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	<title>Commenti a: In difesa del fotovoltaico</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: Michele Giudilli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-26186</link>
		<dc:creator>Michele Giudilli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 11:20:36 +0000</pubDate>
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		<description>In realtà ha poco senso installare pannelli fotovoltaici in Germania (ma loro hanno 10 volte il nostro installato), mentre inizia ad avere più senso al sud italia, magari con l&#039;inseguimento solare. 
La realtà dei fatti è che è ancora più logico installare pannelli fotovoltaici ma anche solare termodinamico dove il sole abbonda. La fascia sub sahariana, basterebbere l&#039;1% del sahara coperto da sistemi solari (PV e termodinamico) per illuminare il mondo. Se nel sud italia si arriva a 1300 Kwh annui per impianti nel sahara si raggiunge i 2600. Se poi ci mettiamo l&#039;inseguimento arriviamo a +40%. In sostanza il doppio che fa abbassare i tempi di recupero (il payback sia energetico che finanziario). Il problema è il trasporto, ma qualche giorno fa lessi che Terna vuol iniziare a costruire un elettrodotto dalla Tunisia all&#039;italia, ed è quella la strada. Poi ci sono altre fonti quali eolico, biomasse insomma non ne facciamo una questione di &quot;partito&quot;. L&#039;obiettivo deve essere meno CO2 nell&#039;aria, senza scomodare l&#039;inutile nucleare. 
Per finire facile calcolare che un Kwh solare costa 30-40 centesimi. Ma un kwh generato da carbone o petrolio che costi dovrebbe avere se ci mettessimo dentro tutte le estarnalità che adesso sono scaricate a destra e manca in tutto il mondo?? Un esempio. I morti di ansa (servizio sanitario nazionale, più perdita per l&#039;economia) cancro etc per lo smog delel nostre città. Le guerre per il petrolio (3000 miliardi di dollari quella costata dagli usa per l&#039;iraq), i disastri ambientali, lo sconvolgimento climatico. Non ho mai fatto questo calcolo, ma a farlo ci accorgeremmo che l&#039;energia solare sarebbe iper-competitiva!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà ha poco senso installare pannelli fotovoltaici in Germania (ma loro hanno 10 volte il nostro installato), mentre inizia ad avere più senso al sud italia, magari con l&#8217;inseguimento solare.<br />
La realtà dei fatti è che è ancora più logico installare pannelli fotovoltaici ma anche solare termodinamico dove il sole abbonda. La fascia sub sahariana, basterebbere l&#8217;1% del sahara coperto da sistemi solari (PV e termodinamico) per illuminare il mondo. Se nel sud italia si arriva a 1300 Kwh annui per impianti nel sahara si raggiunge i 2600. Se poi ci mettiamo l&#8217;inseguimento arriviamo a +40%. In sostanza il doppio che fa abbassare i tempi di recupero (il payback sia energetico che finanziario). Il problema è il trasporto, ma qualche giorno fa lessi che Terna vuol iniziare a costruire un elettrodotto dalla Tunisia all&#8217;italia, ed è quella la strada. Poi ci sono altre fonti quali eolico, biomasse insomma non ne facciamo una questione di &#8220;partito&#8221;. L&#8217;obiettivo deve essere meno CO2 nell&#8217;aria, senza scomodare l&#8217;inutile nucleare.<br />
Per finire facile calcolare che un Kwh solare costa 30-40 centesimi. Ma un kwh generato da carbone o petrolio che costi dovrebbe avere se ci mettessimo dentro tutte le estarnalità che adesso sono scaricate a destra e manca in tutto il mondo?? Un esempio. I morti di ansa (servizio sanitario nazionale, più perdita per l&#8217;economia) cancro etc per lo smog delel nostre città. Le guerre per il petrolio (3000 miliardi di dollari quella costata dagli usa per l&#8217;iraq), i disastri ambientali, lo sconvolgimento climatico. Non ho mai fatto questo calcolo, ma a farlo ci accorgeremmo che l&#8217;energia solare sarebbe iper-competitiva!!</p>
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		<title>Di: Net Flier</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-26040</link>
		<dc:creator>Net Flier</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:25:35 +0000</pubDate>
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		<description>walter fa il ragionamento più giusto sotto certi punti di vista e cioè che non tutto è quantificabile come &quot;economico&quot;..l&#039;auto è economica perché ti fa risparmiare tempo, ma è antieconomica perché si svaluta alla velocità della luce..quindi non dovremmo comprare più auto..in realtà è tutto il contrario..

