Cultura

CSI e i suoi cloni

27 aprile 2009

Qualità contro quantità nell’ offerta delle crime series americane che ormai proliferano sui nostri canali. Non sempre infatti, gli spin off sono all’ altezza dei serial che li hanno generati.

In principio fu Grissom. Ovvero la CSI di Las Vegas, con i casinò, il deserto attorno e un laboratorio notturno pieno di luci al neon che pareva un casinò dark pure lui. Morti, ammazzati, nelle maniere più strane; una squadra di bellocci e, ogni tot puntate, un regista di quelli cult, come Tarantino, che veniva a dare prestigio alla serie.

 - I DERIVATI - Poi un vero diluvio di spin off. Miami, tanto per cominciare, dove c’erano Horatio e la sua squadra di bellocci un po’ più abbronzati e fighetti, perché se Sanremo è Sanremo, figuriamoci Miami Beach, oh yeeeah. Se a Las Vegas c’erano i casinò ed il fascino del peccato, figuriamoci nella amena Florida dei gangster cubani e dei latinos scatenati. Morti ammazzati nelle maniere più strane anche qui, ma, visto che di registi cult non se ne incrociavano, per dare un tocco di glamour bisognava arrangiarsi con le inquadrature sovrapposte e spezzate e una fotografia cool. Vabbe’ ci si arrabatta con quello che si può. Alla fine è arrivata New York. Mica poteva mancare la Grande Mela. Anche qui un capo in testa doverosamente asocial-patetico, una squadra di bellocci, e morti spettacolari. La regia, sì, la regia è spesso da dopolavoro, tiene giusto il ritmo di montaggio, ma insomma, non si può mica pretendere, al terzo spin off il capolavoro è troppo, l’arte pure, ci si accontenta dell’artigianato di buon livello, anzi, di livello standard.

 - ESEGESI DEI CLONI - Dopo tre serie parallele e qualche anno, CSI non è più un serial, ma un genere. Di più, un caso fortunato di clonazione riuscita, meglio della pecora Dolly. Le varie reincarnazioni delle squadre investigative scientifiche sono sempre più simili a se stesse, e forse questo il pubblico vuole. Identico per tutte lo schema, che è proprio clonato come una replicazione del Dna. Si prende una città e una squadra, formata invariabilmente da: a) capo, maschio adulto bianco single con evidenti problemi di socializzazione, una storia familiar-emotiva doverosamente complicata, qualche problema a rapportarsi con gli altri ed il gentil sesso. Gli si dona una famiglia impossibile alle spalle (fratello corrotto con doppia famiglia nel caso di Miami, problemi col padre a Las Vegas, non si sa ancora bene cosa a New York, ma ce lo diranno), una salute instabile, una storia d’amore contrastata (con la sorella malata di cancro di un collega a Miami, con una collega a Las Vegas, ancora non pervenuta a New York), quindi lo si manda a coordinare il laboratorio. Gli si affiancano b) una bonazza ultratrentacinquenne ma decisamente sexy, con problemi personali e familiari, che è l’unica a riuscire ad instaurare un rapporto di vera amicizia con il “capo”, cui fa da confidente e mamma: è una ex spogliarellista figlia di un gangster dei casinò a Las Vegas, ed ha alle spalle una marito geloso, una figlia adolescente e una relazione con un poliziotto che fa acqua da tutte le parti; è una bionda con padre alcolista e aspirante moroso nella stessa squadra a Miami; è una single concupita da un milionario possessivo, geloso e tendenzialmente maniaco a New York. I colleghi di secondo piano sono c) giovane belloccio trentenne con paturnie sentimentali e tendenza ad andarsi ad incasinare in problemi di gioco o provare assurdi sensi di colpa per casi non risolti. A Las Vegas si dà al gioco e al sesso promiscuo, a Miami vendica la sorella ingiustamente uccisa e si prende una pallottola in testa che lo rende disabile, a New York non si dà pace per aver lasciato uccidere un bimbo vicino di casa; d) giovane venticinquenne casinista, che rischia di fregarsi la carriera e viene salvato e recuperato in extremis dalla bontà del capo e dei colleghi tutti, che gli parano il sedere; e) giovane bonazza quasi trentenne con problemi psicologici pregressi, che tutti nella squadra concupiscono, ma lei a Las Vegas è proprietà esclusiva di Grissom finché non scappa, a Miami finisce sotto inchiesta per aver ammazzato l’ex marito ed ora è in attesa di nuova ricollocazione sentimentale, a New York vedremo. Ultimo comprimario è il medico legale, doverosamente dotato di pietas verso i cadaveri (ci parla assieme, ovunque, da New York a Miami) e humor nero quando fa battute. I delitti sono dappertutto ugualmente cervellotici ed improbabili, le soluzioni trovate fra provette, computer fantascientifici, alambicchi ed impronte digitali scovate per fumigazione. Certo, fra la CSI originale e le altre c’è uno stacco di classe notevole: Grissom è un personaggio e gli altri sono pallidi riverberi. Ma la ditta produce bene, ed oramai ha ritmi da catena di montaggio. Certo, continua così avremo anche una CSI Abbiategrasso. Ma sara sempre meglio dei RIS televisivi nostrani, via.

