Tutte le intercettazioni che incastrano Bossi e la Lega
di Dario Ferri - Le parole di Belsito e della Degrado. E le abitudini del Trota, di Calderoli e di Maroni. Con un po' di 'ndrangheta e tante spese pagate. A carico nostro
Lo scandalo dei fondi elettorali della Lega sottratti al partito per sostenere spese private della famiglia Bossi, e che ha costretto il leader storico del movimento alle dimissioni, si fa ancora più grave se visto attraverso le intercettazioni telefoniche dei protagonisti. Nelle conversazioni nelle mani degli investigatori ci sono le prove degli ingenti flussi di denaro impropriamente utilizzato. Gli amministratori del Carroccio parlano di affari e spese per la famiglia del Senatur.
CHI PARLA – Ad essere intercettati sono il tesoriere, oramai ex, della Lega, Francesco Belsito, indagato dalle procure di Napoli, Milano e Reggio Calabria per reato di appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato; la segretaria amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada; Stefano Bonet, imprenditore veneto che intrattiene rapporti con aziende importanti come Fincantieri e Finmeccanica e che insieme a Belsito trasferisce parte dei fondi del partito in Tanzania; Romolo Girardelli, imprenditore indagato per presunti legami con la ‘ndrangheta; Nadia Arcolin, collaboratrice di Bonet; Aldo Brancher, ex ministro Pdl vicino alla lega e a Roberto Calderoli, già condannato per appropriazione indebita e ricettazione; Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, bossiana doc, destinataria di parte dei fondi sottratti al partito.
L’INFORMATIVA DEI CARABINIERI – Le conversazioni compromettenti sono state raccolte dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) per conto dei pm John Woodcock e Vincenzo Piscitelli. E’ il 30 marzo 2012 quando i militari consegnano agli investigatori le carte scottanti, una corposa informativa su “ingenti flussi di denaro, anche per conto e nell’interesse del partito politico della Lega Nord, ottenuti da Francesco Belsito in qualità di amministratore dello stesso partito, denaro in provenienza illecita. I dialoghi vengono riportati oggi dal Fatto Quotidiano.
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CASTELLI E CALDEROLI – Il 6 febbraio 2012 il tesoriere Belsito e la responsabile amministrativa Dagrada parlano della possibilità di sostituzione proprio di Belsito e valutano la possibilità di rinfacciare a Bossi, per evitare l’operazione, tutti i soldi che sono stati elargiti alla sua famiglia:
Dagrada: Pronto!
Belsito: Eccomi!
D: Allora ti volevo dire che è arrivata la raccomandata di Castelli.
B: Sì, questo a me manda solo raccomandate.
D: Esatto! Dove dice che io mi sono rifiutata di far vedere i documenti su tue indicazioni.
B: Che merda!
D: Esatto! Sì, sì abbiamo chiesto in data 1 febbraio 2012, abbiamo chiesto eh! (…). Crediamo che ti renda conto che a questo punto la situazione sta diventando intollerabile, poiché ci viene impedito in ogni modo di poter operare secondo con il mandato del Consiglio federale, ti ricordiamo peraltro che le nostre lettere scorse sono rimaste senza
risposte è evidente che continuando cosi la situazione ci troviamo costretti a dover render conto di tutto ciò anche al segretario federale che ci legge in copia.
B: Ah!
D: Mi ha detto Roberto Calderoli di andarlo a trovare domani, visto che tu sei a Roma.
B: No, ma comunque adesso Castelli sta rompendo i coglioni, eh!
D: Ecco esatto! E ti sto dicendo domani vai da Roberto.
B: Ma guarda che pezzo di figlio di puttana che è… Ma scusa, ma tu non gli
puoi rispondere che non è affatto così (…), perché questo scrive e fa raccomandate, scriviamo anche noi (…) cioè gli abbiamo consegnato il bilancio e non ha mai fatto domande, ha fatto solo una domanda sulle associazioni, te lo ricordi o no?
D: Sìììììì.
B: E quindi che cazzo vuole, è lui che ci sta prendendo per il culo!
D: No, ma lui il problema non è che deve rispondere su questo, lui va sostituito, punto (…), cioè è quello il discorso, è per questo che ti dico domani vai a
parlare con Roberto (Calderoli, ndr).
