto di Loria sembrava il meglio che il mercato dell’usato offrisse. Riise non era male, anche se sapeva un po’ di pensionato d’oro (come Juan l’anno prima, del resto). Menez una scommessa, d’accordo, ma chissà perché, per la legge dei grandi numeri, prima o poi una scommessa la si può anche vincere a Roma, no? Baptista, cavolo, finalmente uno forte fisicamente. E poi è una garanzia: tira da fuori e becca la porta, di sicuro rispetto a Perrotta si migliora. Poi c’erano gli altri, che venivano da un campionato da eterni secondi, ma stavolta a un passo. Totti recupera, dicono le gazzette del popolo – della Corea del Nord sotto Kim II Sung – Vucinic può definitivamente esplodere, Mexes e De Rossi una garanzia, l’esperienza ce l’ha Panucci. E infatti la partenza è stata shock. Nel senso che raramente era andata così male. Stavolta sembra davvero incredibile, visto che la stagione di Spalletti è la terza, e taluni errori di preparazione sembravano essere stati evitati già l’anno scorso. Invece niente. Infermeria piena, e non si capisce perché; ma a un certo punto addirittura si cambia il medico sociale; intanto, ne succedono di ogni tipo: un giocatore come Aquilani decide che vuole curarsi solo dove dice lui, litiga con la società, si infortuna, poi ritorna, s’infortuna di nuovo e sparisce. Uno come Juan sparisce dopo poche partite, e i suoi sostituti o litigano con l’allenatore o sono troppo scarsi per potersi permettere anche quello. Riise è l’ombra di sé stesso e fatica ad adattarsi al calcio italiano, Tonetto, il suo sostituto naturale, sembra peggiorare ogni momento. Cassetti si fa male oppure fa peggio, e via ridendo per non piangere.  

GLI ARBITRI… - Quando si perde va tutto storto, e spesso si cerca di prendersela con qualcun altro. Quest’anno a Roma ha ricominciato a sentirsi distintamente la cantilena degli arbitri; che, diciamolo, può valere per qualche caso – a Milano in Coppa Italia con l’Inter - ma rimane che se ti rubano un corner, non per questo sei giustificato quando prendi goal nella stessa azione. Sei solo cornuto e mazziato. E poi, quando ti ripagano con qualche altro regalo, è impossibile vederci un complotto. Da fessi pensare che lo sia quando ti espellono un giocatore ogni due partite, e quasi sempre giustamente. Poi ci sono gli errori ricorsivi. Non a caso, in qualcuna delle partite citate all’inizio la Roma ha preso un gol nei primi minuti del primo e/o del secondo tempo; ha sbagliato il fuorigioco; e ha subìto un’espulsione. La prima di queste evenienze è, nella sua variante post intervallo, una simpatica costante della squadra di Spalletti; come se fosse impossibile rientrare in campo con la stessa concentrazione degli avversari, oppure qualcuno beve camomilla durante il quarto d’ora di riposo. E non è l’unica situazione nella quale si nota una certa tendenza a incaponirsi sullo stesso tipo di errore, da parte della guida tecnica. Basta riandare alla partita con la Fiorentina per rendersene conto: Riise, che ha fatto bene da centrale ed è in crescita, gioca esterno a sinistra; al centro va Cassetti, che di suo sarebbe terzino destro; in panchina Loria (e si capisce) e Diamoutene, che in effetti sarebbe centrale di ruolo, di suo. Cassetti comincia male, viene ammonito, nell’intervallo ti aspetti la sostituzione, e invece no: ecco di nuovo l’ex Lecce in campo, pronto a perdersi due volte su due Gilardino che fa due goal. Non è stato l’unico caso (Loria a difendere il pari qualche partita fa), ma è anch’esso sintomatico di un allenatore che è stato decisivo nei primi due anni per far raggiungere o ritrovare a un gruppo la consapevolezza di sé, ma che è stato altrettanto decisivo nell’incapacità di apprendere dai propri errori, e dal ripeterli. Per vincere qualcosa ci vuole gente che costruisca squadre solide, e la solidità è una questione di testa. Se a Mexes, dopo anni di calcio italiano, viene ancora voglia di prendere a capocciate l’avversario, significa sì che si è perfettamente integrato nel clima romano, ma anche che qualcuno è incapace di far maturare le teste calde. E a proposito di teste calde, è vero che Cassano è quello che è, da tutti i punti di vista, e si è comportato come si è comportato. Ma il figlio di Totti è ancora troppo piccolo per puntarci tutto da oggi.  

