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Il posto più sicuro dove mettere i soldi

La crisi nell’eurozona non e’ finita ma anzi si sta intensificando di nuovo con gli spread di Italia e Spagna tornati ben oltre i livelli di guardia. In questo clima di rinnovati timori sulla tenuta di Eurolandia, gli investitori sono alla disperata caccia di un rifugio e disposti anche a pagare pur di averlo. La Svizzera si conferma uno di questi rifugi per eccellenza.

IL COLLOCAMENTO – Berna oggi ha collocato sul mercato titoli di Stato a sei mesi per 710 milioni di franchi, offrendo un rendimento al di sotto dello zero. L’interesse offerto e’ stato infatti pari a -0,251%. Il Paese elvetico e’ considerato ‘un porto sicuro’ e dunque sui titoli svizzeri viene parcheggiata la liquidita’, anche se questi hanno un costo per gli stessi investitori, spiegano gli operatori di mercato.

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FRANCHI PER EURO – E insieme ai titoli di stato elvetici, gli investitori stanno facendo anche incetta di franchi a discapito dell’euro. Un comportamento, questo, che ha spinto la Banca Centrale Svizzera a ribadire che difendera’ il tetto massimo di 1,2 contro la divisa unica allo scopo di evitare un ulteriore apprezzamento del franco e quindi della competitivita’ del Paese. Nei giorni scorsi la soglia era stata gia’ violata, seppure per un breve momento, e oggi il presidente a interim dell’istituto centrale, Thomas Jordan, ha detto che ‘utilizzera’ tutti i mezzi a disposizione’ per raggiungere l’obiettivo. ‘Siamo pronti a comprare euro in in quantita’ illimitata’, ha affermato.

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L’ITALIA – Per l’Italia invece le cose vanno male. Appena un mese fa, lo scorso 8 marzo, i nostri Btp avevano festeggiato il ritorno dello spread sotto i 300 punti, un valore non piu’ toccato dall’inizio di novembre, oggi – dopo una corsa al rialzo ininterrotta nelle ultime sedute – l’amaro ritorno sopra quota 400. Il differenziale fra i nostri titoli a dieci anni e i corrispondenti bund tedeschi ha chiuso a 404 punti, con un balzo di ben 32 punti sull’apertura, ‘bruciando’ i benefici accumulati dall’inizio di febbraio.

I CROLLI – Se all’epoca del crollo di fine 2011 – quando fu toccato il record di 553 punti – lo spread risentiva delle incertezze sulla situazione politica e sulla stabilita’ dei conti pubblici italiani, questa volta il brusco rialzo si inquadra in uno scenario globale dove domina il pessimismo e che ha fatto scrivere ai tecnici del Fondo Monetario – in un capitolo del Global Financial Stability Report diffuso oggi – che “non esistono beni rifugio”.

LO SPREAD – Lo spread, insomma, e’ salito perche’ e’ aumentata l’incertezza globale, anche se il risultato di Piazza Affari, che ha chiuso a -4,98%, mostra come l’economia italiana amplifichi sempre – in senso peggiorativo – tutti i trend e gli indicatori globali. Unica consolazione, il calo dei rendimenti dei Bund a 10 anni che sono scesi al minimo storico all’1,64%. Un calo che ha attenuato la corsa dei tassi dei nostri Btp, che oggi hanno chiuso al 5,68%. (ANSA)

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