Il condono della tortura

21/04/2009 - Con una mano dare e con l’altra togliere. Obama ha pubblicato le scioccanti rivelazioni sull’utilizzo della tortura sotto l’Amministrazione Bush, concedendo però l’immunità agli agenti che l’hanno utilizzata. Una decisione che mostra il caos giuridico e morale della guerra al

     
 

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Con una mano dare e con l’altra togliere. Obama ha pubblicato le scioccanti rivelazioni sull’utilizzo della tortura sotto l’Amministrazione Bush, concedendo però l’immunità agli agenti che l’hanno utilizzata. Una decisione che mostra il caos giuridico e morale della guerra al terrorismo.

Uno dei primi ordini esecutivi della presidenza Obama, emesso a due giorni dall’insediamento, ha vietato l’utilizzo di forme di interrogatorio simili o del tutto comparabili alla tortura. Da quella prima decisione i passi dell’Amministrazione sono stati contraddittori, e certo non hanno replicato nella pratica governativa l’ infiammata retorica della campagna elettorale. Dopo un intenso dibattito interno all’Amministrazione, Obama ha deciso di pubblicare i pareri legali forniti dai consulenti giuridici del Dipartimento di Giustizia agli agenti della Cia, che hanno interrogato i membri di Al-Qaeda o di altri network terroristici tra il 2002 e il 2005. Le forme di interrogatorio reputate legali sconfinano ampiamente nella palese violazione dei diritti umani, e sono stati definiti un viaggio nella depravazione da un editoriale del New York Times uscito sabato 18 aprile. Il Dipartimento di Giustizia, guidato in quel periodo prima dal social conservative John Aschcroft e poi da Alberto Gonzalez, giurista ispanico e fedele texano della dinastia Bush, aveva ritenuto legittimo impedire il sonno per 11 giorni consecutivi, oppure utilizzare in modo estensivo il waterboarding, una tecnica che simula l’annegamento. I consulenti bushiani dell’ Office of Legal Counsel spiegavano agli agenti Cia come mettere un detenuto all’interno di una scatola ospitante insetti o collari per colpirli in modo da non compiere infrazioni rispetto alla legge. Un estensore dei pareri legittimanti la tortura, Jay Bybee, particolarmente prodigo di lodi per l’efficacia del waterboarding, è stato successivamente nominato giudice federale da Bush. La pubblicazione dei documenti, una battaglia dell’American Civil Liberties Union, è arrivata dopo molte richieste negate, e dopo che numerose, sconcertanti indiscrezioni erano già trapelate negli anni scorsi.

 - TRA NORIMBERGA E IL TRADIMENTO - I memo del Dipartimento di Giustizia hanno incendiato una polemica che percorre l’opinione pubblica statunitense dall’inizio della guerra al terrore. I liberal di ogni rango e provenienza hanno salutato la decisione di Obama con soddisfazione, anche se hanno mostrato una ferma opposizione all’amnistia promessa dal presidente, che nel documento di pubblicazione dei memo secretati aveva rimarcato come nessun ufficiale della Cia sarebbe stato perseguito. La giustificazione – hanno eseguito solo ordini – ha incendiato gli animi progressisti, che hanno evidenziato l’analogia con i tentativi di discolpa dei gerarchi nazisti. Obama ha però voluto tranquillizzare la Cia e l’establishment militare, che certo non ha gradito la rivelazione di documenti segreti relativi alla sicurezza nazionale. Questo aspetto è stato rimarcato dai critici conservatori dell’attuale presidenza, che hanno accusato l’attuale Amministrazione di rendere meno sicura l’America, fornendo indizi preziosi ai nemici del Paese. Una critica mossa dall’ex direttore della Cia Michael Hayden, sia dalle colonne del Wall Street Journal che da Fox News, ormai diventata il canale ufficiale dell’Anti Obamismo. Altri esponenti della galassia conservatrice, come Kristol o Krauthammer, hanno rimarcato come non ci sia nulla di sbagliato nel proteggere l’America, anche se questo significa simulare l’annegamento di un detenuto per quasi 200 volte. La divisione sull’opportunità della pubblicazione dei memo è stata presente anche tra gli uomini di Obama, superata solo con la decisione di assolvere qualsiasi agente responsabile di torture. La scelta del presidente, condivisa con l’Attorney General Eric Holder, è però in palese contrasto con la Convenzione contro la Tortura, ratificata dal Senato americano nel 1994, che non giustifica chi ha ammesso simili pratiche seguendo un ordine dai superiori. Leon Panetta e Dennis Blair, i vertici della Cia scontratisi con Holder sulla pubblicazione dei memo, hanno però ribadito la difesa assoluta dei loro agenti, sottolineando come non ci sia bisogno della feroce autocritica subita dall’apparato militare ai tempi del Vietnam. Holder ha però fatto trapelare la notizia che chi è andato oltre potrebbe essere indagato, cercando così di tacitare l’indignazione liberal, sbeffeggiata dai conservatori come l’ennesima prova di mancanza di patriottismo della sinistra americana.

