Partiti falliti

di - I partiti azienda nella post democrazia italia. Le valanghe di quattrini che entrano nelle classe della politica. Con tutti i trucchi per farli transitare ed uscire. Il ruolo di banche e fondazioni. E le poche mosche bianche.

Partiti falliti
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FAREFUTURO – Con la scissione dal Popolo della Libertà, sono emerse prepotentemente Fare Futuro che promuove la “svolta” finiana, Generazione Italia dell’attivissimo Italo Bocchino e Libertiamo di Della Vedova che è anche una testata registrata a cui si può contribuire con carta di credito e conto paypal. Sulla svolta del presidente della Camera sembrano puntare in molti, visto che Fare Futuro ha ricevuto ingenti donazioni da: Emilio Cremona, presidente di Assofond, la federazione delle fonderie, Biondi Santi (quello del Brunello di Montalcino), Unicredit, Finmeccanica, Focrem, Metal Group, Mazzucconi S.p.A., Intercantieri Vittadello, Salini Costruttori, Parsitalia o Ares 2000. Mentre Italia Futura, con il supporto dell’Istituto Bruno Leoni, prepara la “discesa in campo” di Luca Montezemolo, già benedetta da Sergio Marchionne. Lo stesso Istituto Bruno Leoni è diretto dal docente universitario Nicola Rossi, senatore ex PD passato al Gruppo Misto, strenuo promotore “degli ideali del libero mercato e della libertà di scambio”. Fra le più “sponsorizzate” Magna Carta di Gaetano Quagliariello che raccoglie i contributi di giganti come British American Tabacco, ERG, Secofin Holding di Gianmarco Moratti, Acqua Pia Antica Marcia, il cui titolare Francesco Bellavista Caltagirone è stato appena arrestato, Viaggi del Ventaglio, Mediaset o Finmeccanica. Ma più che sponsor, tutti questi gruppi sono fondatori e-o amministratori di Magna Carta, come lo è stata anche la Fondiaria di Ligresti. Identificabile con la figura dell’ex ministro Giulio Tremonti, sostenuto da Esselunga, è la milanese ResPublica; Altero Matteoli ha, invece, costituito la Fondazione delle Libertà, il sindaco Alemanno, assieme alla moglie, la Nuova Italia. A causa delle note vicende giudiziarie, però, sono forse più conosciuti i Circoli del Buon Governo di Marcello Dell’Utri, in concorrenza con quelli che aveva promosso l’ex ministro Michela Brambilla.

ITALIA PROTAGONISTA – In “salsa pidiellina” sono anche Italia Protagonista, l’associazione di Gasparri e La Russa, Riformismo&Libertà (ReL) di Cicchitto, i circoli di Nuova Forza Italia di Giancarlo Lehner, Free Foundation di Brunetta e Frattini, Foedus di Mario Baccini, Fondazione Craxi, Riformisti Europei di Carlo Vizzini, Medidea del dissidente Pisanu foraggiato da Ligresti, mentre Movimento Per l’Italia si configura quasi come il partito di Daniela Santanchè. Con Cristoforo Colombo per le Libertà, infine, è rientrato in scena Claudio Scajola (sostenuto da altri onorevoli eletti nel PDL come Baccini, Martino e Napoli). Rete Italia, del rappresentante di Comunione e Liberazione Roberto Formigoni, è costituita da una dozzina di associazioni territoriali. Nel manifesto di Fondazione Costruiamo il Futuro, presieduta dell’altro ciellino Maurizio Lupi, si legge “che i soci fondatori sono oltre cento esponenti del mondo imprenditoriale, artigianale, culturale, liberi professionisti e amministratori estremamente legati ed innamorati del proprio territorio”. Comunione e Liberazione, “grazie al braccio economico della Compagnia delle Opere, si può considerare, infatti, uno dei “poteri forti” della Lombardia e del resto del Nord” sostiene da tempo lo studioso di “finanza cattolica” Ferruccio Pinotti. Tuttavia, rimane Liberal, area UDC, la più conosciuta al grande pubblico grazie alla pubblicazione dell’omonimo quotidiano e di alcuni libri. E’ nata nel ’96 con i 200milioni versati da Della Valle, Marchini, Merloni e Tronchetti Provera. L’altra rivista centrista “Formiche”, dell’omonima fondazione, “ospita” le inserzioni (elettroniche e-o cartacee) dell’onnipresente British American Tabacco, di ENI, della Camera di Commercio di Roma, di Generali, Sky, Fastweb, E.On, Wind ed altre aziende della distribuzione energetica.