STIFFONI E MARONI – Il giorno successivo, il 7 febbraio, Belsito e Dagrada si risentono. E citano, stavolta, il dirigente della Lega Piegiorgio Stiffoni, Calderoli e Maroni:
Belsito: Stiffoni, ti dò una mano, se non so niente ti arrangi.
Dagrada : Ma cosa vuoi che ti dia una mano che quello (Stiffoni) s’era preso 50 mila euro del gruppo, girandoli sul suo conto, per far vedere, per favore, non capisce un cazzo di amministrazione Stiffoni. Ma va’, però devi parlargli a tu per tu.
B: Io gli ho parlato Nadia, ti giuro che gli parlo sempre.
D: Ho capito.
B: Ma ho l’impressione che lui, lui, lui è come sotto assedio, li parlo io e dice che ho ragione io gli parla e gli dice
D: No, non hai capito, lui (Bossi Umberto) deve spaventarsi, loro lo stanno terrorizzando ok?, lui poi quello che dici tu se lo dimentica, lui gli deve restare impresso… alla Daniela ascolta (…)
B: Io non so neanche se chiamare lui domani.
D: Chi?
B: Il Barbaro sognante (Maroni?). Sento Roberto (Calderoli) domani e vediamo.
D: Senti, no prima senti Roberto (Calderoli) poi direi.
B: Sei sicura che lui è tranquillo no?
D: Roby?
B: Ho sta paura.
D: No, no no, Roby è tranquillo, anche perché lui sa, non ti toccherebbe, piuttosto lui è quello che ti dice, è passato un anno c’è questo posto libero, forse è meglio questo posto, ma non farebbe mai, da questo punto di vista Roberto, no (…).
D: No ma secondo me guarda, vabbè, sicuramente col capo c’è da parlare perché . . .
B: Ma Nadia ma io cosa faccio ho già parlato decine, io non so più cosa dirgli o ci parla con me Roberto (Calderoli) o se no sembro scemo, gli ho spiegato a,b,c, tutto, che cazzo.
D: Ma forse, no, no non hai capito, non gli devi spiegare, tu gli devi dire, capo, io so queste cose, e con me tu stai tranquillo, ricordati di una cosa, finchè io sono qui, io non ti tradirò mai, ma ricordati cosa c’è in ballo, perché c’è questo, questo, questo, questo e quest’altro,
e se viene fuori queste cose qui, lo capisci che cosa può succedere, altro
che Barbari sognanti…
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SOLDI AL “CALD” – Il 26 febbraio Belsito e Dagrada ripercorrono l’elenco dei beneficiari dei fondi della Lega. Il Noe sottolinea come somme siano finite anche al “Cald”, che però non saprebbe “come giustificarli”:
Belsito: Però la richiesta la ricordo che era 1 (milione di euro), questo me lo ricordo benissimo!… Gli ho detto no, 1 (milione di euro) non ce la faccio adesso, dovete darmi almeno tre anni… E invece quelli di Cald, (ndv Calderoli) come faccio? Come li giustifico quelli?
Dagrada: Ma quello è un (incomprensibile) nella cosa che c’hai, quello non è un grosso problema! Nell’arco dell’anno non è un poblema quello, è un problema quello di tutto il resto! Però t’ho detto, bisogna fare i conti precisi!
L’INCONTRO CON CASTELLI – I carabinieri – riporta ancora il Fatto Quotidiano riprendendo l’informativa del Noe – avrebbero voluto registrare una conversazione tra l’ex ministro Roberto Castelli e l’imprenditore Bonet, che il 3 febbraio si sono incontrati nella sala vip dell’aeroporto di Linate. Ma non hanno potuto, in quanto Castelli è un parlamentare. I carabinieri hanno annotato solo l’auto del senatore e l’orario in cui è arrivato allo scalo (15 e 30) e in cui si è allontanato (17 e 40). Bonet riferirà poi dell’incontro a Girardelli:
Bonet: Sai che non sarà facile toglierselo dalle balle quest’uomo qua (Belsito, ndr).
Girardelli: In che senso?
B: Tu immagina se questo dice ma Bonet mi stava, mi ha convinto lui a fare le operazioni.
G: Ma dipende, cioè se gli arriverà un messaggio interno (alla Lega) di lasciar perdere, lui deve lasciare perdere obbligatoriamente, scusami eh? E poi come fa a dir questo scusa, come fa a dire questo, abbi pazienza, ci sono i riscontri, giusto?, allo stabilimento è andato lui no, a trattare, mica te.
