La guerriglia tra il superministro dell’economia e il governatore di Bankitalia continua con l’Osservatorio sul credito. Immaginiamo una riunione, scherzando (ma non troppo) in base alle norme e disposizioni varate da Tremonti (e dal iperfederalista Maroni). E la cosa si fa seria.
La crisi economica morde imprese e famiglie. Una crisi che dipende in buona parte dal “credit crunch“, la stretta del credito: le banche in difficoltà per il possesso di tito
li che non valgono più nulla hanno smesso di prestare soldi a famiglie e imprese. E un governo sensibile come il nostro, davanti al grido di dolore che si leva da ogni parte d’Italia, grazie all’inesauribile fantasia di [[Giulio Tremonti]], con la collaborazione di Bobo Maroni, ha tirato fuori dal cappello a cilindro l’Osservatorio regionale del credito.
COS’E’ L’OSSERVATORIO – L’Osservatorio regionale sul credito è stato istituito con la legge n.2/2009 (la seconda legge anticrisi) per “monitorare l’andamento del mercato del credito alle famiglie e alle imprese, sulla base dei dati relativi ai livelli e alle condizioni del credito e delle informazioni fornite da banche e associazioni di categoria, o rilevate in altro modo sul territorio”. L’attività degli Osservatori è stata disciplinata da una direttiva congiunta del 31 marzo 2009, emanata da Maroni e Tremonti. Gli Osservatori, che dureranno il tempo necessario a superare l’attuale congiuntura economica, sono presieduti e coordinati dal Prefetto del capoluogo di regione e sono composti dai prefetti delle altre province regionali, dal dirigente della Direzione territoriale dell’economia e delle finanze, dal presidente della Camera di commercio del capoluogo di regione, da un rappresentante scelto dai vertici nazionali dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), dai rappresentanti delle categorie di impresa e dei lavoratori, nonché da rappresentanti delle associazioni dei consumatori.
DOVE STA BANKITALIA? - Saltano all’occhio alcune assenze importanti: tra i membri dell’Osservatorio non c’è la Banca d’Italia, che in base al Decreto legislativo n. 385/93, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, è titolare dell’attività di vigilanza sul credito e sul sistema bancario. E non ci sono neppure Regioni ed enti locali, istituzioni che hanno una conoscenza del territorio e delle sue problematiche. E non c’è nemmeno la Guardia di Finanza, che svolge attività di polizia finanziaria e quindi ha molte informazioni utili (sull’usura e le attività finanziarie “anomale”) per avere un quadro della situazione. Sono assenze che lasciano di stucco. Ma niente paura: Tremonti e Maroni nella direttiva rimediano, prevedendo che “alle riunioni dell’organismo siano invitati a partecipare anche il presidente della Regione e i rappresentanti delle autonomie locali. Partecipano, inoltre, il comandante regionale della Guardia di Finanza e il direttore della filiale della Banca d’Italia del capoluogo di regione.” Insomma, per gentile concessione di Tremonti al suo adorabile nemico Draghi e
di Maroni a Regioni ed Enti locali (ma non era un sostenitore del federalismo?) ci sono anche questi enti ed istituzioni.




secondo me sotto sotto si amano, questi due
loska, scusa, potresti evitare di commentaree gli articoli senza leggerli per piacere?
a che serve leggere se ci sono le figure?
@Loska:
Si amano alla follia
@Gregorj:
e dddaiii! Smile, please!
@strababaus:
Hai ragione…a che serve leggere?
smile de che, Carlo? Lo ritieni un comportamento corretto?
ha ragione ale, ho sbagliato.