Spostarsi in taxi in città come Roma o Napoli può diventare una sfida: tra pochi regolari e molti abusivi, tassametri spenti, piloti spericolati e imbrogli collaudati, è chiaro che la situazione non è affatto accettabile. Ma nemmeno irrecuperabile.
L’aumento del prezzo del petrolio ha portato alle stelle il costo degli spostamenti in auto. Complice un aumento proporzionale delle tasse connesse all’auto a cui nessun governo vuole rinunciare il peso
dell’erario di ogni auto privata ha raggiunto la cifra record di 2300 euro all’anno. A questi livelli sempre più persone cominciano a considerare modelli diversi di mobilità basata sui mezzi pubblici. Una parte importante di questa mobilità, soprattutto nelle grandi città, potrebbe essere coperta dai servizi di taxi. Se questi servizi al nord sono puntuali, sicuri e tutto sommato economici, la situazione cambia radicalmente nelle due grandi città del centro sud: Roma e Napoli.
SI FA PRESTO A DIRE TASSì! - A Napoli ci sono due posti assolutamente da evitare: l’aeroporto e la stazione centrale. Se pure è difficile non trovare taxi spesso si va incontro a file lunghissime prima dell’incubo vero e proprio: taxi vecchi, autisti sgarbati e assolutamente privi di qualunque rispetto per il codice della strada, lotte per accaparrarsi i clienti stranieri con le valigie, quelli che possono assicurare se non la mitica corsa verso la costiera amalfitana (corsa extraurbana carissima) almeno un imbroglio garantito a tassametro spento. Se si è invece un normale mortale che torna a casa si è sottoposti a velocità da formula uno pur di poter tornare in tempo in fila per il successivo aereo. Non va meglio alla stazione centrale dove spesso si rischia di non essere proprio presi se si va troppo vicino (il centro di Napoli è a due passi). A Roma il problema è un altro: nonostante l’aumento di tariffe e licenze che ha portato a lunghe guerre tra tassisti e comune, il rischio di non trovare taxi o di fare file anche di mezz’ora è altissimo. La prima causa è senz’altro la carenza di t
axi: una analisi pubblicata dalla banca d’italia l’anno scorso mostra come seppure le tariffe siano più o meno nella norma europea (nei dati riferiti al 2003 Roma era a pari con New York, Parigi e Londra ma molto più bassa di Bruxelles) il numero di taxi per abitante è molto limitato (20 ogni 10.000 a Roma contro i 25 di Parigi, 80 di Londra e addirittura 100 di Barcellona). Inoltre la mancanza di reti metropolitane così capillari come le città estere rende molto più richiesto il servizio da noi che altrove.


ma ho capito bene? tu prendi il taxi da termini a piazza della croce rossa? se è davvero così, non so bene se dovrei perder tempo a commentare il post!
15 minuti a piedi ci vogliono se cammini all’indietro!
invece, post interessante: proprio ieri mi è capitato, nella stessa giornata, di prendere un taxi sia a napoli (prima) che a roma, poi. a napoli, dal porto alla stazione. a roma, dalla stazione al quartiere trieste. entrambe le corse, 15 euro tondi. a napoli tassametro spento, a roma no. devo dire che apparte il tassametro spento, e il fatto che il tassista napoletano si sia augurato, proprio a fine corsa, che mettano gli omosessuali al rogo, il servizio è stato veloce e efficiente. anzi il fastidio maggiore è stato il fatto che i tassisti sembrano aspettarsi di fare conversazione un po come quelli che ti prendono quando fai l’autostop. solo che, nel caso dell’autostop, la conversazione sostituisce la tariffa. farei volentieri a meno di scoprire le opinioni dei tassisti: il napoletano omofobico, il romano che si lamentava di come i suoi colleghi lavorino in maglietta e ciabatte, augurandosi il ritorno della divisa. vabbè…
solo per dire che 15 euro l’una per due corse abbastanza brevi nel traffico cittadino – considerato che eravamo in cinque con tante valigie e avevamo bisogno per forza della Multipla come taxi, mi è sembrato sorprendentemente ragionevole.
ciao,
nullo
Le liberalizzazioni di Bersan andavano portate avanti con forza! e invece ora come sempre le categorie più forti la fanno da padrone.
Devo dire che anche Palermo non è da meno,prendo spesso il taxi e mi sono capitati tassisti buoni e onesti ma molti altri molto furbi e poco onesti tassametri che già sono molto avanti e tanto altro,cè una soluzione per ovviare a questi tassisti FURBI? Credo che rivedere alcune licenze e annullarle sarebbe la soluzione migliore.
@nullo
Io non ho mai preso il taxi per andare a Piazza della Croce Rossa. Proprio per vedere quando ti spennerebbero gli abusivo chiedo un percorso che so essere molto breve.
