Juve(-Inter), la morte ti fa bella

19 aprile 2009

Soldati così disciplinati che, profumati ed azzimati, non tralasciavano di andar con impeto alla lotta (Michel de Montaigne).

Derby d’Italia ? Mica tanto. Atlantide esclusa, tutti i continenti sono collegati. Saremo miliardi a guardare la partita. In campo allo stadio costruito per le Olimpiadi di Torino, quelle invernali, il ghiaccio bollente di una sfida in superficie inutile per lo scudetto ma pur sempre gonfia (sotto) d’amore, odio e passioni. Da un lato la Vecchia Signora, dall’altro la sua più (mal) riuscita imitazione. Da un lato Eva, o la (ex) strega cattiva, dall’altro il biscione. O l’ex brutto anatroccolo che dir si voglia. L’Amleto detronizzato contro gli usurpatori. C’è del calcio in Danimarca. E speriamo ce ne sia anche qui. All’andata, 1-0 per i padroni di casa, Muntari con la difesa ospite ferma, Buffon assente, ad aspettare giustizia da un arbitro. Mai fermarsi a parlare di perfezione con un essere umano imperfetto, si potrebbe non capire la differenza.
Secondo i numeri , questa sera dovrebbe finire di nuovo 1-0 per i padroni di casa, stavolta Del Piero.
Mourinho, portoghese e sensibile a fumi e nostalgie che oramai qui a Torino sono tristemente di casa, dà come sempre l’impressione di aver sposato la sorella sbagliata.
La sfida non vale niente. Dovrebbe valere per il secondo posto, ma poiché alla Juve il secondo posto non esiste lo hanno chiamato onore. Julio Cesar è l’(essenza dell’)Inter: ha messo a repentaglio carriera e salute pur di stare qui stasera, a sconfiggere il suo edipo con Buffon.
Che siate con la morte nel cuore o un peso allo stomaco per l’esclusione di Goffredo Bettini dall’Europa, si parte. Caressa per l’Inter, Bergomi (che confonde interismi e isterismi) per la Juve. Le prime contorsioni sul campo le fa una fan per Ferrara: è il suo compleanno ma lei non esce dalla torta, scende dalle stelle. Inter con il 4-5-1 delle migliori occasioni, ossia una piramide con Cambiasso davanti la propria difesa, Muntari e Balotelli e Figo e Stankovic che mancando Maicon (e gli inserimenti dei difensori rigidamente esclusi) da sinistra a destra scrivono testi e musica di tagli e verticalizzazioni con Ibra davanti la difesa avversaria. Chi più chi meno legato a compiti precisi, il solo Stanko con licenza da jolly. Juve solita, senza novità. Due centrali, Tiago e Poulsen, con compiti esclusivamente di presidio ed interdizione, i terzini Molinaro e Grygera a proporsi in sovrapposizione agli esterni Nedved e Marchionni per gli avanti Del Piero e Iaquinta. L’arbitro Farina è all’addio. Gli esterni dell’Inter sono molto larghi sulla linea laterale, difesa nerazzurra altissima con pressing. Al secondo minuto, giallo a Figo per intervento su Molinaro. Al quarto è Marchionni che si fa redarguire per un tiraccio dopo che Nedved ha creato confusione in area.
Due minuti più tardi, Tiago viene fischiato perché si ferma mentre Stanko rantola a terra. Tra i duelli dei singoli, spicca il Molinaro/Figo. Nedved fa un lavoro pregevole, il solito: dalla sinistra si accentra stabilmente per far alzare Molinaro sulla propria fascia portando fuori strada Stanko e si spinge sino a supportare a destra. Settimo minuto di gioco, Ibra se ne va, chiude Chiellini.

