Storie della domenica, la rubrica che nei giorni festivi vi tiene compagnia, facendovi pensare , o rilassare, piangere, ridere, assistere a pezzi di vita inventata. Ma vera.
FIGLIA DI PAPA’ Tutti bravi ora, sono diventati tutti psicologi. Mi guardano e mi fanno quei sorrisini di finto incoraggiamento che dicono solo una cosa: la solita ragazza innamorata del padre. Ma perché tutte le poliziotte sono figlie d’arte? Non è che una può decidere liberamente?
Beh, nel mio caso è stato proprio così: mio padre era un poliziotto. Ma che c’è di male? Forse che qualcuno si lamenta se il figlio di un medico o di un ingegnere prende la carriera del padre?
MIO PADRE. Io avevo un padre eccezionale. Ricordo ancora quando mi portava nel parco, in borghese, e tutti lo salutavano con rispetto, con ammirazione: mi carezzavano trasferendo su di me dei sentimenti che non potevano che essere sinceri. Quando un attacco se lo portò via vennero a fare le condoglianze anche i malviventi. Parevano vantarsi di essere stati arrestati da lui, come un punto di onore. Nel corteo avevano gli occhi tristi che non avevano dato al padre, ai fratelli agli amici più intimi; solo alla mamma e a mio padre, gli unici che li avevano considerati, voluti bene. Ecco perché sono diventata poliziotta, per continuare a fare quello che faceva mio padre, per continuare a tenere pulito quel piccolo cortile del mondo dove lui lavorava.
RIFIUTO. Lui non voleva, quando gli parlai delle mie intenzioni dapprima si disperò, poi mi parlò con calma per convincermi, poi mi sgridò, una delle poche volte che io ricordi, dicendo che i miei sogni erano solo sequele di luoghi comuni. Ma lui quei sogni li realizzava, perché non poteva pensare che riuscissi a farli anche io?


ma è una storia vera?
spaventosamente bella…
“lei si è irrigidita e mi ha puntato due occhi furiosi.”
La violenza, in tutte le sue forme, è una vera e propria follia, soprattutto quando si consuma all’interno del nucleo familiare…questo perchè sembra quasi una relatà giustapposta, c’è tutto, un cocktail di odio-amore, senza logica…senza consequenzialità!
@solar
La domanda se una storia sia vera o meno non ha una risposta semplice. Se si intende che è una storia che è successa a qualcuno e che io ho riportato la risposta è no. Se la domanda è sia tutto inventato la risposta è ancora no. Ci sono delle cose reali attorno a cui ho inventato una storia. Molti dei miei racconti sono così e in fondo ogni scrittore non fa che trasfigurare in modo più o meno pesante delle situazioni reali
@Lucia
Questo è uno dei punti focali del racconto: è picchiata, la figlia è stata rinchiusa in un cassetto, ma il vero nemico viene sempre da fuori, per lo più da quella polizia giudicata sempre e comunque ostile. Quali speranze ci sono di uscire da una situazione così?
@Lisa
Semplicemente grazie.
“Quali speranze ci sono di uscire da una situazione così?”
Bella domanda! sinceramente non so rispondere anche perchè non credo che sia di mia competenza!
Però, io mi pongo un’altra domanda: come riuscire a non “creare situazioni” del genere all’interno delle mura domestiche?
La colpa, e quindi il vero nemico, credo che sia l’isolamento della coppia…il non coltivare degli interessi, il non avere più una propria privacy…e le tante responsabilità possono condurre a queste tragedie…anche se premetto che contro la “sana follia” nulla si può fare…