incominciamo a fare ragionamenti di più ampio respiro e cioè, togliere quello che si può togliere dalla lista..il civile deve avere una percentuale quasi totale di solare? bene, si inizia dal nuovo e successivamente dalle ristrutturazioni, però ci devono anche essere delle garanzie tecniche serie su quanto ho chiesto prima..

si vuole fare uno standard per gli elettrodomestici? perfetto, direttiva europea con conseguente recepimento e doppia alimentazione per gli elettrodomestici per i prossimi n-anni nel frattempo che per i prossimi n-anni ci siano tutte le case svestite degli attuali tetti..ma in realtà? questo non sarà possibile..

non stiamo mica parlando di televisione dtt e analogica che ci fanno due leggine e quattro decoder con delle schede e siamo tutti contenti..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>walter fa il ragionamento più giusto sotto certi punti di vista e cioè che non tutto è quantificabile come &#8220;economico&#8221;..l&#8217;auto è economica perché ti fa risparmiare tempo, ma è antieconomica perché si svaluta alla velocità della luce..quindi non dovremmo comprare più auto..in realtà è tutto il contrario..</p>
<p>incominciamo a fare ragionamenti di più ampio respiro e cioè, togliere quello che si può togliere dalla lista..il civile deve avere una percentuale quasi totale di solare? bene, si inizia dal nuovo e successivamente dalle ristrutturazioni, però ci devono anche essere delle garanzie tecniche serie su quanto ho chiesto prima..</p>
<p>si vuole fare uno standard per gli elettrodomestici? perfetto, direttiva europea con conseguente recepimento e doppia alimentazione per gli elettrodomestici per i prossimi n-anni nel frattempo che per i prossimi n-anni ci siano tutte le case svestite degli attuali tetti..ma in realtà? questo non sarà possibile..</p>
<p>non stiamo mica parlando di televisione dtt e analogica che ci fanno due leggine e quattro decoder con delle schede e siamo tutti contenti..</p>
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	<item>
		<title>Di: Net Flier</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-26039</link>
		<dc:creator>Net Flier</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:21:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=24630#comment-26039</guid>
		<description>ma in questi articoli nessuno risponde alla domanda più semplice: se grandina e si rompe un pannello, chi ci pensa? se per legge diventasse obbligatorio avere il tetto in pannelli solari, che sicurezza ci sarebbe per l&#039;abitazione?

l&#039;industria, e l&#039;ho detto anche l&#039;altra volta, è quella che fa la parte del leone alla voce consumi spropositati per la gente comune che spegne anche la tivù per risparmiare quel centesimo di watt..purtroppo gli utilizzi industriali sono troppo elevati per una qualsiasi energia solare, poiché il consumo è &quot;folle&quot; rispetto a quello domestico, che cmq è in crescita esponenziale visto che ora tra condizionatori-lavasciuga-frigo da 700lt, i 3.3 sono già sottodimensionati.