Il ragazzo ha sempre l’anima à la Cruyff e per soldi rinuncerebbe anche al 3fdea85717b3a72481be18548eba22Pallone d’Oro. Però conserva lucidità e ironia se ai doverosi fischi della sua ex curva “si fischierebbe lui stesso”. Al nono, grande occasione per gli ospiti. Balotelli, spostato a destra per un due punte stabile con Ibra, dribbla Chiellini e profitta di un bianconero che scivola per battere sicuro a rete. Salva sulla linea Tiago, bravo e previdente nel fare la diagonale. Quattordicesimo, un altro scivolo ma nell’altra area, Grygera di testa. L’amico di Nedved è in crescita: per fermarne crescita e sovrapposizioni sulla destra, Balotelli è di nuovo precettato a sinistra. A destra la Juve prova anche i tagli di Tiago sul quale deve pensarci Cambiasso, mentre per la sola fase difensiva Nedved è fisso al centro con Poulsen sulla sinistra. Al diciannovesimo i colori dell’Inter già mi infastidiscono gli occhi. Incompatibilità oculare. La Juve sembra oggettivamente mediocre e un bambino di oggi tiferebbe per la mediocrità o per la prima in classifica con dieci punti di vantaggio ? un bambino orbo e miope (di storia) si. Terza inversione di Mourinho che stasera non trova pace. Balotelli destra, Figo sinistra. Nella squadra che deve lottare contro il pregiudizio delle vecchie generazioni e lo snobismo delle nuove, Iaquinta statico, non dà profondità. Poulsen timido, troppi errori. Molinaro limitato ma davvero buona la fase difensiva. Al ventisettesimo la palla che gira, Chiellini, Nedved, verticalizzato Iaquinta stoppato poi da Samuel in angolo. Minuto trenta, Grygera arrangia un piattone degno di miglior sorte una buonissima punizione di Del Piero che l’aveva scovato solo davanti la porta. Stesso minuto, sovrapposizione Del Piero-Marchionni, chiude Julio Cesar per colpa di Marchionni. Grygera è in serata: è il più attivo e sembra riservare qualche vendetta (per l’esclusione di Genova) e sorpresa. Va a prendere spesso Ibra insieme a Chiellini. Stanko, è il 34°, sta troppo da solo: quando avanza Cambiasso sono in 3 al centro e sono troppi. 35°, ammonito Le Grottaglie, tackle maldestro su Ibra. 36°, mischia, Figo messo davanti Buffon da Stanko ma stoppati entrambi uno alla volta. La Juve è come la Rivoluzione d’Ottobre negli ultimi anni: ha esaurito la sua spinta propulsiva e non ha da mettere in campo che Storia e nervi. Sette dal termine, Del Piero tira e non serve il solito Grygera messo meglio di lui, dimostrandosi vecchio all’ultimo stadio. Cioè egoista sino alla cecità. Il tempo si chiude con un sospetto rigore causato da Cordoba su, indovina ?, l’ennesimo Grygera, (dei suoi ) migliore in campo. Che è tutto dire. In linea con la giornata. Affondata nel pomeriggio l’isola felice del Genoa, oggi è tutto un passaggio da brocchi a (ex) brocchi e da (ex) brocchi a (neo) brocchi.

 

7 commenti a Juve(-Inter), la morte ti fa bella

  1. Le immagini sono state scelte da redattrice gobba.
    Oh yeah

  2. “postate presto, che dopo mezzanotte non se la fila più nessuno la partita” (cit.)

  3. Tess

    io ero lì ad aspettare (cit.)

  4. Zenga sarà uscito in ritardo, come Ricchiu’.

  5. ricchiuti

    Prima si guarda la gara, dopo si scrive.
    Se si vuole il tempo reale, bisogna ricorrere a gente facoltosa, che ha sky in casa e può scrivere davanti al televisore. Altrimenti ci si arrangia con quello che passo dal convento.
    Siamo usciti dopo la mezzanotte, come i giornali veri.
    Che vuoi di più.

  6. cordapazza

    stai perdendo colpi, ricchiù…o ami farti aspettare (aspettare?1) come la Duse?

  7. ricchiuti

    La gara è terminata alle 22 e venti circa. Il tempo di tornare a casa e sbobinare in modo intelleggibile gli appunti. Mezz’ora per scrivere. Un’ora per togliere le parolacce.

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