Quando il topolino dà fastidio all’elefante: una delle più grandi banche del mondo, la Goldman Sachs, infastidita dalle pubblicazioni su un piccolo blog, è pronta ad intraprendere azioni legali contro l’autore qualora non dovesse cessare la sua attività sul web
LETTERA DI AVVERTIMENTO – In un blog americano, dal layout estremamente semplice, nell’intestazione al di sotto del titolo, quella visibile, per intenderci, in ogn
i pagina del sito, si precisa, a scanso di equivoci, con queste parole quale sia la relazione tra l’autore e l’azienda oggetto degli articoli pubblicati: “Questo sito non è stato approvato dalla Goldman Sachs, né questo sito ha alcuna affiliazione con Goldman Sachs. Questo sito è stato progettato per fornire informazioni su Goldman Sachs direttamente da parte del pubblico, e non da parte dei dipartimenti di marketing e pubbliche relazioni di Goldman Sachs. È possibile trovare il sito ufficiale di Goldman Sachs all’indirizzo www.goldmansachs.com“. Eppure, nonostante la premurosa precisazione iniziale, da fare invidia ai foglietti illustrativi dei medicinali, la Goldman Sachs ha incaricato lo studio legale Wall Street Chadbourne & Parke di perseguire il blogger Mike Morgan, un consulente finanziario della Florida, che da pochi giorni (dal 26 marzo) ha dato vita al blog in questione, intitolato Informazioni, commenti, opinioni e fatti su Goldman Sachs e sul quale son stati pubblicati finora una trentina di post. Morgan si è visto recapitare una lettera di avvertimento in cui gli viene preannunciata una azione legale da parte della banca qualora non dovesse cessare la sua attività sul web.
PROPR
IETA’ INTELLETTUALE – La banca si sarebbe allarmata in seguito alla pubblicazione sul blog, che tra l’altro si occupa anche di altre società di Wall Street, di articoli scomodi come “La Goldman Sachs gestisce il mondo?“, uno dei più pungenti nella critica alla banca d’investimenti, ai suoi membri e alle sue pratiche. “Non completamente, ma non è detto che non ci stiano provando“, è la risposta che Morgan si dà alla domanda iniziale. I legali della Goldman Sachs, però, non entrano nel merito del contenuto dei pezzi pubblicati, ma prendono di mira i diritti di proprietà intellettuale della banca che reputano violati dal blogger. Infatti, secondo quanto scritto nella lettera dello studio Chadbourne & Parke, datata 8 aprile, l’attività di Morgan implicherebbe un rapporto con la banca stessa. Recita così la missiva: “Il suo utilizzo del marchio Goldman Sachs viola i diritti di proprietà intellettuale Goldman Sachs, costituisce un atto di contraffazione marchi, concorrenza sleale e implica un rapporto e lascia fraintendere un’attività commerciale e/o di un affiliazione tra lei e Goldman Sachs, che in realtà non esiste e, inoltre, crea confusione nel mercato“. Il blogger, dal canto suo, sostiene di essere in possesso di tutti i requisiti di legge per gestire il sito perchè l’intestazione del sito preciserebbe chiaramente che il contenuto non è stato approvato dalla Goldman Sachs. Non sembra per nulla intimorito dalla lettera della banca: nella sezione del sito denominata “Goldman Sachs contro Mike Morgan” prevede che la battaglia legale finirà in tribunale e non è una novità per lui. Di battaglie del genere ne ha già affrontate.
PASSATO E FUTURO – Nel suo mirino era già finita qualche tempo fa l’impresa di costruzioni statunitense Lenn
ar, sulla quale aveva raccolto informazioni sulla presunta costruzione scadente di case, e, come allora, anche oggi non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro: “Da quando ho vissuto questa situazione con Lennar, sono stato assistito da alcuni dei migliori avvocati che si occupano di proprietà intellettuale, e so esattamente quello che posso e non posso fare“. Il blog è solo una base di partenza per un progetto ambizioso. Per un futuro glorioso Mike Morgan è alla ricerca di volontari e di persone benestanti disposte a finanziarlo. C’è bisogno di assumere qualcuno che lo aiuti a lavorare per il suo sito, cercando articoli interessanti, selezionando i link e il materiale trovato, filtrando i commenti dei lettori. Chiede collaborazione per scalare posizioni su Google e portare alla ribalta la storia dei tanti dirigenti della banca trasferitisi altrove. Sono alla Banca d’Italia (Mario Draghi, ex vicepresidente GS), alla Banca d’Inghilterra, del Canada, al Tesoro degli Stati uniti. “Se tutto va bene, e accumuliamo abbastanza informazioni, voglio scrivere un libro. . . Come Goldman Sachs distrutto il mondo“.






















eh sì, hanno paura dei blogger questi grandi colossi, giustamente. Se ritrovo dei dati più tardi te li linko
certamente certi colossi bancari temono il granello di sabbia che, logora e blocca certi ingranaggi, che possono condizionare gli e/venti economici mondiali. ma chi semina vento, prima o poi raccoglie tempesta.
sono malati..mentali….
…e intanto i soldi veri li ha visti solo la mercegaglia…..ma noi piccoli imprenditori…di poco peso ma di alto spessore…manco un euro….ma i tremontibond?…..solo una finta…. ho qualcosa per tappare le falle delle banche italiane?…..e intanto gli strozzini fanno affari d’oro…come si dice al mio paese…”comprano con i piedi e vendono con le mani….
viva l’italia….
metidate gente