Economia

Popolari italiane: un futuro oscuro da festeggiare

22 aprile 2009

” Sociale e cooperativo” vuol dire sicuro? Non per le banche. O perlomeno, non per le banche italiane

(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore).

Democrazia poca, tanta politica e della peggior specie. L’armentario è il solito: voti di scambio, compromessi segreti, lotte tra clan, ipocrisia e retorica per giustificare l’uso arbitrario del denaro della comunità. Così funzionano le banche popolari italiane. Nulla ti fa dubitare dell’efficacia del meccanismo delle assemblee e delle votazioni democratiche quanto assistere alle riunioni fiume dei soci di questi istituti, con l’aggiunta dei colori e dei sapori da sagra di paese che non migliorano il quadro d’insieme. Domenica scorsa circa seimila persone hanno sfidato il forte vento sotto un tendone a Modena per l’assemblea della Banca popolare dell’Emilia Romagna, sabato prossimo il doppio degli “spettatori” si riunirà a Milano per il rinnovo della cda della Bpm. Il risultato di Modena era scontato, come nella maggior parte di queste vicende, e l’assemblea è stata la solita passerella di tutti i potentati locali (imprenditori, sindacalisti, cooperative, commercianti) unanimi nel lodare la “scelta di continuità” che ha portato l’ex amministratore delegato Guido Leoni a diventare presidente dopo essersi scelto il successore: l’amico Fabrizio Viola.

CARA VECCHIA PROVINCIA – Tutto secondo copione, la lista di Viola ha conquistato i sei posti in cda e ha potuto ribadire tutta la litania classica delle popolari (il legame con il territorio, l’attenzione alle Pmi, alla crescita delle persone piuttosto che del profitto). L’edizione 2009 dei discorsi nelle assemblee prevede un’aggiunta: la maggior resistenza alla crisi. L’ultimo ritrovato degli slogan dei “Profumo di periferia” è che le popolari hanno retto meglio perché meno “ingolositi” dalle sofisticazioni della finanza derivata. Sono loro il punto di riferimento affidabile e vicino per risparmiatori ed imprese. Poco importa che dopo aver dato meno utili delle banche normali per anni, le popolari stanno anch’esse ricorrendo ad aumenti di capitali e ai Tremonti Bond per puntellare patrimoni venduti come “più sicuri” delle concorrenti commerciali. Basterebbe questo a rendere discutibile l’affermazione che il modello cooperativo è vincente in tempi di crisi. Val la pena aggiungere che proprio il sistema delle popolari sta gestendo tra mille difficoltà il crack di banca Italease, la più grande storia di speculazione degli ultimi anni. Bper ci ha già rimesso, tra svalutazioni e ricapitalizzazioni, 250 milioni di euro, altri fondi saranno necessari visto che la bad company di cui è diventata azionista con gli altri istituti (Banco popolare, Bpm, popolare di Sondrio) nasce con 5 miliardi di crediti di dubbia riscossione. Non è stata l’unica avventura malriuscita della gestione Viola: l’acquisto della banca d’affari Meliorbanca non annuncia ritorni positivi a breve, a metà del piano di ristrutturazione il rosso già segna 60 milioni di euro con prospettive di mercato non sono certo esaltanti.

CAMPANELLI ZERO - Nulla di tutto questo è bastato a far dubitare i soci, come non c’è riuscito il crollo dell’utile 2008 del 55% e un conseguente taglio del dividendo da 48 centesimi a 18. L’ovvia considerazione è che la rielezione dei cda

3 commenti a Popolari italiane: un futuro oscuro da festeggiare

  1. roberto

    az..ed io che ho aperto da poco un conto dovrei scappare?????
    Ma la bpm non vanta comunque rapporti con imprenditori milanesi? Cioè…non ci stanno solo poveri str…i come me che producono reddito solo per loro stessi, ma anche persone che la banca la usano.

  2. roberto

    ah..la mia è webank….

  3. Mikelander

    Val la pena aggiungere che proprio il sistema delle popolari sta gestendo tra mille difficoltà il crack di banca Italease, la più grande storia di speculazione degli ultimi anni.

    Val la pena ricordare anche che, come sempre, i colpevoli restano impuniti, e ne fanno le spese i piccoli risparmiatori, gabbati ancora una volta. Certo che come vigilanza e giustizia siamo messi proprio bene!!!!!!!!!!!!

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