Forse è possibile deporre le armi dei nonni andate a cercare in cantina, buttare i passamontagna, restituire i documenti falsi approntati all’occorrenza. Dopotutto, ieri Michele Santoro è andato in onda, e quindi non siamo – ripeto: non siamo,
e se volete, per farvi fessi ci metto l’ancora alla fine – all’emergenza democratica. Prima della trasmissione si era molto parlato del clima che sarebbe stato percepito durante la trasmissione. “Anno zero delle libertà” è il titolo di un intervento a questo proposito molto azzeccato di Marco Cedolin: “Costringere il conduttore di Anno Zero a mandare in onda una puntata nella quale dovrà dire esattamente quello che in TV dicono tutti gli altri, oltre a manifestarsi come una coercizione assolutamente priva di senso, rappresenta solamente un puerile tentativo di ribadire quale distanza siderale separi ormai l’informazione della TV, dalle persone che i giornalisti televisivi avrebbero la pretesa d’informare pur senza essere in grado di farlo“. Per fortuna tutto questo non è accaduto. Santoro ha aperto la puntata riparatrice di Annozero su Raidue ringraziando quanti gli hanno espresso solidarietà, poi ha scelto come interlocutori i lettori del Giornale: “Lasciateci lavorare, perché come dice Emilio Fede noi facciamo vincere Berlusconi. Siamo come un Tg4 fatto bene“. Bello l’intervento di Sabina Guzzanti, che ha inscenato un processo a Vauro, mentre l’autrice Francesca Fornario ha mostrato un gruppo di vignette di Vauro “spacciandole per proprie“. Un modo per aggirare il ban del direttore generale Mauro Masi, perfettamente riuscito. E infatti il direttore del Giornale, Mario Giordano, ha dichiarato subito dopo la fine alle agenzie di stampa: “Se questa è la puntata del riequilibrio… A me sembra piuttosto una puntata di sfida, di attacco e di rilancio“. E’ vero, Santoro sfida, e fa bene a sfidare. Perché sa di avere il coltello dalla parte del manico, visto che la decisione di dare il cartellino rosso e la squalifica per una giornata al vignettista da parte dell’arbitro è una tipica soluzione all’italiana: te ne levo uno come avvertimento, per fare la voce grossa. Attaccandomi a una motivazione stupida – e poi rivelatasi infatti falsa. Di più non può fare, l’arbitro, non senza una copertura politica che però sa che se chiedesse la testa di un conduttore televisivo, ci farebbe un’altra figuraccia. Anche se stavolta il là alla critica è venuto dall’autorevole Corriere della Sera e per mano di un critico come Aldo Grasso, nessuno ha ancora fatto il gesto del “pollice verso”.
Poi, è verissimo che la trasmissione è squilibrata verso una parte e ritiene di essere diventata la rappresentante di una fazione “politica” (ampia, variegata e trasversale all’interno della sinistra), così come sono squilibrati altri programmi – solo che lo sono in modo meno visibile. C’è chi esagera, come Peter Gomez, il quale scrive che Santoro deve esistere perché “Vi sono milioni di persone che, pur essendo in minoranza nel Paese, hanno diritto di veder rappresentato il loro punto di vista“. In questo modo Gomez fa diventare Anno Zero esattamente quello che i rappresentanti del Popolo delle Libertà gli imputano di essere. Come se il compito di Santoro e degli altri fosse quello di fare intrattenimento per un target di pubblico ben definito, invece che giornalismo; come se fosse un po’ una questione di audience, e di “dare al pubblico quello che vuole“, come direbbero gli editori trash americani. Invece, al netto delle molte esagerazioni e di un bel po’ di eccessi di protagonismo, bisognerebbe ricordare che le trasmissioni che il giornalista più odiato dal centrodestra (insieme a Travaglio, appunto) ha fatto negli anni costituivano un esempio di giornalismo, dove c’è dibattito, dibattito vero, e si raccontano storie e fatti che il grande pubblico non conosce. Questo è un merito, e glielo riconoscerebbe persino Grasso (anzi, qualche tempo fa l’ha fatto). Ci sono gli eccessi, a volte manca un po’ di spirito critico rispetto alla tesi della trasmissione (ad esempio, che vuol dire che i medici si lamentano della Protezione Civile perché era in ritardo? Aveva appuntamento con il terremoto per caso?). Ma si è visto di peggio – do you remember Antonio Socci? – e sempre sulla tv di Stato. Per il resto, Anno Zero non sembra essere un tipo di trasmissione con un taglio così improponibile. Se non piace, si può cambiare canale. Farne un affare di Stato ogni volta che il centrodestra è al governo comincia a diventare stucchevole, sia da parte del PD che del PdL. Di più: una persona maliziosa potrebbe pensare che sia uno dei tanti modi di cambiare discorso quando non si sa cosa dire, o – peggio – fare in circostanze ben più importanti.