22 commenti a Roma squadra aperta

  1. ricchiuti

    Bel pezzo. Esaustivo e spietato, che non lascia alibi. Auguro alla Roma di continuare ad essere competitiva. Nonostante tutto è ancora in zona Uefa.
    Per il futuro, su Baldini non mi esprimo. Una accoppiata direttore volpone-presidente neofita dovrebbe essere scongiurata dalla logica.
    Mi auguro che chiunque venga si diverta. La Roma è un affare come può essere un affare investire nel calcio italiano. Molte polemiche, molti intoppi, nessuna collaborazione, molti stimoli, molto per riempirsi una vita fatta solo di numeri. E in questo senso Sensi non ha avuto tutti i torti a giocarsela.

  2. Rado il Figo

    Occhio che se la Roma arriva sesta, si dovrà sciroppare ben due turni di preliminari in Europa League, ovvero iniziare la stagione europea già il 30 luglio 2009.

  3. cordapazza

    Bel pezzo davvero, godibile anche per i profani: dimostra la penna felice del Nostro quando scrive di calcio(dovrebbe farlo più spesso).
    “Aver dato Amantino Mancini all’Inter, dove il giocatore ha dimostrato tutti i suoi limiti tecnici e psicologici, era stata una soddisfazione”:
    secondo me, soprattutto, però, dimostra i limiti del suo tecnico nel saper usare questo eccezionale calciatore e nel trovargli il suo ruolo naturale nella squadra..

  4. ricchiuti

    Bè, non credo che il problema sia di Mou. Ha esterni in grado di fare la fase difensiva. Se Mancini non può, non gioca. Mou non fa sconti.Però almeno ci risparmia spettacoli inverecondi come il Figo lasciato a marcire in una partita che devi vincere.

  5. cordapazza

    ah, dice che non fa sconti e fa giocare Figo??
    comunque mi risulta che sia Quaresma che Mancini siano stati fortemente voluti dal signor Mou in vista di quello che era, agli inzi, il suo schema di squadra e di gioco. Poi ha snaturato il suo credo e ha cambiato in corso d’opera, ritornando al modello di R.Mancini (ammazza che ventata di novità ha portato).
    Comunque non ho la capacità di impelagarmi in discorsi tecnici di calcio, lo sai.

  6. Michele

    Se vi ricordate, nelle prime uscite stagionali Mourinho ha provato il tridente con Ibra centrale e l\’improbabile coppia Quaresma-Mancini – costata a Moratti credo una quarantina di milioni – sugli esterni.
    L\’esperimento è durato poco più di un mesetto, poi lo Special One si è accorto che allenare in Italia non è come farsi una partita a \”Scudetto\” e ha ripiegato su quel tipo di moduli che gli hanno permesso di schierare giocatori più solidi, affidabili e continui di Amantino e desaparecido Quaresma.
    L\’esempio Inter si lega bene al gran bel pezzo di Alessandro, perchè evidenzia come anche con un mercato sbagliato si possa comunque fare una stagione dignitosa (l\’eventuale scudetto sarebbe l\’obiettivo minimo per l\’Inter dopo la precoce eleminazione in Champions).
    \”Basta\” avere un minimo di struttura societaria alle spalle e una capacità di investimento adatta al calcio di oggi. Due caratteristiche che purtroppo non sono proprie della Roma attuale.
    Suggerisco come oggetto di un prossimo articolo sulla Maggica una succosa esegesi della \”lettera\” di Pippo Marra di ieri. Un tema su cui la redazione sportiva potrebbe davvero sbizzarrirsi…

