Il ritiro di John Madden, voce del football

23 aprile 2009

Commenta la finalissima e va via: dal ritiro a ritroso la storia dell’uomo che più di tutti, in questi anni, ha fatto compagnia agli americani

La sera dello scorso primo febbraio, i Pittsburgh Steelers battevano 27-23 gli Arizona Cardinals nella quarantatreesima edizione del Super Bowl della National Football League, una delle più emozionanti finali degli ultimi decenni, decisa a soli 35 secondi dal fischio finale con il touchdown del wide receiver Santonio Holmes (poi nominato MVP). Quell’incontro, alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi, acquista ulteriore rilevanza e assume un altro significato: la finalissima tra Steelers e Cardinals è stata infatti l’ultima partita commentata da John Madden, il quale ha annunciato il proprio ritiro il 16 aprile. 

IL MITO VIVENTE – John Earl Madden è molto più di un semplice commentatore televisivo, o meglio di un “color commentator“, termine squisitamente americano per definire chi fa da spalla al telecronista (spesso ex atleti o allenatori che hanno modo di parlare – talvolta a sproposito, o per dire ovvietà – nelle interruzioni di gioco). John Madden è una leggenda vivente, al tempo stesso una delle personalità più influenti della NFL e membro onorario di ogni famiglia a stelle e strisce che, negli ultimi trent’anni, abbia santificato le proprie domeniche (ma anche qualche Giorno del Ringraziamento) guardando il football in televisione. Con il suo fisico imponente e il suo sorriso perennemente stampato sul volto, la sua è una delle figure più riconoscibili dello sport Usa, dentro e fuori dai confini degli Stati Uniti, divenuta un vero e proprio marchio nel senso letterale del termine, grazie a una arcinota serie di videogiochi sportivi della Electronic Arts che porta il suo nome. Per molti, insomma, John Madden è sinonimo di football americano. 

LA STORIA - Nato il 10 aprile 1936 in quel di Austin, Minnesota, quindi trasferitosi in giovane età a Daly City, California (sobborgo di San Francisco), Madden manifestò fin da subito la sua predisposizione per lo sport della palla ovale, mostrando tutto il proprio talento da giocatore della Jefferson High School, quindi alle università da lui frequentate, ovvero University of Oregon, College of San Mateo, ma soprattutto California Polytechnic State University di San Luis Obispo, California, per la quale si distinse giocando sia in difesa che in attacco, e con la quale vinse ogni tipo di onorificenza nel ruolo di offensive tackle. Le sue prestazioni furono ovviamente notate dagli scout della lega dei professionisti, nei quali approdò nell’anno 1958, scelto al 21esimo giro (numero 244 totale) dai Philadelphia Eagles. Il sogno di giocare nella NFL ebbe però brevissima durata, poiché un brutto infortunio al ginocchio, avvenuto nel corso del training camp prestagionale, mise fine alla sua carriera da giocatore, prima ancora di aver avuto la chance di scendere in campo con la divisa della nuova squadra. 

Un commento a Il ritiro di John Madden, voce del football

  1. ricchiuti

    bellissima storia, grazie

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