Il fatto del tassametro spento è comunque una vergogna: forse 10 euro sarebbero stati sufficienti.Sull’omofobia devo dire che a me non è capitato mai ma comunque la chiacchiera è d’obbligo e la mentalità non è delle “più aggiornate”. Magari la prossima volta, se non è giovanissimo, chiedi se a Napoli si trovano ancora le sigarette di contrabbando (sono rarissime) e come funzionava una volta. Lì sarai tu a chiedere di non scendere…
@roberta
io ho esperienza diretta di Napoli e Roma ma on mi aspetto di meglio in altre città. Il problema però del post che volevo evidenziare è che:
1. Le cooperative sono molto più controllate e quindi, a mio avviso, fanno un servizio di altissimo livello che il turista o l’avventore occasionale non vede minimamente (per cui la categoria ha una pessima reputazione in toto)
2. I controlli sono assenti sia contro i tassisti disonesti (e non ci vorrebbe molto a fare un po’ di multe e ritirare qualche licenza perchè la voce si diffonda) sia contro i loro avversari e cioè tassisti abusivi e noleggiatori. Tra questi la corruzione a chi dovrebbe controllare è enorme e va a discapito dell’utente
“tu prendi il taxi da termini a piazza della croce rossa? 15 minuti a piedi ci vogliono se cammini all’indietro!”
eccerto, tanto paga l’azienda!!!
Direttore, grande notizie! Ti porto quindi tutte le ricevute. Ma per il passato accetto anche un rimborso a forfait
salve. faccio il tassista. una precisazione: societa’ quali: TIM, ENEL, TRE, VODAFONE, ACEA e tutte le altre grandi pagano ad occhi chiusi il taxi per i loro dipendenti. Cosi: dipendente TIM per un tragitto da Aeroporto a Parco dei Medici(ROMA) ti chiede di scrivere sulla ricevuta cinque euro di piu(la mancia) in cambio di: RICEVUTE TAXI IN BIANCO dove lui apporra’ qualsiaci cifra. moltiplicate il tutto per migliaia di corse e capite di quanti soldi stiamo parlando. personalmente l’altro ieri a Fiumicino mi si e’ avvicinato un tipo elegante che per venti euro chiedeva un intero blocchetto da cinquanta ricevute. ha concluso felicemente l’affare con un mio collega. facciamo due conti: ogni ricevuta verra’ gonfiata in media di dieci- quindici euro, moltiplichiamo per cinquanta ed abbiamo dai seicento ai settecento euro rubati da un solo singolo dipendente, moltiplichiamo per i migliaia di dipendenti in giro per l’italia e capirete la portata del discorso. personalmente ho venduto ricevute in bianco per anni.ORA BASTA. Ora gli stessi fruitori delle mie ricevute(TIM, ENEL; ACEA E TUTTE LE GRANDI) mi accusano di rubare….. VERGOGNA!!!!!
paolo, se vuoi raccontarci la tua storia, la pubblichiamo volentieri con prove: scrivi a giornalettismo@gmail.com
Prove sarà difficile produrne, ma anche a Milano mi succede spesso, c’è stato il periodo che andavano al trenino per Malpensa, aggiungendo poi un bel 1 sulla ricevuta, da qui risultava tragitto Milano-Malpensa dai 115 ai 139 euro e noi passavamo per ladri.
Da li abbiamo cominciato ad usare le ricevute con le caselle per i numeri in modo da sbarrare quelle inutilizzate.
Un tassista milanese
Per le ricevute del taxi vale lo stesso discorso delle ricevute gonfiate dei ristoranti con l’aggravante (per i tassisti) che in molti casi ci vanno solo a perdere (i ristoratori fanno almeno metà e metà).
Le cose però stanno cambiando anche in questo ambito: tariffe prefissate e convenzioni con le grande aziende tendono a limitare proprio gli imbrogli dei dipendenti.
E qui non sono solo i dipendenti di Brunetta ma soprattutto, come dicono stefano e paolo quelli delle aziende private
da evitare assolutamente! i tassisti sono la razza peggiore!
io sono di Napoli, una delle poche volte che ho preso un taxi una volta a Roma il tassista mi porto in una zona fuori Roma in via del Portogallo o via dei Portoghesi mentre io avevo parcheggiato al centro! fatto stà che le vie esistono entrambi, lui aveva capito che dovevo andare al centro ma con la scusa della via mi portò a quella sbagliata anche se magari io gli avevo dato l’idirizzo sbagliato! ho preso taxi anche a Madrid ed una corsa notturna verso l’aereporo mi è costata 30 euro, calcolando che con 20 euro mi prendo un volo low cost per Londra, Barcelona etc. il prezzo resta alto! solo a New york una volta mi è costato 8 dollari per spostarmi da Manhattan in un’altra zona centrale più a nord il prezzo era buono essendo una grande città con milioni di taxi! qundi sono poche le città dove conviene prendere taxi mentre a Praga lavorano solo con tassametro spento per i turisti. invece una volta a capodichino uno voleva accaparrarsi una turista straniera con una punto bianca che non era nemmeno un taxi! poi molti fanno uso di coca! un’altra volta andai a ballare con un amico a caiazzo (caserta) predemmo un taxi da Napoli centro, all’inizio voleva un sacco di soldi poi scendemmo con il prezzo e devo dire che quella volta data la distanza era un prezzo ragionevole, ma prima andammo a predere una pallina lui aveva accennato il discorso prima cmq, gli faceva anche lo sconto! arrivati al locale disse pure che se volevamo ci veniva a prendere la mattina dopo. davvero indimenticabile!