poi c&#039;è qualcuno che sottolinea che le industrie non fanno nulla per la ricerca del minor consumo..è già..chiaro..guarda che nelle fatture arrivano voci quali &quot;utilizzo con cosfi sotto a 0.9&quot;, &quot;utilizzo con cosfi superiore a 1&quot;, &quot;picco di elettricità&quot;, &quot;fascia oraria di picco&quot;, ed altre amenità che vengono pagate fior di soldini cash all&#039;emissione della bolletta, non a 60gg riba fm..iniziassero i fornitori ad avere impianti decenti e non tu a dover essere costretto a rifasare anche la ventola del computer per non sforare con il cosfi..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma in questi articoli nessuno risponde alla domanda più semplice: se grandina e si rompe un pannello, chi ci pensa? se per legge diventasse obbligatorio avere il tetto in pannelli solari, che sicurezza ci sarebbe per l&#8217;abitazione?</p>
<p>l&#8217;industria, e l&#8217;ho detto anche l&#8217;altra volta, è quella che fa la parte del leone alla voce consumi spropositati per la gente comune che spegne anche la tivù per risparmiare quel centesimo di watt..purtroppo gli utilizzi industriali sono troppo elevati per una qualsiasi energia solare, poiché il consumo è &#8220;folle&#8221; rispetto a quello domestico, che cmq è in crescita esponenziale visto che ora tra condizionatori-lavasciuga-frigo da 700lt, i 3.3 sono già sottodimensionati.</p>
<p>poi c&#8217;è qualcuno che sottolinea che le industrie non fanno nulla per la ricerca del minor consumo..è già..chiaro..guarda che nelle fatture arrivano voci quali &#8220;utilizzo con cosfi sotto a 0.9&#8243;, &#8220;utilizzo con cosfi superiore a 1&#8243;, &#8220;picco di elettricità&#8221;, &#8220;fascia oraria di picco&#8221;, ed altre amenità che vengono pagate fior di soldini cash all&#8217;emissione della bolletta, non a 60gg riba fm..iniziassero i fornitori ad avere impianti decenti e non tu a dover essere costretto a rifasare anche la ventola del computer per non sforare con il cosfi..</p>
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	<item>
		<title>Di: walter stucco</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-26035</link>
		<dc:creator>walter stucco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 20:24:55 +0000</pubDate>
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		<description>per pietro

l&#039;obiezione che si fa più spesso al caso danimarca, è che sono solo 5 milioni di abitanti.

ricordiamo qualche fatto però.
è vero, consumano più petrolio di noi, ma quello è il totale, compreso quello per uso industriale.

cominciamo col dire, che producono un reddito procapite (sul pil) doppio del nostro.
che devono riscaldare le case e illuminarle, per un tempo molto più lungo.
che per produrre 1 milione di euro di pil, gli usa consumano 300 barili di petrolio, la danimarca poco più di 100.

pagano tasse più alte delle nostre e le pagano tutti.

insomma, prendiamo esempio da quello che c&#039;è di buono.hanno puntato a domani.il 20% di energia eolica è tanto.e in realtà fa ridere che il texas, ricco di petrolio, sia lo stato che produce la maggior quota di energia eolica in america.