DEMOCRATICA – Spostandoci più a sinistra, troviamo subito la veltroniana Democratica, che si definisce “scuola di politica” e il cui sito web invita a mandare un contributo tramite paypal; la concorrente Nens (Nuova Economia Nuova Società) fondata dal duo Bersani-Visco; Arel “agenzia di ricerche e legislazione” il cui segretario è l’economista Enrico Letta. Ma quest’ultimo si avvale anche dell’appoggio dell’associazione TrecentoSessanta “organizzatrice di seminari e focus group” e – come potenziale candidato a ruoli strategici per lo sviluppo economico, oltre che membro della Trilateral Commission assieme a Monti – di tanti sponsor come Finmeccanica, la galassia delle cooperative rosse, le lobby di costruttori e farmaceutiche. Poi ci sono Quarta Fase di Franceschini e Fioroni, Astrid, riconducibile a Franco Bassanini, l’associazione dei Riformisti e Democratici (ReD), Glocus di Linda Lanzillotta che distingue i propri soci in “individuali” ed “aziendali” e il cui comitato scientifico raccoglie rappresentati di Cir, Piaggio ed FS, Persona Comunità Democrazia di Castagnetti, ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis) di Marco Minniti, che almeno tratta tematiche un po’ meno generiche delle altre ed è sovvenzionata per le sue ricerche dal Ministro dell’Interno, ISPRA, ANIA e Confindustria, e, soprattutto, Maestrale del governatore Roberto Burlando che pare rappresentare i “poteri forti” di Genova e della Liguria tanto che molti dei suoi membri sono finiti a ricoprire cariche pubbliche.

ITALIADECIDE – Ancor più “bipartisan” di Maestrale è Italiadecide rappresentante fra soci, promotori e fondatori, il “gotha” della politica italiana della Seconda Repubblica: ne fanno parte i vari Ciampi, Amato, Violante, Gianni Letta, Tremonti, Matteoli, Calderoni, Flick, Bassanini o Zanon. Ma è interessante annotare la presenza, fra soci e sostenitori, delle maggiori banche italiane Sanpaolo Intesa ed Unicredit, di aziende para-pubbliche (Eni, Enel, Ferrovie dello Stato, Autostrade) e di privati come Alerion Clean Power, F2I, Alessandro Profumo, Antonio Bargone o il Consiglio Nazionale Notariato.

VEDRO’ – In veDrò, “un think net nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari per il nostro Paese” marchiato Eni, diventano proprio tutti amici anche se, qualche volta, può succedere che si scannino nei vari talk show televisivi. Vi fanno parte politici (Angelino Alfano, Francesco Boccia, Giulia Bongiorno, Benedetto Della Vedova, Mariastella Gelmini, Enrico Letta, Maurizio Lupi, Renata Polverini, Matteo Renzi, Flavio Tosi, Adolfo Urso, ecc.), ma anche giornalisti (Fulvio Abbate, Lirio Abbate, Jacopo Barigazzi, Mario Calabresi, Barbara Carfagna, Stefano Feltri, Oscar Giannino, Curzio Maltese, Gianluigi Paragone, Antonello Piroso, Antonio Polito, Andrea Vinello, ecc.), manager (Corrado Passera, Mauro Moretti, Chicco Testa) imprenditori (Arturo Artom, Paolo Merloni, Domenico Procacci, Gian Luca Rana, ecc.), accademici, magistrati, artisti, scienziati e sportivi di “ogni colore”.