  7. ricchiuti

    Fa giocare Figo quando gli serve un uomo che crei la superiorità numerica sulla fascia. Non lo so se tatticamente sia tornato al mancinismo, a me non sembra nel senso che ricordo una Inter manciniana con le due torri Cruz e Ibra ed a centrocampo la gente in linea con stanko e cambiasso al centro, una difesa bloccata ma più fisica con materazzi e burdisso.
    Questo qui invece è arrivato ad arretrare Cambiasso davanti una difesa più veloce (ma più scarsa sulle palle alte, cri cri ronaldo docet) con gli esterni difensivi liberi di scendere e a supportare e tagliare i mobilissimi esterni di un centrocampo più corto. Utilizzando Stanko o come vertice alto del triangolo o anche terza punta esterna come lo vidi a Manchester.
    Può anche darsi che per la platea non sia cambiato molto nel senso che dicono sia un’Inter che non fa spettacolo. Però a me è sembrata molto più variegata tatticamente e decisamente più prepotente fisicamente nel settore nevralgico. Tra l’altro non ha avuto pause di condizione, a differenza della grande crisi dell’anno scorso.
    Secondo me, il fallimento di Quaresma e Mancini lo si deve anche all’eplosione di Balotelli. Non puoi tenere fuori un elemento del genere e non puoi non mettere Muntari o Zanetti a coprirgli le spalle.

  8. maria teresa

    Io di calcio non ne capisco proprio niente, ma traspare un grande amore dietro a tutti i rimproveri :)

  9. Rado il Figo

    Francamene a me Mancini pareva in netto calo anche negli ultimi mesi alla Roma, e all’Inter è parso confermare tale involuzione (almeno finché lo si vede giocare). Pare essere tornato quello del Venezia.

    Sul ritorno all’Inter manciniana, invece, la vedo come Ricchiuti: al di là dei nomi – che possono anche essere gli stessi – mi pare che Mourinho abbia dato più varietà agli schemi. Ed in effetti l’Inter di Mourinho ha avuto una certa costanza di rendimento, al di là qualche puntata positiva o negativa. Anche in Champions, in effetti è stata costante, sul mediocre spinto, eccetto forse la prima e l’ultima gara.

    La Roma di quest’anno mi pare preda della crisi ciclica che la colpisce ogni tre anni, più o meno. Spero solo che che, dopo essersi crogiolati per un paio d’anni sul “praticate il miglior calcio d’Europa” che ha portato praticamente nulla di serio (1 Supercoppa e due Coppe nazionali), non sia dovuta alla segreta convinzione del tecnico che dia la colpa ai giocatori dei suoi mancati successi e dei giocatori che diano la colpa al tecnico dei pochi successi. Oltre al fatto – personale – che forse ci si sia resi conto che Doni non è come se non meglio di Buffon (sentita più volta anche questa) e Mexes un signor centrale difensivo.

  10. cordapazza

    maria teresa: manco io, anche se sono tifosa: leggo, immagazzino e ogni tanto mi lancio in qualche timidissima (per non dir di peggio) considerazione:-)
    l’importante è partecipare!

  11. ricchiuti

    Ma no, sei bravissima come tutte le donne che si occupano di calcio d’altronde.