solo noi che abbiamo mari, montagne piene di cascate, vento in abbondanza, sole tutto l&#039;anno e ZERO combustibili fossili, non pensiamo a un piano decennale di approvviggionamento POST energia combustibile fossile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per pietro</p>
<p>l&#8217;obiezione che si fa più spesso al caso danimarca, è che sono solo 5 milioni di abitanti.</p>
<p>ricordiamo qualche fatto però.<br />
è vero, consumano più petrolio di noi, ma quello è il totale, compreso quello per uso industriale.</p>
<p>cominciamo col dire, che producono un reddito procapite (sul pil) doppio del nostro.<br />
che devono riscaldare le case e illuminarle, per un tempo molto più lungo.<br />
che per produrre 1 milione di euro di pil, gli usa consumano 300 barili di petrolio, la danimarca poco più di 100.</p>
<p>pagano tasse più alte delle nostre e le pagano tutti.</p>
<p>insomma, prendiamo esempio da quello che c&#8217;è di buono.hanno puntato a domani.il 20% di energia eolica è tanto.e in realtà fa ridere che il texas, ricco di petrolio, sia lo stato che produce la maggior quota di energia eolica in america.</p>
<p>solo noi che abbiamo mari, montagne piene di cascate, vento in abbondanza, sole tutto l&#8217;anno e ZERO combustibili fossili, non pensiamo a un piano decennale di approvviggionamento POST energia combustibile fossile.</p>
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		<title>Di: Ombrone</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25968</link>
		<dc:creator>Ombrone</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 14:14:44 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Pietro, 
Un rendimento del 100% mi suona di bufala e grossa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Pietro,<br />
Un rendimento del 100% mi suona di bufala e grossa.</p>
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	<item>
		<title>Di: PIETRO</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25945</link>
		<dc:creator>PIETRO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 11:01:58 +0000</pubDate>
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		<description>Sinceramente il sopetto di essere preso per il culo è molto più forte quando sento raccontare di fantasmagoriche invenzioni dalle caratteristiche fortemente improbabili come celle fotovoltaiche dal rendimento del 100%.
Anche perchè la produzione del silicio per le celle fotovoltaiche è un processo dall&#039;impatto ambientale tuttaltro che trascurabile, basta leggere qui:
http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/27/Una_nube_tossica_Merano_gente_co_0_9804271363.shtml
c è da dire che l&#039;articolo in questione ha un titolo assurdo dato che la ditta in questione NON produce acido cloridrico ma come poi dice nell&#039;articolo lo utilizza per purificare il silicio.
qui:
http://www.memc.com/PDF_Files/About_PDF_Folder/ESH_Nov_IT_2001-2.pdf
C&#039;è una bella descrizione della politica ambientale della società in questione, la cosa divertente è che quando un inceneritore di rifiuti o una centrale elettrica hanno emissioni molto inferiori ai limiti di legge  vengono comunque criticati in base a un principio di precauzione, quando uno stabilimento del genere ha emissioni ai limiti e ogni tanto oltre, ed utilizza nei sui processi grandi quantità di composti come:
Acido Cloridrico
Acido Nitrico
Ammoniaca
Acido Fluoridrico
Cromo esavalente
Gli ambientalisti stanno zitti e buoni.
Non è che qualcuno ci sta prendendo per il culo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente il sopetto di essere preso per il culo è molto più forte quando sento raccontare di fantasmagoriche invenzioni dalle caratteristiche fortemente improbabili come celle fotovoltaiche dal rendimento del 100%.<br />
Anche perchè la produzione del silicio per le celle fotovoltaiche è un processo dall&#8217;impatto ambientale tuttaltro che trascurabile, basta leggere qui:<br />
<a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/27/Una_nube_tossica_Merano_gente_co_0_9804271363.shtml" rel="nofollow">http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/27/Una_nube_tossica_Merano_gente_co_0_9804271363.shtml</a><br />
c è da dire che l&#8217;articolo in questione ha un titolo assurdo dato che la ditta in questione NON produce acido cloridrico ma come poi dice nell&#8217;articolo lo utilizza per purificare il silicio.<br />
qui:<br />
<a href="http://www.memc.com/PDF_Files/About_PDF_Folder/ESH_Nov_IT_2001-2.pdf" rel="nofollow">http://www.memc.com/PDF_Files/About_PDF_Folder/ESH_Nov_IT_2001-2.pdf</a><br />
C&#8217;è una bella descrizione della politica ambientale della società in questione, la cosa divertente è che quando un inceneritore di rifiuti o una centrale elettrica hanno emissioni molto inferiori ai limiti di legge  vengono comunque criticati in base a un principio di precauzione, quando uno stabilimento del genere ha emissioni ai limiti e ogni tanto oltre, ed utilizza nei sui processi grandi quantità di composti come:<br />
Acido Cloridrico<br />
Acido Nitrico<br />
Ammoniaca<br />
Acido Fluoridrico<br />
Cromo esavalente<br />
Gli ambientalisti stanno zitti e buoni.<br />
Non è che qualcuno ci sta prendendo per il culo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Penelope</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25940</link>
		<dc:creator>Penelope</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 08:13:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=24630#comment-25940</guid>
		<description>se non erro, di produttori di fotovoltaico in italia ce ne sono. se non erro per la seconda volta, ho appreso la notizia su REPORT, durante una puntata sulle eccellenze italiane. Aziende ultra-proiettate sul futuro, che fatturano, innovano e sono ricercatissime all&#039;estero.
DI queste, una in particolare mi aveva colpito perchè aveva realizzato dei pannelli fotovoltaici con un efficenza altissima (se non erro per la terza volta, vicina al 100%). Se non mi sbaglio per la quarta volta, era la stessa azienda che costruiva un qualcosa di fantasmagorico per la NASA (non ricordo bene, forse era un simulatore gravità zero..ma potrei ricordare male).

