FIGLIO DEL REALISMO – Però Zaia è un furbacchione dalla duttile filosofia, o meglio un non snaturato figlio della sua terra. Le cause le sposa sempre con mucho juicio e realismo: appena è spuntato fuori un sondaggio fatto fra i coltivatori di mais del Veneto e Friuli dal quale risultava che più della metà è favorevole a coltivazioni ogm e solo un quinto contrario, e che comunque quasi i tre quarti ritiene che ogni agricoltore avrebbe il diritto di scegliere cosa produrre, ha precisato di essere anche “liberista“. Non contento, Zaia ha ottemperato poi perfidamente agli obblighi istituzionali invitando con una e-mail
- qualcuno dice con un sms – alla sola e solita sbobba inaugurale il presidente della regione Galan, il liberale megalomane incoronato Doge da Berlusconi qualche lustro fa con gran dispetto di tutta la famiglia democristiana. Il padovano è un gigante sorridente dal carattere luciferino, uno che nel libro-intervista “Il Nordest sono io” si è inimicato tre-quarti della classe politica veneta che lo sostiene, facendole fare la figura di meschina, retrograda e provinciale; la quale classe tuttavia, dopo un breve fuoco d’artificio di minacciate querele, ha reagito con lo spirito proprio della razza veneta, acquietandosi tatticamente: perché qui si incassa, ma nessuno molla. Galan altro non aspettava per andare su tutte le furie, protestando per l’irridente condotta del ministro. “Motivi protocollari” ha chiarito poi Zaia: ”Nessuna leggenda metropolitana intorno al mancato invito del presidente Giancarlo Galan. Il presidente della Regione Veneto lo abbiamo invitato ma trattandosi di un vertice internazionale, non è previsto un suo saluto di benvenuto. Galan è il benvenuto, come le altre autorità, ma il protocollo di questi è molto severo nel rispetto delle regole: nessun intervento esterno”
TUTTO E’ BENE…? – Galan ha replicato con un piccato e velenoso avvertimento: ”Regole, norme, procedure, protocolli, ma che bella tutta questa
osservanza ministerial-romana-bruxellese di un ministro dai natali federalisti. Caro Luca, non ti sapevo così ministerocentrico e soprattutto elegante al punto da organizzare una conferenza stampa per rendere noto un carteggio che solo una patetica stizza ti ha spinto ad usare in modo improprio. In ogni caso, un ministro con ascendenze federaliste avrebbe dovuto trovare il modo di scegliere momenti più regionalistici per porre nel giusto risalto una iniziativa che comunque si sarebbe tenuta in Veneto. Inoltre, non sono tanto sicuro di quanto tu ritieni essere un obbligo procedurale volto a ignorare del tutto i vertici dell’istituzione comunque ospitante. I protocolli che si limitano ad invitarmi a qualche cena non mi interessano. Dunque, caro Luca, un po’ più di coraggio, ma male non ti farebbe anche un po’ più di prudenza” Questo in lingua italiana. Per essere più chiaro gli ha mandato un messaggino conciso e inequivocabile anche nella lingua natìa: “Tosàto, date na soràda” (Ragazzo, datti una calmata).
Se son rose fioriranno.





















Ah e poi sarei io quello dalla produttivita’ invidiabile?
Complimenti per il godibilissimo squarcio interno alle dinamiche Marchigiane (nel senso della Marca gioiosa et amorosa, una sorta di Veneto del Veneto), offerto alle curiosita’ del pubblico della vicina RSI (Repubblica Sociale Italiana).
A fianco della rubrica “l’infame Franti” che in questo caso va un po’ fuori tema, sarebbe sicuramente il caso che la tua produttivita’ e il tuo italiano stupendo che ti invidio molto ne offrissero per l’appunto un’altra, un “Gazetin” che illustri ai cugini italiani e agli “expats” (all’americana, “Exiles” all’inglese ..) come me le dinamiche e i personaji della Serenisima Moderna.
ciao, Abr
infatti zamax è molto più bravo di abr.
e anche più bello, dicheno.
Gregorj sei pazzo? Guarda che Abr ti SPIEZZA IN DUE. E’ un ex rugbista alto come un Vatusso e forte come una toro…
@ Abr
In quanto alla produttività, ho fatto uno sprint molto ragionato solo per mettermi al passo di una cadenza tranquilla tranquilla.
In quanto all’italiano, mi accorgo adesso che ho scritto “i scalmanati”, ripeto “i” scalmanati, neanche fossi Gentilini, sorpreso qualche tempo fa nel centro di Treviso in un battibecco coi fans di Di Pietro a sproloquiare di “sindachi”: è il marchio di fabbrica della razza Piave, inimitabile!
La rubrica ha nel mirino tutta l’umanità, ma a occhio nudo vedo molto meglio la fauna della Serenissima, almeno fino a quando non mi cacceranno dalla patria.
P.S. Ma cosa date a Ludovic Mercier prima delle partite coi leoni biancoverdi?
zamax, tu forse non sai come ho convinto abr a scrivere per giornalettismo:
l’ho pistato di botte.
l’ho pistato di botte.
Al gioco di wrestling della pleistescion.
Quando quella ms (mezzasega) di Greg m’ha visto, ha inconsiamente (come quasi tutto il resto che fa) emulato il rituale della sottomissione delle jene maculate: prima m’ha girato al largo con la coda tra le gambe, poi si e’ rotolato pancia all’aria guaendo e proferendo i genitali per farseli annusare.
Il capobranco ovviamente ha sdegnosamente rifiutato, chiedendo di sua sorella.
@zamax: Mercier fu una bella pesca fortunata, ofrre rendimento costante e non solo contro i culastrisce biancoverdi
Viene da Leicester e se non sbaglio fece parte del deal Bortolami; avrebbe meritato di piu’ della svilita (per colpa Fir) capitale morale veneta, dove ai tempi del dielttantismo il derby Petrarca-Rovigo raccoglieva 20.000 presenze (1977).
in realtà l’ho preso, fatto roteare dieci o quindici volte e poi sbattuto contro un grattacielo. A quel unto è scoppiato a piangere e gli ho detto: “La tieni la rubrica?”. E lui: “Sì, ma non mi fare più così male”.
gregorj’s facts.
Greg,. ti confondi con quella volta che t’hanno presentato King Kong.
Quella volta che, come disse Lapo, tornato in te oltre ai buchi del naso stranamente te ne frizzava anche n’antro …
Adesso predichi pure in partibus infidelium, specie di reprobo del filovenetismo?
Dev’esserci un’epidemia di riposizionamenti!
Scherzi a parte, leggerti è sempre un piacere.
@ Ismael
Cossa vutu! Sto ostrega de Gregorj el me ga roto e bae par mesi, pezo de quei dei teefoni: aea fine uno anca se lusinga. Te sa come che a ze, co zente come mi e ti, zente responsabie, de paroea: te disi sì na volta e ti si finìo. Deso son condanà a
far el paiaso tute e setimane, e no se schersa coa puntuaità, parché sto tosato el ze pezo, ma tanto pezo de Bruneta.
Sta ‘tento anca ti, parché el ga un deboe par el beo scrìvar…
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