Tremonti contro le scuole private, e se la Chiesa si arrabbia?
28/04/2009 - Per una volta (l’anno, si può fare) c’è da applaudirlo, il ministro Giulio Tremonti. Ovvero, per la decisione dell’Agenzia delle Entrate di inserire tra i servizi di lusso anche le scuole private. Dice Repubblica: “La logica è la seguente: se
Per una volta (l’anno, si può fare) c’è da applaudirlo, il ministro Giulio Tremonti. Ovvero, per la decisione dell’Agenzia delle Entrate di inserire tra i servizi di lusso anche le scuole private. Dice Repubblica: “La logica è la seguente: se una famiglia può permettersi di pagare la retta di una scuola privata per uno o più figli deve avere una capacità di spesa non indifferente che va ovviamente riscontrata nella dichiarazione dei redditi. Che non può essere da fame“. E come logica, c’è da dirlo, non fa una grinza. Visto che qualcosa come indicatore si deve pur utilizzare, non sembra totalmente privo di senso usare l’iscrizione alle
scuole private. Pur non avendo nulla in contrario, in principio, a che l’educazione non sia monopolio dello Stato, bisogna infatti dire che le rette di molte fra queste scuole sono piuttosto esose. Senza ricordare che tra questi ci sono istituti di serie A e di serie B (e anche di serie C), basti ricordare che per i 260 mila alunni che dichiarano di avere, in media “la retta varia fra i 2.500 e i 3.500 euro l´anno” secondo la Fidae, l’associazione di settore. Magari più verso la parte alta della forchetta, che quella bassa. E bisogna anche ricordare che se alcune di queste scuole sfornano preparatissimi ex alunni, ce ne sono altre dove qualche volta diventa molto facile “passare”. Basta ricordare quei “mitici” istituti che promettono due, tre, quattro anni in uno, per un recupero-lampo degli anni passati a farsi bocciare in qualche scuola pubblica che ancora lo fa. Il figlio di papà, che finora ha dimostrato doti intellettive pari a quelle di un triceratopo, diventa di colpo un super genio che riesce ad apprendere in sette mesi quello che non ha capito in tre o quattro anni. Anche questo caso raccontato su Bologna è significativo: si va dal liceo scientifico con 170 iscritti che vengono tutti promossi (e pagano 400 euro all’anno più 235 euro mensili per dieci mesi), al linguistico che costa 4100 euro l’anno ma ripaga le soddisfazioni dell’iscritto bocciando uno o due studenti in tutto a ogni scrutinio. Miracoli dell’apprendimento (e degli esami) a pagamento! Insomma, se qualcuno ci tiene così tanto alla carriera scolastica del fanciullo da pagare certe cifre, non avrà certo problemi a ricevere anche una visita della Guardia di Finanza. Se non altro, per far pensare al vicino che è appena stato licenziato che da qualche parte, lì nascosta in un angolo impervio del mondo, esiste la Giustizia.