Come la mettiamo adesso?

(non è che ci stanno giusto prendendo un po&#039; per il culo????)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se non erro, di produttori di fotovoltaico in italia ce ne sono. se non erro per la seconda volta, ho appreso la notizia su REPORT, durante una puntata sulle eccellenze italiane. Aziende ultra-proiettate sul futuro, che fatturano, innovano e sono ricercatissime all&#8217;estero.<br />
DI queste, una in particolare mi aveva colpito perchè aveva realizzato dei pannelli fotovoltaici con un efficenza altissima (se non erro per la terza volta, vicina al 100%). Se non mi sbaglio per la quarta volta, era la stessa azienda che costruiva un qualcosa di fantasmagorico per la NASA (non ricordo bene, forse era un simulatore gravità zero..ma potrei ricordare male).</p>
<p>Come la mettiamo adesso?</p>
<p>(non è che ci stanno giusto prendendo un po&#8217; per il culo????)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Z</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25930</link>
		<dc:creator>Z</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 01:08:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=24630#comment-25930</guid>
		<description>Concordo con Walter. Molto chiaro nel tuo secondo post, mi trovi d&#039;accordo su tutta la linea.

Per il resto...ok, il fotovoltaio è caro. Come ho già scritto in un altro post riguardo all&#039;articolo pro-nucleare non credo che i calcoli relativi al costo della produzione dell&#039;energia prendano in considerazione alcuni elementi assolutamente correlati alle modalità di produzione dell&#039;energia stessa.
Il fotovoltaico è pressoché immediato e ad impatto ambientale nullo.
Questo nessuno lo quantifica in termini economici.
In un raffronto con i combustibili fossili: quanto costa l&#039;emissione di CO2? Qualcuno me lo sa quantificare (costi sanitari, costi ambientali...)?
Se anche potessimo quantificarla oggi...in una prospettiva di lungo termine?
Per essere più chiari, la ricaduta economica di una molecola di CO2 emessa nell&#039;ambiente oggi, sarà la stessa tra vent&#039;anni?

Le centrali elettriche hanno un ciclo vitale molto lungo ed un costo tale per cui il loro rendimento va necessariamente calcolato nel tempo, ma un calcolo preciso in molti casi è impossibile perché legato a delle incognite determinate da un mercato imprevedibile. Parlare di economicità di un impianto che durerà 60 anni fotografando la situazione attuale, quando magari l&#039;impianto entrerà in funzione tra 20 anni (nucleare) equivale a fare tris al videopoker.
Gli unici dati certi riguardano le fonti rinnovabili. Le centrali eoliche/solari si costruiscono nel giro di poco tempo e, una volta costruite, non dipendono dal costo delle materie prime, né dalla loro disponibilità.
Tutte le altre fonti energetiche (escluse quelle a biomassa), allo stato attuale delle cose, hanno costi difficili da determinare in una prospettiva di lungo termine.

Ora, nello specifico, il grande idroelettrico ha raggiunto il suo limite nei paesi evoluti. Il nocciolo duro è costituito dalle fonti fossili. Serve un&#039;alternativa. Fonti rinnovabili (solare/eolico) o termonucleare?

Le prime entrano in funzione l&#039;anno prossimo, hanno impatto ambientale nullo e costi certi. 
Il termonucleare entra in funzione tra vent&#039;anni, ha costi indeterminabili e presenta il problema delle scorie e della sicurezza, il quale, ovviamente rientra nel calcolo dei costi indeterminabili.

