Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
pubblicato il 16 aprile 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Gli ultimi dati di Bankitalia dimostrano che Tremonti è un genio: nonostante una riduzione delle entrate tributarie riesce a ridurre il saldo negativo del bilancio dello Stato. Un risultato incredibile ma che non deve soprendere. E’ tutto spiegato in queste poche righe che seguono, se si ha la pazienza di leggerle

E’ uscito proprio ieri il bollettino statistico pubblicato da Banca d’Italia. Ci sono molti spunti interessanti. Un primo dato è l’aumento del debito pubblico, salito a 1.708 miliardi di euro con un incremento di quasi 30 miliardi di euro rispetto al mese precedente. Un dato che andrebbe sottolineato e – all’apparenza – positivo è la riduzione del saldo tremonti1 Tremonti colpisce ancora: il crollo degli investimenti pubblicinegativo del bilancio dello Stato, che passa dai -16,288 miliardi di euro dei primi due mesi del 2008 ai -9,877 del primo bimestre 2009, con una riduzione quindi del 39,4%. Un successo di Tremonti. Andiamo a vedere come si arriva a questo straordinario risultato.

CROLLANO LE ENTRATE TRIBUTARIE – Leggendo il dettaglio delle poste di entrata e di spesa, infatti, questo risultato positivo mostra qualche tratto opaco. Le entrate tributarie, infatti, si riducono del 7,2%, passando dai 59,173 miliardi di gennaio-febbraio 2008 ai 54,892 del primo bimestre 2009. Lo hanno riportato diversi media. Certo, c’è la crisi economica che morde. Ma il crollo sembra essere ben al di là degli effetti della crisi economica, e il fatto di averlo purtroppo previsto già da settembre del 2008 su queste pagine non consola di certo. E le affermazioni trionfalistiche sull’evasione. di pochi giorni fa del direttore dell’Agenzia delle Entrate appaiono ancora più stonate. Ma per fortuna, Tremonti è un uomo prudente. Uno che aveva previsto la crisi prima di tutti, e che ha messo in piedi un sistema per tenere sotto controllo i suoi effetti devastanti sul bilancio pubblico. E infatti, nonostante questo minore introito fiscale abbiamo il risultato di una riduzione del saldo negativo. Risultato ottenuto non con un trucco contabile, ma con una effettiva riduzione di spesa. Le spese totali dello stato passano infatti da 78,089 a 72,632 miliardi. Una riduzione del 7%. Niente male, vero?

AUMENTANO LE SPESE CORRENTI - Ma quanto è bravo il ministro Tremonti. Noi non faremo come fanno tanti disfattisti, che gli contestano che in tempi di crisi economica una riduzione della spesa pubblica non sembra essere la ricetta giusta. Lui sa che il nostro debito pubblico è il terzo del mondo, lui sa che ci sono già state aste di titoli pubblici che non hanno avuto successo, e non vuole giustamente correre rischi. Anche perché, diciamocela tutta, era ora che qualcuno andasse a colpire le sacche di inefficienza che ci sono nel nostro bilancio. Quindi: bravissimo, Ministro! Una bella sforbiciata ad auto blu, sprechi, acquisti eccessivi di cancelleria, mobili, consulenze. Bene, bravo, bis! Un momento però: controlliamo bene, all’interno delle voci di spesa, le varie dinamiche. Sempre prendendo i dati del bollettino di Banca d’Italia, un secchio di acqua gelata spegne il nostro entusiasmo: le spese correnti, infatti, nel bimestre gennaio-febbraio 2009 sono pari a 71,467 miliardi di euro, rispetto ai 68,081 dello stesso periodo 2008. Ci sono quindi 3,386 miliardi di spesa corrente in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli sprechi non sono diminuiti affatto!

IL MIRACOLO DEL TAGLIO ALLE SPESE PER INVESTIMENTO forbiciln3 Tremonti colpisce ancora: il crollo degli investimenti pubblici- Il miracoloso effetto di riduzione del saldo del bilancio statale si deve, quindi, alla scomparsa  delle spese per investimento. Avete presente quelle per costruire strade, ponti, ferrovie, linee adsl, ospedali, scuole, ecc… Ecco, quelle passano dai 10,008 miliardi di gennaio-febbraio 2008 ai miseri 1,165 miliardi del primo bimestre 2009: una riduzione dell’88,4%. Quasi 9 miliardi di euro di investimenti in meno. Un incidente di percorso, un ritardo occasionale nella velocità di spesa? Potrebbe anche darsi, ma se si rileggono le cifre del Dpef approvato in 9 minuti e mezzo nel luglio scorso, e un precedente articolo pubblicato da queste parti, si scopre che non è un incidente: è una strategia. Il ministro Tremonti tiene sotto controllo i conti dello Stato, in un periodo di crisi nerissima, diminuendo le spese per investimento, ovvero riducendo il “capitale” pubblico, senza minimamente intaccare la spesa corrente. Era tutto scritto, bastava leggere. Anche questa piccola nota passerà come l’ennesima osservazione “disfattista”. Invece è semplicemente un tentativo di descrivere cosa sta facendo il nostro governo. E lasciare a chi legge il giudizio. Mi sembra di ricordare che un tempo si chiamasse informazione.

10 commentistampa - fallo leggere