Economia

Draghi, Tremonti e l’ ammuina dell’Osservatorio del credito

20 aprile 2009

La guerriglia tra il superministro dell’economia e il governatore di Bankitalia continua con l’Osservatorio sul credito. Immaginiamo una riunione, scherzando (ma non troppo) in base alle norme e disposizioni varate da Tremonti (e dal iperfederalista Maroni). E la cosa si fa seria.

La crisi economica morde imprese e famiglie. Una crisi che dipende in buona parte dal “credit  crunch“, la stretta del credito:  le banche in difficoltà per il possesso di titoli che non valgono più nulla hanno smesso di prestare soldi a famiglie e imprese. E un governo sensibile come il nostro, davanti al grido di dolore che si leva da ogni parte d’Italia, grazie all’inesauribile fantasia di [[Giulio Tremonti]], con la collaborazione di Bobo Maroni, ha tirato fuori dal cappello a cilindro l’Osservatorio regionale del credito.

COS’E’ L’OSSERVATORIO – L’Osservatorio regionale sul credito è stato istituito con la legge n.2/2009 (la seconda legge anticrisi) per “monitorare l’andamento del mercato del credito alle famiglie e alle imprese, sulla base dei dati relativi ai livelli e alle condizioni del credito e delle informazioni fornite da banche e  associazioni di categoria, o rilevate in altro modo sul territorio”. L’attività degli Osservatori è stata disciplinata da una direttiva congiunta del 31 marzo 2009, emanata da Maroni e Tremonti. Gli Osservatori, che dureranno il tempo necessario a superare l’attuale congiuntura economica,  sono presieduti e coordinati dal Prefetto del capoluogo di regione e sono composti dai prefetti delle altre province regionali, dal dirigente della Direzione territoriale dell’economia e delle finanze, dal presidente della Camera di commercio del capoluogo di regione, da un rappresentante scelto dai vertici nazionali dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), dai rappresentanti delle categorie di impresa e dei lavoratori, nonché da rappresentanti delle associazioni dei consumatori.

DOVE STA BANKITALIA? - Saltano all’occhio alcune assenze importanti: tra i membri dell’Osservatorio non c’è la Banca d’Italia, che in base al Decreto legislativo n. 385/93, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, è titolare dell’attività di vigilanza sul credito e sul sistema bancario. E non ci sono neppure Regioni ed enti locali, istituzioni che hanno una conoscenza del territorio e delle sue problematiche.  E non c’è nemmeno la Guardia di Finanza, che svolge attività di polizia finanziaria e quindi ha molte informazioni utili (sull’usura e le attività finanziarie “anomale”) per avere un quadro della situazione. Sono assenze che lasciano di stucco. Ma niente paura: Tremonti e Maroni nella direttiva rimediano, prevedendo che “alle riunioni dell’organismo siano invitati a partecipare anche il presidente della Regione e i rappresentanti delle autonomie locali. Partecipano, inoltre, il comandante regionale della Guardia di Finanza e il direttore della filiale della Banca d’Italia del capoluogo di regione.” Insomma, per gentile concessione di Tremonti al suo adorabile nemico Draghi e di Maroni a Regioni ed Enti locali (ma non era un sostenitore del federalismo?) ci sono anche questi enti ed istituzioni.

6 commenti a Draghi, Tremonti e l’ ammuina dell’Osservatorio del credito

  1. secondo me sotto sotto si amano, questi due ;)

  2. loska, scusa, potresti evitare di commentaree gli articoli senza leggerli per piacere?

  3. strababaus

    a che serve leggere se ci sono le figure?

  4. @Loska:
    Si amano alla follia

    @Gregorj:
    e dddaiii! Smile, please!

    @strababaus:
    Hai ragione…a che serve leggere? ;-)

  5. smile de che, Carlo? Lo ritieni un comportamento corretto?

  6. Loska

    ha ragione ale, ho sbagliato.

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