Cosa scegliamo? Dipende dalla nostra propensione al rischio.
Io che sono un pavido andrei per le rinnovabili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Walter. Molto chiaro nel tuo secondo post, mi trovi d&#8217;accordo su tutta la linea.</p>
<p>Per il resto&#8230;ok, il fotovoltaio è caro. Come ho già scritto in un altro post riguardo all&#8217;articolo pro-nucleare non credo che i calcoli relativi al costo della produzione dell&#8217;energia prendano in considerazione alcuni elementi assolutamente correlati alle modalità di produzione dell&#8217;energia stessa.<br />
Il fotovoltaico è pressoché immediato e ad impatto ambientale nullo.<br />
Questo nessuno lo quantifica in termini economici.<br />
In un raffronto con i combustibili fossili: quanto costa l&#8217;emissione di CO2? Qualcuno me lo sa quantificare (costi sanitari, costi ambientali&#8230;)?<br />
Se anche potessimo quantificarla oggi&#8230;in una prospettiva di lungo termine?<br />
Per essere più chiari, la ricaduta economica di una molecola di CO2 emessa nell&#8217;ambiente oggi, sarà la stessa tra vent&#8217;anni?</p>
<p>Le centrali elettriche hanno un ciclo vitale molto lungo ed un costo tale per cui il loro rendimento va necessariamente calcolato nel tempo, ma un calcolo preciso in molti casi è impossibile perché legato a delle incognite determinate da un mercato imprevedibile. Parlare di economicità di un impianto che durerà 60 anni fotografando la situazione attuale, quando magari l&#8217;impianto entrerà in funzione tra 20 anni (nucleare) equivale a fare tris al videopoker.<br />
Gli unici dati certi riguardano le fonti rinnovabili. Le centrali eoliche/solari si costruiscono nel giro di poco tempo e, una volta costruite, non dipendono dal costo delle materie prime, né dalla loro disponibilità.<br />
Tutte le altre fonti energetiche (escluse quelle a biomassa), allo stato attuale delle cose, hanno costi difficili da determinare in una prospettiva di lungo termine.</p>
<p>Ora, nello specifico, il grande idroelettrico ha raggiunto il suo limite nei paesi evoluti. Il nocciolo duro è costituito dalle fonti fossili. Serve un&#8217;alternativa. Fonti rinnovabili (solare/eolico) o termonucleare?</p>
<p>Le prime entrano in funzione l&#8217;anno prossimo, hanno impatto ambientale nullo e costi certi.<br />
Il termonucleare entra in funzione tra vent&#8217;anni, ha costi indeterminabili e presenta il problema delle scorie e della sicurezza, il quale, ovviamente rientra nel calcolo dei costi indeterminabili.</p>
<p>Cosa scegliamo? Dipende dalla nostra propensione al rischio.<br />
Io che sono un pavido andrei per le rinnovabili.</p>
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	<item>
		<title>Di: PIETRO</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25913</link>
		<dc:creator>PIETRO</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 17:33:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=24630#comment-25913</guid>
		<description>Il discorso sulla Danimarca andrebbe chiarito, sono autonomi solo perchè la Danimarca è il 33° produttore mondiale di petrolio e sono solo 5 milioni di abitanti.
Se si va a vedere il dato del 2007 dei consumi procapite di petrolio in danimarca sono circa 34 barili giornalieri procapite, mentre in Italia sono 29 barili giornalieri procapite, circa il 15% in meno.
http://www.nationmaster.com/graph/ene_oil_con_percap-energy-oil-consumption-per-capita.
Il discorso è che il fotovoltaico costa attualmente circa il doppio del termoelettrico, e nessun incentivo pubblico lo può rendere conveniente, semplicemente si spostano i costi su altre persone, i contribuenti invece degli utilizzatori.
Se tutta l&#039;energia elettrica per uso domestico fosse prodotta con il fotovoltaico il costo addizionale sarebbe di 7 miliardi di euro, e qualcuno li dovrà per forza pagare, sono in media 200 euro annui per famiglia, una bazzecola....
SE almeno ci fosse la certezza che questo sacrificio possa evere una sia pur minima utilità potrei capire, ma basarsi su previsioni costantemente smentite dai fatti come quelle che il club di Roma aveva fatto negli anni 70 sui limiti dello sviluppo non mi sembra molto credibile....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso sulla Danimarca andrebbe chiarito, sono autonomi solo perchè la Danimarca è il 33° produttore mondiale di petrolio e sono solo 5 milioni di abitanti.<br />
Se si va a vedere il dato del 2007 dei consumi procapite di petrolio in danimarca sono circa 34 barili giornalieri procapite, mentre in Italia sono 29 barili giornalieri procapite, circa il 15% in meno.<br />
<a href="http://www.nationmaster.com/graph/ene_oil_con_percap-energy-oil-consumption-per-capita" rel="nofollow">http://www.nationmaster.com/graph/ene_oil_con_percap-energy-oil-consumption-per-capita</a>.<br />
Il discorso è che il fotovoltaico costa attualmente circa il doppio del termoelettrico, e nessun incentivo pubblico lo può rendere conveniente, semplicemente si spostano i costi su altre persone, i contribuenti invece degli utilizzatori.<br />
Se tutta l&#8217;energia elettrica per uso domestico fosse prodotta con il fotovoltaico il costo addizionale sarebbe di 7 miliardi di euro, e qualcuno li dovrà per forza pagare, sono in media 200 euro annui per famiglia, una bazzecola&#8230;.<br />
SE almeno ci fosse la certezza che questo sacrificio possa evere una sia pur minima utilità potrei capire, ma basarsi su previsioni costantemente smentite dai fatti come quelle che il club di Roma aveva fatto negli anni 70 sui limiti dello sviluppo non mi sembra molto credibile&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Walter stucco</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/24630/in-difesa-del-fotovoltaico/#comment-25858</link>
		<dc:creator>Walter stucco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 18:48:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=24630#comment-25858</guid>
		<description>l&#039;esempio è semplice
ma forse poco chiaro lo ammetto