 - LA LOTTA AL TERRORE (INTERNO) - Nell’editoriale sopracitato del New York Times, il quotidiano della Grande Mela ha chiesto l’impeachment del giudice federale Jay Bibee per l’appoggio alla tortura mostrato dai documenti del Dipartimento di Giustizia pubblicati dall’Amministrazione. Se la parola di Obama basta e avanza per rassicurare la Cia e i suoi agenti che hanno torturato i prigionieri, più voci del Congresso democratico hanno chiesto di nuovo un chiarimento su Bush e la sua gestione della guerra al terrore. Pat Leahy, a capo dell’influente commissione giudiziaria del Senato, ha pubblicamente espresso il desiderio di istituire una commissione di inchiesta sull’utilizzo della tortura durante gli anni Bush/Cheney. Gli abusi subiti dai prigionieri di guerra rinfocolano polemiche mai sopitesi su un altro aspetto molto controverso della guerra al terrore, le registrazioni di conversazioni di privati cittadini effettuate dalle compagnie telefoniche oppure il controllo della loro posta elettronica. Nell’estate dell’anno scorso l’emendamento al FISA , che garantì l’immunità a chi registrò o controllò illegalmente le comunicazioni, lasciò interdetta la base progressista. Obama e altri big del gruppo democratico votarono a favore del salvacondotto, una ferita non ancora rimarginata tanto che il New York Times ha ancora una volta richiesto un chiarimento complessivo sulle illegittimità compiute dall’Amministrazione Bush nella persecuzione del terrorismo.

 - I LIMITI DEL DIRITTO - Dopo la chiusura di Guantanamo, l’immunità ai torturatori sembra un voltafaccia di Obama, poco propenso al change democratico nelle materie di sicurezza interna. L’argomento è però più scivoloso di quanto appaia, e sicuramente i limiti dell’architettura giuridica pensata per le guerre tra Stati, cristallizzata nelle Convenzioni di Ginevra, e non per i conflitti asimmetrici acuiscono problematiche di dubbia risoluzione, come già ben illustrato nell’articolo scritto per Giornalettismo da Stefano Marcucci. La stessa chiusura del campo di detenzione cubano deve ancora essere chiarita in molti aspetti giuridici, e rimane forte l’impressione di un’Amministrazione desiderosa di coprire con strette di mano e aperture mediatiche una politica estera invero più timida e moderata nella sua novità di quanto promesso durante la campagna elettorale. Secondo Gallup, Obama è comunque il presidente più popolare degli ultimi 30 anni nei primi tre mesi di mandato. La crisi economica, in questo senso, è davvero un’opportunità da sfruttare.

     
 

1 Commento

  1. gloria scrive:

    devo ancora farmi un’idea sulla faccenda. Se ha giustificato la Cia deve esserci qualcosa di più di un:” hanno eseguito gli ordini”, a meno che Obama,semplicemente, non abbia il coraggio di andare fino in fondo. Devo rileggerti e rileggere Marucci

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