Che siate rimasti lì con un buco allo stomaco o alleggeriti da un peso per via di
Bettini, si riparte. La seconda frazione si riapre al quinto con un Balotelli che cincischia, conclusione possente di Stanko. Non si gioca più. Juve sazia e mediocre che tiene stretto il pareggio, Inter che invece tiene la palla. Fischi per tutti, Inter, Juve (dovrebbero). Undicesimo, Ibra di testa da punizione battuta da Balotelli, Buffon c’è e (ancora) ci ama. Tredicesimo, il capitano su punizione che vorrebbe esser maligna ed invece è solo strana, JC fa una strana faccia mentre si spaventa e blocca-non blocca per sicurezza (e chissà, nostalgia). Bergomi si esalta per il nulla di stinco del nullo Iaquinta ( è interista). Ibra invece come interista resta un atipico. Non sbuffa ai tifosi, non è per nulla arrabbiato. Né per i fischi costanti né per le legnate del suo ex Chiellini. Sorride sempre, sembra alla partitella del giovedì di tre anni fa e quando si prende in mano la maglia che ha adesso per asciugarsi sembra sempre Malgioglio. Quello dello sputo. Ad avvisarci che il tempo è trascorso e non c’è nessun Fabio Capello sulla traversa modello Fantozzi ad aspettarci, arriva il giovane Mario dei neo padroni e il suo imperiale e signorile scorpione. Un tacco al volo preciso e gettato con noncuranza a noi poveri porci. Sedicesimo, discesa, è la prima in assoluto, segno che neanche e per davvero ci rispettano più, di Chivu , Muntari attacca a suo modo lo spazio. Un minuto e c’è il cambio tanto atteso da milioni e milioni di juventini nel mondo, quelli al cimitero compresi. Giovinco ? No. Molinaro / De Ceglie. Diciottesimo, Pinna Chiellini in versione (almeno) io vado all’attacco dovrebbe concludere al volo e non stoppare. Stoppando, sciupa una possibile (chissà) occasione. Un minuto dopo si viene puniti. Improbabile goal fallito, prevedibile goal subito. Diciottesimo, fallo su Chiellini non rilevato, Grygera fa un erroraccio modello Palladino di sabato scorso, Muntari che non ha piedi ma neanche cuore riparte, accompagna e fa assist in contropiede. Balotelli, goal. Ibra-Muntari-Balotelli. Juve sbilanciata. Contropiede da angolo, goal. Balotelli, “figlio di puttana” sin dal primo minuto e primo pallone giocato, esulta indicando lo scudetto e si reca presso la curva. Sembra inquieto, alla ricerca di qualcosa. Magari (chi sia) il padre. E’ ancora su di giri quando al ventidue viene ammonito per un doppio vaffa all’autorità. La Juve ? La Juve sta in cerca. Di qualcosa, la voglia, la memoria, una faccia amica. Giovinco. Di qualunque cosa, purché non sia il tempo presente. La cosa più elementare. La Juve dovrebbe solo pareggiare, non cercare il padre di Balotelli.
25°, Marchionni in profondità si allunga per l’ennesima volta il pallone, non segnerà mai.
26°, secondo contropiede interista su corner. Nedved fa miracoli portando Muntari sull’esterno. Altro che Capello sulla traversa e Moggi in tribuna. Abbiamo assistito a qualcosa di meglio di una allucinazione: il recupero in velocità di un trentasettenne su di un’antilope molto più giovane e in vantaggio, una cosa straordinaria.
La verità è questa. La verità è che Nedved non smette perché non può più.
Smette perché non ne può più di tutto questo. E’ all’ultimo anno solo perché la Juve è scarsa. Minuto 28, altro miracolo di resipiscenza, ennesimo errore di Marchionni, finalmente cambiato per Trezegoal. Non toccherà un pallone che sia uno. Per il momento nessuno lo sa e ci si riorganizza con il francese in area e tre civil servant a spingerne il didietro. Inutilmente. E’ solo un quadro plastico. I lanci sono lunghi, fraseggi sulla destra ma a tre all’ora.
30°, espulso Tiago per una doppia sciocchezza, un double del tutto casuale dal vago sapore razzista se non conoscessimo la media reattività di Renato(uno che ti porta al cinema e guarda il film) o fossimo in vena di bausciate, su Muntari e Balotelli. 31°, esce l’uomo (nero) del partido ed entra Vieirà. Un minuto ed è Burdisso per Muntari. Chiaro ripiegamento del raga triste di Setubàl, alla ricerca di un rinfoltimento del centrocampo onde sfruttare per numero l’assenza forzosa del portoghese. Ed avere sui piazzati, contro o a favore, un altro addendo di fisicità. Grygera in materia fa giusto in tempo ad anticiparlo, l’addendo. 33°, Stanko, sinistra, si accentra col destro, la mette all’incrocio e Buffon sventa alla grande. C’è e ci dà ancora retta. 34°, cambio ma è troppo tardi, Del Piero/Giovinco, il ragazzo va a far provvigioni sulla sinistra. 39°, Formica s’insinua ed apre di prima. Visto che è giovane e fresco, dovrebbe possibilmente stare a sinistra, coprire su contropiede, segnare, e tagliare anche a destra. Grazie. Per il resto, senza. Siamo senza un uomo, grinta, onore. Onore ? Chissenefrega. Siamo senza un goal rispetto a loro. 41°, la serie cambi tardivo inutili presenta Figo/Cruz. 42°, Ibra, Cruz, grandissimo Buffon. Che a questo punto deve essere per davvero un pazzo a fare la Juventus. 43°, Grygera salva in scivolata su Vieirà. 45°, Ibra simula.
E sempre al 45° barra 46° è la Juve a fare la Juventus. Angolo di Giovinco, Grygera di testa, goal. Nell’angolino. Quando non ci credeva più nessuno. Angolino compreso. Mourinho stesso ce lo rimprovera: ma come, nemmeno voi ci credevate. Perché si. Perché sono ormai un secolo e frattaglie che viviamo così. Viviamo, la partita intanto prosegue e l’avversario beffato, scudettato e sculettato ha un ultimo sussulto d’incredulità, al 48° Ibra-Cambiasso, Poulsen chiude, arbitro fischia ed 1-1 c’è, si voleva l’onore, si è ottenuto l’onore, abbasso l’onore, sa da sempre di poco, per quel che vale, noi intanto facciamo altro, viviamo. Viviamo non perché ce lo meritiamo, non perché siamo sempre i migliori, non per l’amore che portiamo o quelli che vi credete voi morti viventi che noi siamo. Viviamo per esclusione. Perché non moriamo.
Credits : nella splendida vignetta di Davide Clematide il goal di Platini del 1984




Le immagini sono state scelte da redattrice gobba.
Oh yeah
“postate presto, che dopo mezzanotte non se la fila più nessuno la partita” (cit.)
io ero lì ad aspettare (cit.)
Zenga sarà uscito in ritardo, come Ricchiu’.
Prima si guarda la gara, dopo si scrive.
Se si vuole il tempo reale, bisogna ricorrere a gente facoltosa, che ha sky in casa e può scrivere davanti al televisore. Altrimenti ci si arrangia con quello che passo dal convento.
Siamo usciti dopo la mezzanotte, come i giornali veri.
Che vuoi di più.
stai perdendo colpi, ricchiù…o ami farti aspettare (aspettare?1) come la Duse?
La gara è terminata alle 22 e venti circa. Il tempo di tornare a casa e sbobinare in modo intelleggibile gli appunti. Mezz’ora per scrivere. Un’ora per togliere le parolacce.