Il caso Saccà, il PD e il silenzio dei deficienti

21 aprile 2009

Hanno perfettamente ragione Il Giornale e Il Tempo a denunciare il silenzio del centrosinistra a proposito del caso Berlusconi-Saccà, per i quali il Gip di Roma ha ieri disposto l’archiviazione rispetto all’accusa di concorso in corruzione in relazione alla vicenda legata alla raccomandazione di cinque attrici per la produzione di fiction televisive in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico allo stesso Saccà. E a denunciare la stranezza secondo la quale non è arrivato “nessun commento da chi nel 2007 urlava allo scandalo e chiedeva il licenziamento“, e il no comment “che oggi il centrosinistra sfoggia davanti alla fine di una vicenda che, a distanza di un anno e mezzo, si è dimostrata un’enorme bolla di sapone“. Hanno ragione, i due quotidiani, ma non per il motivo che sfoggiano: il licenziamento chiesto per Saccà - e non ottenuto perché il consigliere d’amministrazione Sandro Curzi si astenne durante la votazione, dimostrando così che il motto “cane non mangia cane” non vale solo nel mondo animale, ma anche nel diritto societario, per lo meno in Italia - non dovrebbe entrarci assolutamente nulla con le accuse di corruzione a lui rivolte da un pubblico ministero alquanto severo. C’entra eccome, invece, con la fairness che ogni dirigente d’azienda – specialmente di quelle pubbliche come la Rai - dovrebbe avere. Una fairness che dovrebbe fargli comprendere al volo che non è il caso di mettersi al telefono con un politico a parlare della programmazione della Rai e delle veline da assumere per fare da tappezzeria all’ennesimo spettacolino patetico da propinare in prima, seconda o terza serata.

E invece no. Già all’epoca c’era chi, nel centrosinistra, perdeva l’ennesima buona occasione per starsene zitto: “La mia concenzione è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino - commentò il Pd Giorgio MerloSe avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction sarebbe stato un atto criminale?“. No, assolutamente. Tanto è vero che c’è anche chi l’ha fatto. Sarebbe stato soltanto clamorosamente inopportuno. Ma per fortuna, anche se ci avesse provato, Merlo non sarebbe certo stato ascoltato dal potentissimo ex direttore generale, che giustamente aveva orecchio soltanto per chi in Rai contava veramente, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. E oggi può uscirsene con dichiarazioni del genere all’Ansa: “L’archiviazione di oggi dimostra che anche se in ritardo la giustizia c’è e io lo avevo detto anche dopo i primi durissimi mesi: Il Gip parla chiaramente di ‘mera, fantasiosa illazione’ a proposito della presunta corruzione e sulla base di questo io sono stato intercettato per sei mesi. Inoltre è stato chiarito che nel momento in cui realizzo le fiction, non quando le progetto, non sono incaricato di pubblico servizio. In pratica a partire dalla decisione di spostare da Napoli a Roma il processo passando attraverso le richieste dei Pm, la decisione del Gip di oggi e quella dei giudici del lavoro, ho trovato sempre soddisfazione dalla giustizia“. E poi, come ogni innocente che si rispetti, strillare al complotto: “Quello che ora bisogna dire è che in Rai è successo qualcosa di terribile, di orribile, di persecutorio: l’azienda infatti conosceva già dal gennaio 2008 la posizione del Gip e invece di difendere, non solo me personalmente ma Raifiction e la Rai tutta, da accuse di malversazione, ha preferito un’altra strada. Poteva risparmiarmi un calvario di un anno e quattro mesi. Ma contro di me ci sono stati tanti avventizi anche se l’azienda vera, già prima delle elezioni politiche, mi aveva difeso (mi riferisco in primo luogo all’Adrai, l’associazione dei dirigenti, e a Giovanni Minoli, ma anche a Freccero, Del Bufalo e ex dirigenti come Pier Luigi Celli). Non ho rancori e non cerco vendette ma solo giustizia“.

Ha ragione, Agostino. La giustizia – o, per meglio dire, il codice penale – è dalla sua parte: con tutto quello che accade in Italia, e soprattutto nel pubblico, proprio lui – solo lui! – dovrebbe essere sanzionato per una richiesta di raccomandazione che arriva da un politico? Ma siamo seri, come direbbero i comici. Se così fan tutti, perché ci deve andare di mezzo proprio lui? Ma la questione, sia chiaro, oltre che giuridica è anche politica: può uno che è stato beccato con il sorcio in bocca – come dicono a Oxford - cercare di passare per perseguitato? E soprattutto: può oggi il Partito Democratico fare finta di nulla, dimenticandosi di ricordare a tutti che il problema non è – non era – giudiziario, ma in primis politico? E farlo in spregio a tutte le dichiarazioni indignate che i suoi esponenti avevano profferito soltanto un anno fa? Certo che può, visto che lo sta facendo. Ma è difficile, da parte di chi vede le cose dal di fuori, non classificarlo come il tipico silenzio dei deficienti.