B: No no, tra l’altro lui mi ha fottuto 100 mila euro di garanzia che non doveva
farlo (…) senza nemmeno concordarlo.
G: Quello è già un passaggio, no.
B: No e ma lui, Castelli su questo, e c’ho riflettuto stanotte, è molto accorto, è molto guardingo perché di fatto ha esperienza e qua c’è una parola contro l ‘altra.












che tenerezza, non se capisce un cazzo però loro se capiscono
Tutto studiato come una vera Associazione a delinquere ! In combutta con la Triade del malaffare e dei Poteri Forti : Massoneria ( Berlusconi, Verdini, Cicchito ), Camorra ( Cosentino, ,la cosca De Stefano, ‘ndrangheta di Archi, Reggio Calabria) con la Mafia ( vedi caso Romano ) , Vaticano con il tramite Stefano Bonet , l’uomo d’affari , dalle mille attività. che fa affari anche con il Vaticano, e con gli alti Papaveri del PD legati alla Lega . . forse . . Violante ? Che insabbiavano le indagini sul Trota ! C’è riciclaggio, fondi neri, soldi in casseforti dell’ Uganda e/o Tanzania, soldi e tanti altri nei forzieri dove gli Inquirenti non possono metterci le Mani : all’interno di Montecitorio dove è possibile celare segreti senza che nessuno possa metterci il naso, droga , documenti segreti e fondi occulti compresi! Altro che Forte Konox ! La cosa che pone un interrogativo d’obbligo è come mai a tutt’oggi non siano stati interrogati e perquisiti come Persone informati sui Fatti la “signorina” che s’é messa in questa ragnatela di malaffare ” Baldo Silvia” la fidanzata del Trota e non capisco come mai gli inquirenti non l’abbiano sentita per complicità di atti illeciti né effettuato perquisizioni nell’abitazione, nell’ufficio del Pirellone di Renzo Bossi e nella scuola della Maroni, nè che abbiano confiscato Computer ! Mi sembra alquanto inverosimile che gli investigatori non abbiano pensato di acquisire gli Atti ” delle carte della ristrutturazione spariti ” Forse che la Patata sta toccando Personaggi troppo Potenti ,di cui gli inquirenti non avevano sentore ma che vogliono farsi passare per Sprovveduti per non toccare i famosi fili che li fulminerebbero compresa la Procura di Monza che ha insabbiato certe indagini dov’è collusa anche la Guardia di Finanza ?
Te la do io la Lega !
Tutto studiato come una vera Associazione a delinquere ! In combutta con la Triade del malaffare e dei Poteri Forti : Massoneria ( Berlusconi, Verdini, Cicchito ), Camorra ( Cosentino, ,la cosca De Stefano, ‘ndrangheta di Archi, Reggio Calabria) con la Mafia ( vedi caso Romano ) , Vaticano con il tramite Stefano Bonet , l’uomo d’affari , dalle mille attività. che fa affari anche con il Vaticano, e con gli alti Papaveri del PD legati alla Lega . . forse . . Violante ? Che insabbiavano le indagini sul Trota ! C’è riciclaggio, fondi neri, soldi in casseforti dell’ Uganda e/o Tanzania, soldi e tanti altri nei forzieri dove gli Inquirenti non possono metterci le Mani : all’interno di Montecitorio dove è possibile celare segreti senza che nessuno possa metterci il naso, droga , documenti segreti e fondi occulti compresi! Altro che Forte Konox ! La cosa che pone un interrogativo d’obbligo è come mai a tutt’oggi non siano stati interrogati e perquisiti come Persone informati sui Fatti la “signorina” che s’é messa in questa ragnatela di malaffare ” Baldo Silvia” la fidanzata del Trota e non capisco come mai gli inquirenti non l’abbiano sentita per complicità di atti illeciti né effettuato perquisizioni nell’abitazione, nell’ufficio del Pirellone di Renzo Bossi e nella scuola della Maroni, nè che abbiano confiscato Computer ! Mi sembra alquanto inverosimile che gli investigatori non abbiano pensato di acquisire gli Atti ” delle carte della ristrutturazione spariti ” Forse che la Patata sta toccando Personaggi troppo Potenti ,di cui gli inquirenti non avevano sentore ma che vogliono farsi passare per Sprovveduti per non toccare i famosi fili che li fulminerebbero compresa la Procura di Monza che ha insabbiato certe indagini dov’è collusa anche la Guardia di Finanza ?