non tutti i soldi che uno spende hanno valore in quanto hanno un ritorno immediato.

l&#039;automobile è una di quelle cose che non vale la pena acquistare
perde valore subito e in maniera esponenziale,
è fonte di spese altissime e, in città, se uno ci pensa bene, non è neanche così utile.
ma nel nostro paese, purtroppo, è spesso indispensabile.

allora invece di dirottare i soldi per gli incentivi alle auto, come se non avessimo già in media 3 auto a testa, si potrebbero dirottare in qualcosa di utile o di educativo.

Se passa l&#039;idea che il fotovoltaico o le energie alternative costano troppo (oggi) e non si possono incentivare, mentre le auto eccome se si incentivano, si invita la gente a consumare e bruciare petrolio.

incentivassero auto ibride, per esempio.
o i pannelli solari.
o le biomasse.

bisogna decidere quali settori avvantaggiare per il futuro.non per l&#039;immediato.

il nucleare è una di quelle cose che fanno parlare, perché sembra la panacea di tutti i mali.ma così non è.costa e pure tanto.E&#039; una fonte in esaurimento.E&#039; inquinante.
A fronte di un incremento produttivo che non è così alto se si considerano anche i tempi di startup e shutdown delle centrali (che non sono eterne, ricordiamolo).

si guardasse l&#039;esempio della Danimarca.
Che gran parte dei problemi li ha risolti, semplicemente delocalizzando la produzione.Piccole centrali dove c&#039;era poco fabbisogno e grandi centrali nei pressi dei centri industriali.

Cosi l&#039;industria paga e si subisce le controindicazioni di consumare molta energia.

I centri urbani no.
Si riduce anche tantissimo la dispersione.