***
A proposito di questo articolo di Lisa Perni, che criticava uno scritto dal titolo “Io per il terremoto non do un euro“, Rectoscopy scriveva ieri nei commenti: “Mi spiace ma io la penso come Di Giacomo. Un conto è la solidarietà (che ognuno può fare come e verso chi vuole). Un’altra è credere che un Paese si possa reggere sugli slanci eccezionali di generosità. Il volontariato è un modo per mettere una pezza all’assenza dello Stato. E se poi qualcosa non funziona, si risponde pavlovianamente “facciamo il possibile, non dimenticare che siamo volontari!!!1″ Il volontariato prolunga l’agonia del nostro Paese“. Io penso che il suo discorso sia assolutamente valido in linea generale. Il problema è che questa non è l’estrazione del Superenalotto, della quale uno può dire: “Non partecipo, non compro il biglietto perché Fantastico è una rottura di balle”. O meglio, può dirlo – crediamo nella libertà di parola. E’ che l’argomento ci pare irrilevante di fronte a un’emergenza. Prima si fa, nel breve periodo, quello che dice Lisa; poi, nel medio-lungo periodo, si cerca di agire per cambiare l’ignobile tran tran di questo paese, che è quello da lui esattamente descritto. Queste sono le due cose da fare; gridare “siccome tutti rubano allora io non gioco più” può funzionare quando giochi a pallone con gli amici, non quando c’è il terremoto. Sia in senso metaforico che in senso letterale.
(vignetta di Artefatti)



“Farne un affare di Stato ogni volta che il centrodestra è al governo comincia a diventare stucchevole, sia da parte del PD che del PdL. Di più: una persona maliziosa potrebbe pensare che sia uno dei tanti modi di cambiare discorso quando non si sa cosa dire, o – peggio – fare in circostanze ben più importanti”
Io sono una persona maliziosa.
siete convinti che i giornalisti “di elite”, che le trasmissioni “di elite”. che i blog “di elite”
che i giornali “di elite” siano seguiti dalla maggioranza degli italiani ?
non sono forse seguiti da poche migliaia di esseri, sempre gli stessi, sempre di elite (tranne me che sono un fesso) ?
credete che un carcioinculo a Santoro possa avere grosse conseguenze se non tra le solite elites che credono di essere elitariamente inamovibili ?
ANTON JULIO JACINTO LATRATIO LUCRETIO
Clap clap clap!
“siete convinti che i giornalisti “di elite”, che le trasmissioni “di elite”. che i blog “di elite”
che i giornali “di elite” siano seguiti dalla maggioranza degli italiani ?
non sono forse seguiti da poche migliaia di esseri, sempre gli stessi, sempre di elite (tranne me che sono un fesso) ?”
Assolutamente d’accordo. Ma è un buon motivo per smettere?
Anche noi che commentiamo qui siamo d’elite, cioè io posso anche essere la casalinga di Voghera, ma sono una casalinga 2.0. Ci sono idee che oggi sono molto popolari che una volta erano d’elite. E lo sono diventate perchè qualche vocina ha continuato a sussurrare.
