Ogni collaboratore di un giornale ha un suo stile inconfondibile, che lo rende unico e riconoscibile fin dalle prime battute. Qualche volta, però, ci si lascia prendere la mano.
Voi cosa pensereste, leggendo un titolo su Corriere.it del tipo “Gli italiani che sbagliano e fanno le vittime”, sottotitolo “Studenti che copiano, evasione fiscale, appalti poco trasparenti e il razzismo degli stadi”? Io ho pensato, inizialmente, che fosse una parodia dei soliti articoli di costume di Beppe Severgnini sui difetti degli italiani. L’ho letta e l’ho trovata molto divertente fin dall’inizio, quando dice “Oggi parliamo di plagio accademico, cori contro Balotelli, professionisti ingordi e cemento (male) armato”, o quando passa da quelli che copiano all’università agli evasori fiscali semplicemente buttando lì un “lo stesso meccanismo opera in altri campi”. Poi sono arrivato alla fine, e immaginate il mio stupore quando ho scoperto che era davvero un articolo di Severgnini. Che coraggio, che autoironia, che prova di umiltà scrivere la parodia di se stessi.
Al Giornale non piace l’incertezza. “Gli stupratori della donna, una quarantenne di Rapallo, sarebbero, con molta probabilità, stranieri, almeno secondo quanto ha riferito la vittima, ancora in preda allo choc, ai carabinieri che ne hanno raccolto la testimonianza a poche decine di minuti dal fatto”, si legge nell’articolo. Un’affermazione pacata ed equilibrata, proprio come il titolo dello stesso articolo: “Porta a spasso il cane, violentata da stranieri”. Ma a gareggiare nella categoria “titolo più insensato della settimana” c’è anche il Corriere, con “Aosta, abbandonano i bimbi in pizzeria – Figlia morta, condannato padre naturale”. Quello che il titolista, nel buffo linguaggio tipico della sua gente, avrebbe voluto comunicare, è che 1) tre bambini sono stati abbandonati ad Aosta dalla madre e dal suo attuale compagno, e 2) il padre naturale dei bambini sta scontando una condanna a due anni per lesioni mortali ai danni di una quarta figlia. Cosa c’entri questo con la vicenda, non è affatto chiaro. Come si potesse pensare di sintetizzare tutto questo in un unico titolo, tantomeno.
Notizie importanti: “Madonna cade da cavallo: lievi ferite”. Milioni di persone vorranno sapere tutto a riguardo. “La portavoce della popstar, Liz Rosenberg, ha spiegato che il cavallo si è spaventato perché alcuni paparazzi sono sbucati all’improvviso da cespugli per fotografare la cantante”. Ah, bè. “Adriano stregato da “Donna Fragolina””. Da non perdere il sottotitolo: “La ballerina brasiliana famosa nel suo Paese per il lato B esce allo scoperto: «Io e l’Imperatore siamo felici»”. Segue l’immancabile galleria fotografica. “Il marito di Moana Pozzi: «Ho fatto di tutto per farla morire»”. Da notare soprattutto “confessione choch” e la stupenda frase a fine articolo, completamente avulsa dal contesto e dalla punteggiatura incerta (“Nel corso della puntata, Maurizia Paradiso, è svenuta in diretta televisiva”). “Ventuno cavalli morti uno dopo l’altro”. Un fondamentale pezzo di cronaca nera (sì, dai, in un certo senso) direttamente dalla Florida. Mia nonna l’anno scorso ha fatto fuori una quindicina di galline ma non ho visto articoli a riguardo nemmeno sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
Per il resto, titoli da ricordare: ennesimo di una lunga serie, “A cinque anni cade dal balcone e muore”. “Ucciso parcheggio: preso assassino”. Quanti anni di carcere fa chi uccide un parcheggio? “Siracusa, 00:01 – Scomparso un bambino a Siracusa, ricerche in corso”. “Siracusa, 00:08 – Ritrovato bambino scomparso a Siracusa, era su un albero”. Io da piccolo sono scomparso un sacco di volte mentre giocavo a nascondino.
























D’ora in avanti la parola choch la userò sempre
quella del bamabino sull’albero, però, è molto poetica: mi ricorda quando da piccola mi persi perché inseguivo naso in aria una colomba (un piccione, boh) in volo!
o una mia amichetta che si era addormentata sotto un pino: al sud capita spesso, in campagna
““Madonna cade da cavallo: lievi ferite”beh sì, effettivamente, ero molto preoccupata:D
“Il marito di Moana Pozzi: «Ho fatto di tutto per farla morire»”.
Scritta in questo modo, sembra quasi che il marito era “ansioso” di sbarazzarsene!
Quella del bambino ritrovato in 7 minuti fa schiattare. Se non perdevano tempo ad avvertire l’agenzia di stampa, l’avrebbero ritrovato in 4 minuti forse.
“Il marito di Moana Pozzi: «Ho fatto di tutto per farla morire»”.
Scritta così, sembra quasi che il marito era ansioso di sbarazzarsene…
manca
bambino cade dal 12° piano e muore
adesso mi sono accorto che quella del bambino c’è
Sul sito di Metilparaben citano un altro bel titolo del Corriere: “Bruciarono il crocifisso in classe. Denunciati sette studenti di Rho” che nel sottotitolo dice: “Le accuse: vilipendio della religione di Stato”. Peccato che in Italia il cattolicesimo non sia più religione di Stato da mo’…
forse intendevano vilipendio della religione di Stato Vaticano