SYMBOLA - Symbola del presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci, parlamentare del PD che in questi giorni sta proprio presentando il libro “Green Italy”, mira a consolidarsi a lobby ambientalista. A tal fine non ha esitato a chiedere aiuto a giganti dell’economia nazionale che, in alcuni casi, non brillano in fatto di responsabilità sociale. Fra sostenitori, sponsorizzazioni e sovvenzioni la fondazione ricava almeno 600mila euro (secondo i bilanci 2009 e 2010). “Partner strategici” sono Comieco, Fondazione Edison ed Unioncamere, ma soprattutto imprenditori del calibro di Emma Marcegaglia, Carlo De Benedetti, Diego Della Valle. Nel “comitato promotori” e in quello “scientifico” altri nomi illustri si mescolano a quelle di più o meno grosse aziende e di federazioni di categoria: Alta Roma, Artoni Trasporti, Azienda Agricola Masciarelli, Azienda vinicola Donnafugata, Guido Bertolaso, Distilleria Varnelli, Formez, Missoni, Nexen Business Consulting, Novamont, Carlo Petrini, Pirelli, Alessandro Profumo, Rimorchiatori Fratelli Barretta, UBS, ecc. Nel “forum degli associati”, il cui presidente fino al 2010 risultava Giuseppe Mussari, alla voce “soci sostenitori”: Autogrill, MPS, San Pellegrino, CNA, Coldiretti, Confartigianato, Consorzio Costa Smeralda. La sostenibilità ambientale è un tema che va parecchio di moda ed è “sfruttato” anche da altre associazioni. Ovviamente da quelle dell’ex ministro per l’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio Univerde che ha appena stipulato un accordo con Confindustria AICA per la formazione delle imprese turistiche riguardo ai modelli di sostenibilità e da Fondazione Per Lo Sviluppo Sostenibile dell’altro “ambientalista” Edo Ronchi che vanta, fra fondatori e sostenitori, numerosi soggetti privati (specialmente consorzi e federazioni) di rilevante peso specifico impegnati nel business “verde”: Marcegaglia Energy, CNA, Lega Coop, Comieco, Conai, FISE, Federambiente, Federcasa,Terna, Geotea, Assogasliquidi, Autorecycling, Trevi, CIA, ICQ, International Power, Rilegno, Chemtex, Clear Energy, Waste Italia, Cobat, IVPC, Ucina, NSE, Novamont, Secit, 7–Hills, SIA, Veolia, Sipea, Kinexia, Edizioni Ambiente, Wecon, Coop Erica solo per citarne alcuni.

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9 Commenti

  1. Ciano scrive:

    Partito Unico e Saluto Romano

    • Giobbe scrive:

      Haha! Come se il tuo Partito Unico non fosse stato di soggetti che prendevano soldi da ebrei per l’. Sono contento che forse alcuni, anche se pochi, si sono salvati dai campi con tale pratica, ma per l’etica del fascismo era pur sempre corruzione, o no?

      • ciano scrive:

        cosa vuoi che sia confronto a quello che è stato dato a Rutelli che aveva il padre gerarca noccioline
        un Fascista a testa in giù non ha mai fatto cadere monete

      • Yacov scrive:

        cioè io pago e poi mi dai il bidone?
        no mai sprecato denaro quello lo facevano i Rossi coi dissidenti tuuti nel Gulag gratis

        • Yacov scrive:

          ops tutti me gnaro sarà l’emoòçion

          cioè io pago e poi mi dai il bidone?
          no mai sprecato denaro quello lo facevano i Rossi coi dissidenti tuuti nel Gulag gratis

  2. Giulio scrive:

    È falso che i partiti hanno esenzione ici. Chiedere a qualunque commercialista, forse è il caso di rettificare

  3. uff scrive:

    Le valanghe di quattrini che entrano nelle classe della politica. Con tutti i trucchi per farli transitare ed uscire… E le poche mosche bianche.