***

15 commenti a Il caso Saccà, il PD e il silenzio dei deficienti

  1. Maria Teresa

    In due giorni avete evidenziato due “dimenticanze” del Pd. O hanno bisogno di una curetta per la memoria, o, evidentemente, ricordano solo quello che gli pare.

  2. Ancora una volta, nel nostro paese ci si trincera dietro la “LEGGE” (la “GIUSTIZIA” è, davvero, un’altra cosa!) per mascherare una cosa che è palesemente non “etica” non “corretta”, insomma semplicemente da non fare. E che in modo bipartisan, si fa tranquillamente

    Non mi stupisce più (ormai, sigh…) la deriva del Pd.

    Grande il titolo

    C.

  3. Maria Teresa (Nuvola Rossa)

    Bello il proverbio di Oxford!:D

    E\’ proprio vero: \”Rai, di tutto, di più…\” che schifo Saccà, che schifo avere un premier che raccomanda in maniera così vergognosa quattro o cinque fanciulle di cui sono pieni i fossi.

  4. “che schifo avere un premier che raccomanda in maniera così vergognosa quattro o cinque fanciulle di cui sono pieni i fossi.”

    io sono disposto a raccomandarne anche di più!

  5. grano

    Eh, il Pd ha ancora un po’ troppo il difettuccio di andare a rimorchio delle azioni della magistratura (legando di conseguenza le proprie posizioni e la loro credibilità ed efficacia alle valutazioni giudiziarie, come nel caso specifico) anziché porre fermamente le questioni su un piano meramente politico.
    Fa parte di quel miope senso gregario verso la magistratura da cui il Pd non riesce a liberarsi (o non vuole?), salvo poi contorcersi quando le indagini dei Pm si rivolgono contro i suoi esponenti.

  6. PRINCIPE PIROPALLO DI CAPRACOTTA

    la guerra tra religioni ed ateismo, tra morale e libertario, tra tradizione e innovazione, tra antico e asettico……vedrà schierati contro fratelli e fratelli, padri e figli, amanti e amanti

    gott mit uns

  7. “ovrebbe essere sanzionato per una richiesta di raccomandazione che arriva da un politico?”

    ma non so, fai tu.

    poi per essere precisi non sono semplicemente “richieste di raccomandazione” ma delle pressioni vere e proprie, tant’è che dice pure nelle intercettazioni di dire alle attricette che lui ha fatto “pressioni” (“dille, sottolinea un mio ruolo attivo…”).

    Poi vabè, il comprare dei senatori con delle donne per dei voti non è illegale, è la famosa dose personale di prostituzione. lecita.

  8. grano

    “Io sono disposto a raccomandarne anche di più”
    Bravo Gregorj, peccato per te che non sei al potere… e poi è un modo come un altro per promuovere le quote rosa ;-)

  9. “e poi è un modo come un altro per promuovere le quote rosa”

    vedo che io e te ci intendiamo benissimo, grano ;-)

    (leggete falkenberg in apertura, il suo articolo è molto più bello del mio!)

  10. pilu

    è stata consegnata l’italia nelle mani della cupola mafiosa che spargendo in tante tasche il denaro pubblico sottratto con la truffa e l’inganno di leggi create ad hock,ai cittadini.mi fa meraviglia che sia la finanza che i carabinieri e la polizia di stato stia a guardare lo scempio del nostro paese e non muova un dito.probabilmente anke loro avranno interesse cher questo succeda a discapito del futuro di loro stessi,dei loro famigliari e figli.ma si sa in italia x il dio denaro sie è sempre venduta la madre ed il culo!
    ci sara la rivolta sociale!!!!!!!!!!

  11. Il PD non fiata perché sta prendendo appunti, torneranno utili quando torneranno al Governo… siamo in Italia, che per molte cose è la nazione più settentrionale del Medio Oriente. Saccà, come molti altri di destra, centro e di sinistra, si comporta come si sono sempre comportati in RAI.
    Possiamo incavolarci perché Saccà non è stato più professionale di altri ed io perosnalmente sono schifato, ma sono altrettanto schifato da tutto il resto del carrozzone, comunisti compresi, che pratica lo stesso metodo di “selezione”

  12. sì, e poi si incazzano perché fanno le nomine a palazzo Grazioli. Perché, se sceglievano lo stadio Olimpico invece andava bene?

  13. Beh all’Olimpico almeno potevamo andarci anche noi ad ammirare le “selezionande”!!!

  14. Tuo kuggino

    Beh, Travaglio scrive + o – le stesse cose da 2 anni, però lui è un forcaiolo giustizialista giacobino per cui non conta…. .-))))

  15. italia dei valori ha clonato un manifesto elettorale del centrodestra

    http://kromeblog.kromeboy.net/archivio/litalia-delle-liberta/

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