NO, NO
io ce l’ ho con Sarchiapone non con le elites
ma se ogni tanto le elites la smettessero di fare gli snob e si associassero alle maggioranze pronte a pija’ a carcinculo due cojoni antipatici, ma, proprio perchè so’ cojoni ed antipatici, fanno tanto fino o snob….forse potrebbero un giorno pensare di essere più rappresentative di comuni sentimenti popolari….
non succubi della maggioranza (che è altra forma di peccato), ma educatrice perchè parlante con la stessa lingua
In tutto il bailame delle polemiche quello espresso dal post mi sembra l’unico punto di vista che va al nocciolo della questione.
Per quanto mi riguarda io non vedo Annozero perchè lo trovo in generale noioso, poco affidabile e più incline a sollevare polveroni che fare vera informazione. Come la maggior parte dei programmi televisivi.
L’unica cosa che mi piace/piacevano sono proprio le vignette di Vauro che trovo geniali e, spesso, assolutamente esilaranti
“ma se ogni tanto le elites la smettessero di fare gli snob e si associassero alle maggioranze pronte a pija’ a carcinculo due cojoni antipatici,”
guarda, non so se ci consideri élite, ma noi a prendere a calci in culo la gente – chiunque, anche quelli che ci potrebbero aiutare, servire o essere amici – siamo sempre in primissima linea.
Ecco un bellissimo esempio di calci in culo a chi calci in culo non ne da:
http://www.giornalettismo.com/archives/23464/
e ancora si aspetta una risposta…
vabbeh, e adipolpo adipolpi allora?
VABBE’
già
beh….mah, i carcinculo se danno e se pijano
se glieli dai devi da esse prono….prono a pijalli pure
a garbatella, a piccerella, a Nunziatella, l’ abbacchio, la demograzzia, a generazione U, er fritto generazzzionale….a porpetta
In realtà non si tratta di poche migliaia di anime: pare che ieri AnnoZero sia stato il programma più seguito.
Poi è chiaro che i più non lo guardano aspettandosi un grande approfondimento giornalistico ma perché vogliono vedere se a furia di esasperare il più possibile gli scontri prima o poi ci scappa il morto, ma questo è un altro discorso: ognuno cerca di fare audience come gli riesce meglio e a Santoro il gioco della rissa-spettacolo riesce evidentemente benissimo
“beh….mah, i carcinculo se danno e se pijano
se glieli dai devi da esse prono….prono a pijalli pure”
scusa, Adinolfi s’è mai azzardato a provarci, con noi? E sai perché? Perché è il nulla con il niente intorno: se lo fa lo seppelliamo di argomenti, e lui non sa più che rispondere poi.
GIA’
ve do la mia inderbredazione…già sapete che er pupone me è simbadigo e credo habbia avuto una grande intuizione sul ruolo della Rete
a mio parere Adipolpo non dà grande importanza in democrazia a idee o teorie precostituite
per lui democrazia è discussione e progressivo avvicinamento comune a equilibri di comune soddisfazione
discussione da farsi pure in rete, anzi, un giorno, specialmente in rete
si genera così la sensazione e ripeto, sensazione di un nulla, di una mancanza apparente di contenuti
…ma per lui i contenuti derivano da confronto democratico, sono democristianamente “adattabili”
e questo a mio parere è giusto se si vuole raggiungere collaborazione con la controparte ne comune interesse della direzione di una Nazione
VIVA L’ iTALIA
HABBIA……VABBEH
” Ci sono gli eccessi, a volte manca un po’ di spirito critico rispetto alla tesi della trasmissione (ad esempio, che vuol dire che i medici si lamentano della Protezione Civile perché era in ritardo? Aveva appuntamento con il terremoto per caso?)”(…)
———->
Io direi che il terremoto era in anticipo questo vuol dire purtroppo e di decenni, non solo dalle prime scosse di novembre. In anticipo su una civiltà che vorrebbe chiamarsi tale.