I problemi si risolvono affrontandoli, non mettendo le pezze.
Certo se oggi importiamo l&#039;X% di energia, non è che da domani possiamo dimezzarlo.Ci vorranno anni.
La Danimarca nel 1973 era dipendente al 99% da petrolio straniero.Oggi il 21% dell&#039;energia viene dall&#039;eolico.Si sono prefissati di produrre il 75% dell&#039;energia col vento entro il 2025.
E sono ormai completamente autonomi.
Anzi, se non sbaglio, esportano anche.
Progetti lungimiranti, a lungo termine, e, certo, costosi.Ma che danno ottimi frutti.

Poi loro fanno anche la corrente dal mare con le wave dragon, che sfruttano il movimento delle onde, che noi potremmo almeno sperimentare.
sarà roba di poco, ma è praticamente gratis.
magari ci accendiamo le luci dei porti...

l&#039;unica cosa che l&#039;Italia ha in abbondanza è la costa e il mare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;esempio è semplice<br />
ma forse poco chiaro lo ammetto</p>
<p>non tutti i soldi che uno spende hanno valore in quanto hanno un ritorno immediato.</p>
<p>l&#8217;automobile è una di quelle cose che non vale la pena acquistare<br />
perde valore subito e in maniera esponenziale,<br />
è fonte di spese altissime e, in città, se uno ci pensa bene, non è neanche così utile.<br />
ma nel nostro paese, purtroppo, è spesso indispensabile.</p>
<p>allora invece di dirottare i soldi per gli incentivi alle auto, come se non avessimo già in media 3 auto a testa, si potrebbero dirottare in qualcosa di utile o di educativo.</p>
<p>Se passa l&#8217;idea che il fotovoltaico o le energie alternative costano troppo (oggi) e non si possono incentivare, mentre le auto eccome se si incentivano, si invita la gente a consumare e bruciare petrolio.</p>
<p>incentivassero auto ibride, per esempio.<br />
o i pannelli solari.<br />
o le biomasse.</p>
<p>bisogna decidere quali settori avvantaggiare per il futuro.non per l&#8217;immediato.</p>
<p>il nucleare è una di quelle cose che fanno parlare, perché sembra la panacea di tutti i mali.ma così non è.costa e pure tanto.E&#8217; una fonte in esaurimento.E&#8217; inquinante.<br />
A fronte di un incremento produttivo che non è così alto se si considerano anche i tempi di startup e shutdown delle centrali (che non sono eterne, ricordiamolo).</p>
<p>si guardasse l&#8217;esempio della Danimarca.<br />
Che gran parte dei problemi li ha risolti, semplicemente delocalizzando la produzione.Piccole centrali dove c&#8217;era poco fabbisogno e grandi centrali nei pressi dei centri industriali.</p>
<p>Cosi l&#8217;industria paga e si subisce le controindicazioni di consumare molta energia.</p>
<p>I centri urbani no.<br />
Si riduce anche tantissimo la dispersione.</p>
<p>I problemi si risolvono affrontandoli, non mettendo le pezze.<br />
Certo se oggi importiamo l&#8217;X% di energia, non è che da domani possiamo dimezzarlo.Ci vorranno anni.<br />
La Danimarca nel 1973 era dipendente al 99% da petrolio straniero.Oggi il 21% dell&#8217;energia viene dall&#8217;eolico.Si sono prefissati di produrre il 75% dell&#8217;energia col vento entro il 2025.<br />
E sono ormai completamente autonomi.<br />
Anzi, se non sbaglio, esportano anche.<br />
Progetti lungimiranti, a lungo termine, e, certo, costosi.Ma che danno ottimi frutti.</p>
<p>Poi loro fanno anche la corrente dal mare con le wave dragon, che sfruttano il movimento delle onde, che noi potremmo almeno sperimentare.<br />
sarà roba di poco, ma è praticamente gratis.<br />
magari ci accendiamo le luci dei porti&#8230;</p>
<p>l&#8217;unica cosa che l&#8217;Italia ha in abbondanza è la costa e il mare&#8230;</p>
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