    Se il sottotitolo parla anche di mosche bianche, secondo me andrebbe ricordato che un solo partito aveva votato contro la legge sul “rimborso” che tradiva il risultato del referendum; lo stesso partito che andò in strada in diverse città per restituire il malloppo ai passanti dando banconote vere; lo stesso partito che mi risulta essere il solo a prendere un rimborso inferiore a quanto speso per la campagna elettorale.
    Trattasi della mosca bianca dei Radicali.

  4. Fernando Rossi scrive:

    Allego la “nota filtro” x i miei amici facebook. Circondati dal silenzio dei media del sistema gestito dal centrodestrasinistra, Per il Bene Comune fa questa analisi da 5 anni.
    “..Non sono interessato alla amicizia FB di chi si è fatto intrappolare nel giochino estenuante e improduttivo del centrodestrasinistra, che continua da decenni, dividendo gli italiani tra le bande dei sostenitori del Caimano (Berlusca & complici) e tra quelle dei sostenitori dei Coccodrilli & Alligatori (D’Alema & complici), ….che si turnano a governarci e che ora ci hanno messo direttamente nelle mani del vero potere delle grandi lobby finanziarie della Trilaterale di Monti.
    I partiti del centrodestrasinistra sono diventati costosissime macchine di potere e comitati d’affari (tutti infiltrati nei loro gruppi dirigenti dalle logge massoniche, come ha dichiarato nel 2010 il loro Gran Maestro). Per gareggiare in visibilità e pubblicità con le consorterie partitiche rivali, ma anche per chiedere silenzi su informazioni che li danneggerebbero, i partiti sono costretti a mantenere buoni rapporti con le proprietà di giornali e TV che, guarda caso, fanno capo a grandi banchieri, ai PRENDITORI di Stato e/o agli speculatori immobiliari.
    Dipendendo da loro anche per le costosissime campagne elettorali “all’americana”, i partiti del centrodestrasinistra non possono certo ribellarsi e/o rivendicare “autonomia”, e/o proporre “fuoruscite” da questo sistema globale che toglie sovranità agli stati ed ai popoli, che mercifica la vita, la salute e l’ambiente.
    Sono uguali nella gestione del denaro pubblico attraverso le Istituzioni, gli Enti, i Consorzi, le Fondazioni, le Associazioni e quant’altro sono riusciti ad inventarsi per risucchiare risorse pubbliche e nemmeno per : la guerra, il sostegno e/o la tolleranza ai massacri israeliani, la privatizzazione della moneta, l’arbitrio delle case farmaceutiche, il monopolio privato dell’energia (con il suo corollario di “crimini di pace” prodotti da inceneritori e da truffaldini impianti a biomasse), le grandi opere dannose e/o inutili, le speculazioni urbanistiche….
    Questi partiti e le logge massoniche perseguono una insana cultura dello sviluppo, visto solo come esponenziale crescita della produzione e vendita di merci e beni di consumo (cosa folle in sé, vista la “finitezza” di minerali e fossili, ma già a fine corsa visto che la “loro” globalizzazione porta alla riduzione dei lavoratori ed alla riduzione di salari, stipendi e redditi del popolo)…”

  5. Antonello Franco scrive:

    Rebus sic stantibus, quali esposte da G. Farina, quale futuro è possibile? Occorre sperare che in futuro i governi siano costituiti di specialisti, che siano persone senza un passato politico, senza storia oserei dire, e così privi di finanziatori “organici”. I partiti esaurirebbero la loro funzione di guida della res publica e l’attrattività dei finanziatori esterni a cui render conto.

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