“Per il resto, Anno Zero non sembra essere un tipo di trasmissione con un taglio così improponibile. Se non piace, si può cambiare canale. Farne un affare di Stato ogni volta che il centrodestra è al governo comincia a diventare stucchevole, sia da parte del PD che del PdL.”
Secondo me non è così…
se Annozero è tanto detestato dal centrodestra e dispiace a quasi tutti anche nel centrosinistra, non è perché sono bacchettoni senza senso dell’umorismo o perché non capiscono le vignette di Vauro. Non credo sia nanche questione di forma, del “taglio” della trasmissione, credo sia un problema di contenuti: oggettivamente quello che si dice da Santoro non lo si dice da nessuna altra parte (possono piacere o meno).
Annozero, insieme a Report, è l’unica anomalia nel panorama televisivo italiano, lo si è visto anche quando un “pezzo” di Annozero (Travaglio) è uscito fuori dal seminato (è andato in un’altra trasmissione a dire quello che dice tutte le settimane da Santoro), è successo un putiferio con tanto di scuse pubbliche del conduttore e promessa di non rifarlo più (presumo io).
La verità è che Santoro non è fazioso, di parte, di sinistra, schierato, o meglio, lo è, ma non più di altri e non è questo che disturba tanto i nostri politici, il “problema” di Santoro è che è un giornalista libero, non ha nessun partito come “azionista di riferimento”, è di sinistra , ma non risponde alla sinistra, non risponde a nessuno se non al suo pubblico, alle sue idee, a sé stesso, al suo punto di vista della realtà… lo si potrà accusare di egocentrismo (come è stato fatto), ma chissenefrega!
E comunque, meglio un egocentrico in più che una voce in meno.
ma la vignetta incriminata, quella di Berlusconi/Nerone, quella che si è sentito essere stata la vera causa del comunicato di scomunica da parte dell’arcivescovo, dove posso vederla? Oggi son stata quasi solo su giornalettismo e non ho ancora letto molto altro
Altra cosa:onore agli intervistati che hanno saputo trattenere l’emozione ed il rancore mentre parlavano dei propri parenti morti sotto le macerie ed una nota polemica:diteci chi ha fatto quelle revisioni in casa studenti. E spero che non sia stato davvero il custode…
Il Manifesto di ieri, vignetta del ”capro” (ne) espiatorio Vauro:
Santoro:”Mi hai mandato la Via Crucis? Vauro guarda che la settimana della passione è passata!
Vauro: ” A Michè per i precari dura tutto l’anno”.
Allora vorrei dire che il signor Vauro vignettista in milioni di euro è meglio si faccia un giro tra i veri precari e la smetta con la demagogia!
Santoro come Gramsci, Gobetti, Spinelli, i Rosselli, Matteotti e Don Minzoni? Masi come il Minculpop e l’Ovra? E Vauro Senesi come il complotto pluto-ebraico-massone da deitalianizzare subito?
Equilibrio e dignità. Grazie.
Alla prossima.
Sapete cosa vi dico? Tutto un magnifico siparietto, tra l’atro già visto ( puntata riparatrice ).
Un pò come il disagio di Ilary Blasi alle Iene, di fronte alle battute sessuali allusive e ‘’sentite” su di lei, da parte del duo Bizzarri- Kessisoglu.
Disagio manifestato per giustificare la sua assenza per due puntate. Causa? Banale influenza.
PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ
PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ
PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ
LA CHIAMERO’ MICHELE
PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ
PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ PERCHÈ
per una persona “semplice”oggi è molto difficile poter giudicare ciò che stà accadendo nel nostro paese.a mio modesto parere la demagogia ed i “propri interessi” di parte vengono prima della verità.Allora mi chiedo e vero che nella nostra nazzione da molti anni non si fa più prevenzione del territorio?E vero oramai che il volontariato a sostituito i doveri dello stato verso problematiche ritenute ingiustamente meno importanti.In questi giorni sentiamo un coro di demagoghi a tutti i livelli fare una difesa di questo governoe di questa intera classe politica .ma umilmente vorrei ricordare che da la metàdegli anni 90 cioè dopo tangentgopoli il potere decisionale lo hanno avuto sempre loro, tre governi berlusconi compreso quello in corso e due prodi ma lo stao delle cose non è mai cambiato. allora capisco la rabbia e gli attachi che ci sono quando qualcuno va a toccarequesti argomenti.vorrei suggerire al mio presidente del consiglio che in una famiglia un bun padre inizzia a risolvere i problemi più necessari subito e poi gli altri in italia esiste una mappa deiterritori che sono più arishio basterebbe inizziare da li ad intervenire per poi col tempo adare gradatamente nel resto del territorio.almeno per una volta abbiano la cosc ienza e sopratutto il senso dello stato per cui i cittadini li hanno eletti.