13 commenti a CSI e i suoi cloni

  1. Eh eh eh..
    Tutto vero. Anche l’incomparabilità con i Ris nostrani…Che però da qualche serie hanno un “quid” in più, che gli americani (originali e cloni) proprio non hanno: Fabio Troiano, indimenticabile Genio Abù della melevisione ;-)

  2. Non c’entra un tubo o quasi, ma adoro:

    CSI Miao!

  3. Tommaso5

    Mi creda, si dia alla playstation.

  4. Tommaso, basta perdere tempo a rosicare, che vi si rovinano i denti: e poi la gente sta aspettando i generatori orgonici, vuole le cure miracolose contro il cancro e le perturbazioni che rovinano il weekend. Al lavoro, marsch!

    Tu, Glielmi, Arethusa e Galileo finirete sui libri di storia. Per adesso vi candidate ad essere citati in quelli di barzellette :D

    Sincerely yours.

    • nicola.g

      “La cara defunta maestra fa l’appello delle presenze e giunge a: -FRANCESCO LARICCHIA.
      -Presente!
      Tutti ridono.Qualche scolaro coniuga il suo cognome in “la recchia”, qualche altro in “recchione”, in “la trecchia”… e cento altri epiteti accompagnati da tutte le cantilene che possono nascere dalla mente dei bambini. Poveretto!Questo sfottò cantinelato durante le scuole dell’obbligo e anche dopo, lo ha reso cattivo, malvagio, vendicativo?
      Goebbels forse non era stato tanto insultato dai suoi compagni di scuola per la sua zopppia, quanto Just (oggi Frank) per il suo cognome….
      Galileo lo ha mortalmente ferito. Ei fu! Just non è più. Al suo posto c’è il nickname FRANK” (da “La distruttività post-encefalitica e il farabuttismo dialettico nelle startegie della comunicazione”, pag. 282 – http://www.ilmiolibro.it)

      • Dottor Glielmi,

        nessuno la ha mai autorizzata ad insultare la gente qui. E’ pregato di smetterla. Primo e ultimo avviso.

      • No, dai, è divertentissimo.

        Dirò la verità: nessuno mai mi chiamò “recchione”. Davvero. I bambini non sono così stupidi come certi adulti che si divertono a rimetterci un bel po’ di euro pur di poter vantare la pubblicazione di un libretto presso la Manuzio… ops, volevo dire Miolibro.

        Un tizio, all’asilo, mi chiamava spesso “La Recchia”, accompagnando il nomignolo a grasse risate. Il poverino era visibilmente poco dotato in quanto a cerebro, difatti non riuscì a conseguire nemmeno la licenza media e la patente di guida; presa la elementare andò a lavorare al banco di frutta del padre, dove si può trovare tuttora.
        Vede quindi, caro Glielmi, se ad esempio io le dessi del venditore di banane lo farei a ragion veduta :D

        “La trecchia” non so cosa voglia dire, mai sentito.

        Galileo lo ha mortalmente ferito. Ei fu! Just non è più.

        Saran anche fatti miei i motivi per cui cambio nick ma è un piacere deludervi, spiegandovi che la scomparsa di Just ha un significato ben preciso, è legata a tutt’altre persone e vicende direi più serie (non che ci voglia molto).
        Avrete infatti notato che tutto il resto è qui, c’è la mia faccia e il mio nome vero, e cinque minuti per divertirmi con voi li trovo sempre :)
        Mi dispiace, anche se avete scritto un libro su di me io mi ricordavo a malapena della vostra esistenza, e certamente non sarò il decimo acquirente del suddetto scritto :D

  5. ..e nessuna pensa per un attimo all’impatto che certe immagini e/o programmi hanno sui nostri figli…

  6. Amico di tommaso

    Condivido il consiglio per la playstation.

  7. Meno chiacchiere, più lavoro! Ancora qua state?

  8. Thomas

    Appunto, torna alla playstation

  9. @Il Blog | Attualità | Psicologia (ma un nome, invece di un marchio, no?): e nessuno pensa per un attimo al fatto che dei nostri figli siamo responsabili noi, come anche di quello che gli lasciamo guardare da soli e di quello che non gli spieghiamo/diciamo.

  10. FrancescO

    Ma in Italia c’è ancora Grissom? No perché dovete beccarvi Morpheus!
    Poi la gente pensa che la scientifica sia davvero come è in CSI, cioè andare a camminare con le scarpe nude, capelli biondi liscissimi e lunghissimi al vento, con giacca svolazzante, sulla scena del crimine, dove poi devi pescare 8 cellule per incastrare l’assassino, ma tu ce ne lasci 10mila.
    Comunque il fatto che chi ci lavora sia socialmente disadattato, con problemi di famiglia e relazioni, è un dato di fatto. Fanno un lavoro che non ti lascia molto scampo.

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