  12. ricchiuti

    Sulla Roma condivido l’analisi di Alessandro sulla Totti dipendenza. Il vecchio modulo non poteva prescindere da Totti (perché un giocatore che capisca il taglio prima ancora di quello che deve tagliare e lo metta davanti la porta, spesso dandole lui le spalle alla porta, toccando la sfera due volte, una per stopparla e due per l’assist non lo trovi facilmente), e Spalletti ha avuto il merito, forse tardivo, di cambiarlo.
    Assestando con Brighi una squadra meno vistosa e più sorniona con le due punte o la punta unica e sola ma come terminale offensivo classico. Però gli infortuni hanno rovinato tutto. Leggevo sul Romanista che è tutto finito, sia per i Sensi che per Spalletti, che Roma non è Manchester, bla bla. Non so. Ho letto di un Andreotti scettico sul cambiare per cambiare. Ricordo la Supercoppa, con Totti che preferì regalare a Sensi appena deceduto il pallone della partita sparandoglielo in cielo. Piuttosto che un trofeo così così. Non lo so se sia iniziato tutto lì. Io ricordo che comunque quella Roma pur schiacciata a un certo punto dall’Inter seppe tenere duro. Quando ci sono le motivazioni e la concentrazione, la cupio dissolvi fatica.
    Auguri.

  13. ricchiuti, sì, ok, brighi, vabbeh. Dopodiché quando hai il piattone davanti la porta vuota, se riesci a prendere l’unico avversario nel raggio di sette metri è un po’ inutile, non trovi?

  14. ricchiuti

    E’ il problema dei giocatori che non sanno fare tutto. Specie se schieri Pizarro, come fai a non far giocare anche Brighi.

  15. guarda, per me puoi anche metterci il giardiniere di Trigoria a fare diga. Il problema è che quello che deve inserirsi negli spazi creati da Totti che arretra non può avere i piedi fucilati. Né Perrotta né Brighi. Non è difficile, penso che Spalletti se chiama Coverciano glielo spiegano in parole anche più brusche delle mie.

  16. ricchiuti

    Io credo che con la Roma di quest’anno si potesse giocare solo con le due punte e Totti o Pizarro a fargli da chioccia. Perché a Baptista non puoi chiedere di partire da dietro per fare l’uno due con Totti. E’ dotato ma statico. Quindi se l’hai comprato è per cambiare qualcosa. Riguardo Perrotta, la Roma può tranquillamente metterlo sul mercato perché troverà subito acquirenti. Però bocciare Perrotta significa bocciare Spalletti.

  17. Ma che bravo ottimo pezzo Ale,e la cosa bella è che la Roma sta messa pure peggio di così :)

  18. gianfranco

    non e’ colpa di spalletti che qui a Roma ha portato un bel gioco.Ma famiglia Sensi che dalla morte di Franco Sensi la Roma non ha piu’ un punto fermo, per farsi sentire.La Famiglia Sensi non ha i soldi per comprare dei giocatori forti…..Perquesto voglio dire Romanisti non perdiamo Spalletti che un buon Tecnico.Ma vada via Rossella Sensi che no e’ all’altezza di Gestire la Roma.

  19. Questa cosa del sesto posto è sconvolgente. Mai capito perché squadre con pretese di serietà ancora si ostinino a fucilarsi le balle con ‘sti intertoti. Io ci manderei regazzini, tifosi e magazzinieri, quand’anche dirigenti e ragazze pon pon a giocare. Al massimo massimo posso concedere Loria, tie’.

  20. ricchiuti

    Senza contare che comprometti la stagione dopo. Il Napoli del girone di ritorno di quest’anno, la Juve di Ancelotti che ci perse lo scudetto.
    Comunque mi sembra l’abbiano abolito.

  21. Rado il Figo

    prostata, non c’è più l’Intertoto (almeno gestito dall’UEFA). Se arrivi sesto ti fai l’Europa League (ex- Coppa UEFA)ma devi partire dal penultimo preliminare, ovvero giocare la prima gara il 30 luglio.

  22. Rado il Figo

    Ricchiuti: vale quanto detto a Prostata. Colla riforma delle Coppe arrivare sesti da quest’anno in Italia è come se si disputasse l’Intertoto.

    Fra l’altro per la Juventus di Ancelotti quell’edizione di Intertoto fu anche peggio di quella del Napoli, giacché dovette disputare 6 gare per arrivare al primo turno di UEFA, e non 4 come il Napoli (finale più secondo preliminare). Comunque la Sampdoria l’anno scorso più di tanto non ne fu colpita (arrivò a piazzarsi comunque in Coppa UEFA).

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>