Ricordando che il terremoto di Kobe nel 2005 ha causato cica 5000 morti nella perla antisismica del Sol Levante e riportando il discorso sui lati positivi della vicenda, cioè sul fatto che l’Italia ha la migliore organizzazione al mondo nei soccorsi, ricordo che Gemona non è Tokio, Avellino e l’Irpinia non sono Yokohama, l’Aquila non è Kyoto, la Sicilia non è Hokkaido.
Ricordo che il Giappone prima della sua attuale modernità è vissuto millenni sotto l’impero di un governo monocratico imperiale e per usare un eufemismo, tendente a un certo decisionismo ( non so se alla Lubbe o alla Schmitt ma decisionismo sicuro ) e che la nostra amata penisola è visssuta fino al 1861 ma in forma moderna fino ai nostri giorni, sotto dominazione asburgica, borbonica, arabo-ottomana.
Di cui le tracce cultural-infrastrutturali nelle amministrazioni dello Stato centrale e periferico permangono fino alla data di oggi.
Si può avere tutto il knowhow che si vuole, case in legno, in c.a., in muratura tutte magnificamente costruite con i più moderni criteri antisismici, che al 12° della Mercalli farebbero un emerito baffo.
Ma il problema è che il nostro radon, il nostro strano ululare dei lupi pre sisma si chiama burocrazia malata, malaffare, speculazione edilizia e individualismo esasperarto all’ennesima potenza. Ve li vedete voi gli italiani come gli israeliani? Che hanno le squadre di soccorso tra le migliori del momdo senza avere mai subito un fenomeno tellurico di grave rilevanza? I sistemi di preallarme giapponesi e californiani, la motivati da zone ad alto rischio sismico, come la faglia di San Andrea o la struttura isolana del Giappone?
Da noi vince il cuore questo si. La teknè e la scienza applicata con rigida priorità alle necessità dei più, lasciano il campo alla capacità del fai da te. Un po poco di fronte alla forza della natura.
Siamo un anarchia organizzata efficente nell’amore.
Compissimo anche il giro più lungo sugli aspetti carenti sopra citati, la smetteremmo di essere campioni dell’autodenigrazione dell’ ex post, dei fatti avvenuti, delle stalle chiuse con le bestie al pascolo. Questo si brutto vizio dell’italica specie.
Ciao
Ricordando che il terremoto di Kobe nel 2005 ha causato cica 5000 morti nella perla antisismica del Sol Levante e riportando il discorso sui lati positivi della vicenda, cioè sul fatto che l’Italia ha la migliore organizzazione al mondo nei soccorsi, ricordo che Gemona non è Tokio, Avellino e l’Irpinia non sono Yokohama, l’Aquila non è Kyoto, la Sicilia non è Hokkaido.
Ricordo che il Giappone prima della sua attuale modernità è vissuto millenni sotto l’impero di un governo monocratico imperiale e per usare un eufemismo, tendente a un certo decisionismo ( non so se alla Lubbe o alla Schmitt ma decisionismo sicuro ) e che la nostra amata penisola è visssuta fino al 1861 ma in forma moderna fino ai nostri giorni, sotto dominazione asburgica, borbonica, arabo-ottomana.
Di cui le tracce cultural-infrastrutturali nelle amministrazioni dello Stato centrale e periferico permangono fino alla data di oggi.
