Castronerie calcistiche da coppe

21 aprile 2009

 

Si parla di calcio 7 giorni su 7, molto spesso a vanvera, specie da chi letteralmente ci vive. Giocatori, allenatori, dirigenti e giornalisti sportivi spesso testimoniano colle loro parole di avere problemi coi vari regolamenti calcistici. In questa puntata saranno illustrate le migliori castronerie regolamentari di gennaio.

Alla vigilia della sfida contro l’Inter, il giallorosso Perrotta esterna i suoi dubbi sull’attuale formula della Coppa Italia, a grandissime linee obiettando che: a) le due finaliste della scorsa edizione (Roma ed Inter) si incontrano già nei quarti e non sono state poste ai due estremi del tabellone come nelle scorse edizioni;  b) la Roma quale detentrice dovrà giocare la gara (unica) dei quarti di finale in trasferta a Milano e non, come sarebbe più “logico” in casa, essendo la detentrice.  Fermo restando che c’è piena libertà di criticare la formula di un torneo, non bisogna però dimenticare che l’attuale formula è nota almeno dal 29 luglio 2008, e prevede che la Coppa Italia sia interamente giocata ad eliminazione diretta con gara unica giocata in casa della squadra che nella scorsa stagione giocava nella serie maggiore (con “sostituzione” delle retrocesse colle neo promosse) o, in caso di uguale serie, meglio piazzatasi in classifica, con quattro eccezioni a tali norme: 1 – la detentrice è considerata la squadra meglio piazzata a prescindere;  2 – le semifinali si giocano con gare di andata e ritorno; 3 – per il quarto turno ed i quarti di finale la squadra che gioca in casa è stata decisa tramite sorteggio, effettuato fra l’altro il 30 luglio 2008, prima dell’inizio della competizione; 4 – la finale si giocherà in un campo che sarà scelto dalla Lega a torneo in corso. Perrotta si lamenta perciò con parecchio ritardo, sia per la formula in generale sia per il sorteggio che ha stabilito l’ospitante dei quarti di finale, essendo noto fin da prima che cominciasse il torneo che, se qualificate, l’Inter avrebbe giocato i quarti in casa e la Roma in trasferta, a prescindere dall’avversaria. La castroneria regolamentare riguarda però l’annotazione sulle passate edizioni della Coppa Italia: per Perrotta le due finaliste della precedente edizione erano le prime due teste di serie ma ciò non è assolutamente vero.

SVELATO L’ARCANO - Le 8 teste di serie che iniziano il torneo dagli ottavi, erano individuate, fino alla stagione passata, nelle squadre che partecipavano alle Coppe europee (4 in Champions, 3 in UEFA ed 1 in Intertoto), inserite nel tabellone a tavolino in base alla classifica conseguita nel campionato appena terminato, colla sola eccezione della detentrice considerata in tutti i casi la migliore delle teste di serie. La composizione a tavolino del tabellone era eseguita in modo che, in finale, si sarebbero dovute scontrare effettivamente le prime due teste di serie, che non erano quindi le finaliste della passata edizione, bensì la detentrice e il campione nazionale. Quindi che Inter e Roma fossero state non solo le due finaliste ma anche le prime due in campionato, poco contava: se la finale della Coppa Italia 2006/07 fosse stata Roma-Lazio, coi giallorossi vincenti, sempre Roma ed Inter sarebbero state le due prime teste di serie dellaCoppa Italia 2007/08.

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