…e siccome la prima gallina che canta di solito è quella che ha fatto l’uovo, dice Repubblica che contro la circolare le prime a scendere in campo sono state le scuole cattoliche; seguite poi dalle sigle di rappresentanza, ovvero nove associazioni di insegnanti e gestori (Agesc, Fidae, Agidae, Cnos-Fap, Ciofs-scuola, Fism, Foe-Cdo, Aninsei, Msc) cattoliche e laiche, le quali “riferendosi alla circolare dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 6 aprile che, affrontando il tema del contrasto all’evasione fiscale, inserisce tra i servizi di lusso anche le scuole private, hanno detto che queste non devono essere considerate un lusso“. Per carità, e chi dice che sia un lusso? Tuttavia, non sembra del tutto irragionevole che chi scuce per farsi erudire il pupo, lo faccia togliendosi il pane di bocca: è ovvio che i soldi da qualche parte devono entrare, per poter uscire. Quella di Tremonti è una bella pensata, e stupisce (stupisce?) che non l’abbia fatto il centrosinistra. Ora però arriva il difficile: per il ministro dell’Economia si tratta di lasciare l’Agenzia delle Entrate libera di effettuare il proprio mestiere, eventualmente proteggendola da ingerenze “esterne” che, a pensar male, qualche lobby – chissà quale! – potrebbe esercitare. Malignando un pochino, si potrebbe infatti pensare che qualcuno potrebbe cominciare a lamentarsi anche a voce più alta, magari per proteggere un introito e insieme un primato nell’educazione dei giovani che le appartiene da millenni. A quel punto, il nostro Giulio dovrà essere forte e fermo come un ministro che siede sulla scrivania di Cesare Merzagora deve essere. Con la schiena dritta e quel sarcasmo che sa pungere quando vuole, il responsabile di via XX Settembre sa dispiegare, Tremonti vorrà di certo rispondere a tono ad eventuali provocazioni che dovessero giungere (orrore!) Oltretevere, o alle richieste di trattare eventualmente portate attraverso gli sherpa come Gianni Letta. Il ministro di certo terrà duro, giungendo, se necessario, all’incidente istituzionale: sta facendo qualcosa di liberale, mica di comunista. E quando lo scontro sarà al suo culmine, per favore nessuno mi tolga la scatola di popcorn.
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Nel frattempo – io non me n’ero accorto – da alcuni mesi è aperto un blog sul sito della Rai della struttura che si occupa gestione dei rapporti con la Santa Sede e il Centro Televisivo Vaticano (la tv del Papa). Si chiama Rai Vaticano e gli ultimi due aggiornamenti si intitolano significativamente: “Navarro-Valls sul libro “La Bibbia giorno e notte”“, ”Agostino Casaroli, gigante della fede e della diplomazia” e “La fede cantata da David Maria Turoldo“. Son cose belle.
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A proposito di libertà di stampa, su Dagospia, citate da Filippo Facci ci sono due lettere, di Cesare Romiti e Paolo Mieli, a Bettino Craxi. La seconda è letteralmente fantastica: “Caro Craxi, ti prego di scusarmi dello spiacevole incidente di stamattina. La responsabilità della pubblicazione è interamente mia e non di Minzolini. Mi hanno indotto in errore due circostanze. La prima è che tu nel nostro ultimo incontro hai convenuto con me che Minzolini è uno dei pochi professionisti leali su piazza. La seconda, che già in precedenti occasioni mi era sembrato che tu avessi tacitamente approvato queste libere ricostruzioni di una chiacchierata, appunto, con Minzolini. Ti prego di considerare che non c’è stato dolo, che se ci sono delle colpe esse vanno interamente ascritte a me e non a Minzolini che mi aveva informato dell’informalità (scusa il bisticcio) delle vostra conversazione. Un caro saluto“. E detto dall’ex dir. del Corr., fa un certo effetto.
(Vignetta di Mauro Biani)













@Gregorj
Sì, sì, l’avevo immaginato, ma sul discorso del popcorn ci stava proprio bene un po’ di palleggio. Il post di esecrazione è già pronto o aspetti di vedere che cosa inventano per cercare di giustificare il dietrofront? Io mi sono già procurato una panciera per contenere le risate.
“Il figlio di papà, che finora ha dimostrato doti intellettive pari a quelle di un triceratopo, diventa di colpo un super genio che riesce ad apprendere in sette mesi quello che non ha capito in tre o quattro anni.”
Verissimo! Personalmente ritengo che la scuola privata venga frequentata soprattutto dai figli di papà “asinelli”…ho conoscenti che ci vanno!
Ma, ho anche amici che dalla scuola privata, passando poi all’università pubblica, riescono a prendersi tutti gli esami…da geni!…ah, chissà perchè???
@ grano
non è pronto ma ce l’ho in mente; è per quello che ho scritto questo: per sganasciarmi meglio al momento della retromarcia
(e complimenti a de sena e tess che non sanno cosa significa esecrare
)
Esecrabile!
Metto il blog di raivaticano nel mio lettore di feed, tra quello di dottoressadania e quell’altro che sappiamo noi…