Si può avere tutto il knowhow che si vuole, case in legno, in c.a., in muratura tutte magnificamente costruite con i più moderni criteri antisismici, che al 12° della Mercalli farebbero un emerito baffo.
Ma il problema è che il nostro radon, il nostro strano ululare dei lupi pre sisma si chiama burocrazia malata, malaffare, speculazione edilizia e individualismo esasperarto all’ennesima potenza. Ve li vedete voi gli italiani come gli israeliani? Che hanno le squadre di soccorso tra le migliori del mondo senza avere mai subito un fenomeno tellurico di grave rilevanza? I sistemi di preallarme giapponesi e californiani, la motivati da zone ad alto rischio sismico, come la faglia di San Andrea o la struttura isolana del Giappone?
Da noi vince il cuore questo si. La teknè e la scienza applicata con rigida priorità alle necessità dei più, lasciano il campo alla capacità del fai da te. Un po poco di fronte alla forza della natura.
Siamo un anarchia organizzata efficente nell’amore.
Compissimo anche il giro più lungo sugli aspetti carenti sopra citati, la smetteremmo di essere campioni dell’autodenigrazione dell’ ex post, dei fatti avvenuti, delle stalle chiuse con le bestie al pascolo. Questo si brutto vizio dell’italica specie.
Ciao
Ricordando che il terremoto di Kobe nel 2005 ha causato cica 5000 morti nella perla antisismica del Sol Levante e riportando il discorso sui lati positivi della vicenda, cioè sul fatto che l’Italia ha la migliore organizzazione al mondo nei soccorsi, ricordo che Gemona non è Tokio, Avellino e l’Irpinia non sono Yokohama, l’Aquila non è Kyoto, la Sicilia non è Hokkaido.
Ricordo che il Giappone prima della sua attuale modernità è vissuto millenni sotto l’impero di un governo monocratico imperiale e per usare un eufemismo, tendente a un certo decisionismo ( non so se alla Lubbe o alla Schmitt ma decisionismo sicuro ) e che la nostra amata penisola è visssuta fino al 1861 ma in forma moderna fino ai nostri giorni, sotto dominazione asburgica, borbonica, arabo-ottomana.
Di cui le tracce cultural-infrastrutturali nelle amministrazioni dello Stato centrale e periferico permangono fino alla data di oggi.
Si può avere tutto il knowhow che si vuole, case in legno, in c.a., in muratura tutte magnificamente costruite con i più moderni criteri antisismici, che al 12° della Mercalli farebbero un emerito baffo.
Ma il problema è che il nostro radon, il nostro strano ululare dei lupi pre sisma si chiama burocrazia malata, malaffare, speculazione edilizia e individualismo esasperarto all’ennesima potenza. Ve li vedete voi gli italiani come gli israeliani? Che hanno le squadre di soccorso tra le migliori del mondo senza avere mai subito un fenomeno tellurico di grave rilevanza? I sistemi di preallarme giapponesi e californiani, la motivati da zone ad alto rischio sismico, come la faglia di San Andrea o la struttura isolana del Giappone?
Da noi vince il cuore questo si. La teknè e la scienza applicata con rigida priorità alle necessità dei più, lasciano il campo alla capacità del fai da te. Un po poco di fronte alla forza della natura.
Siamo un anarchia organizzata efficente nell’amore.
Compissimo anche il giro più lungo sugli aspetti carenti sopra citati, la smetteremmo di essere campioni dell’autodenigrazione dell’ ex post, dei fatti avvenuti, delle stalle chiuse con le bestie al pascolo. Questo si brutto vizio dell’italica specie.
Ciao
Manco a farlo apposta stavolta ho fatto un pezzo che mi sembra naturale conseguenza di quello di Greg. Mi sa che mi devo iniziare a preoccupare…E non l’avevo mica letto!
Inizio a sospettare seriamente che Alessandro D’Amato, Alessandro Guerani e Alessandro Bernardini siano in realtà la stessa persona.
Terrore e raccapriccio.