L’udienza papale e la crisi dei valori: quando un Benedetto chiama l’altro
“A cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi”. Quand’ecco che arrivò un uomo, e quest’uomo era Benedetto da Norcia: quindici secoli dopo, ce ne parla chi ne ha preso il nome nel diventare papa. È un’udienza del mercoledì un po’ loffia, il gregge è distratto dalla campagna elettorale, ma ciò che dice Benedetto XVI è interessante, soprattutto se tenendo conto di quanto
Popper ci ha spiegato in Miserie dello storicismo e Freud ne La psicopatologia della vita quotidiana. Chi è questo Benedetto da Norcia che fa della sua figura storica un modello? È uno che – fuor d’ogni lapsus – genera “un autentico fermento spirituale, che mutò […] il volto dell’Europa, suscitando dopteneo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente”. Ohilà, gonzi, avete bisogno di sentir le oche strepitare in Campidoglio per capire che il pagano impero scricchiola? La “tremenda crisi di valori e di istituzioni”, non l’avvertite? Dinnanzi ad essa, dite, non sentite l’urgenza di “una nuova unità spirituale e culturale”? È così, tanto per chiedere. Perché, nel caso vi sentiste come “a cavallo tra il V e il VI secolo”, sappiate che vi è dato un altro Benedetto. Anche questo, come quello di Norcia, il segreto ce l’ha tutto nella sua Regola. Dite, non sentite bisogno di una Regola? Quella dei Benedetti sta tutta “nell’esercizio dell’obbedienza posta in atto con una fede animata dall’amore”: scusatelo se è costretto all’eufemismo soffice, sennò poi lo fraintendono e lo accusano di ingerenza. “Oggi l’Europa […] è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa”. E se si ricostruisse una qualsiasi altra Europa? Non sarebbe la vera Europa, è ovvio. “Non possiamo predire il corso futuro della storia umana”, diceva Popper, e c’è addirittura chi pensa di riciclarne uno vecchio. Siamo nell’ambito delle piccole nevrosi domestiche. E qui viene in aiuto Freud.
Ps: messaggio autopromozionale



























“ma ciò che dice Benedetto XVI è interessante, soprattutto se tenendo conto di quanto Popper ci ha spiegato in Miserie dello storicismo e Freud ne La psicopatologia della vita quotidiana. Chi è questo ……”
cerco di capire, ma c’ è qualcosa che non va
…se tenendo conto…….di cosa ?
del cosiddetto “insaputo” freudiano e degli atti mancati, suppongo…